Il Festival del Cinema di Venezia è sicuramente uno dei migliori banchi di prova per i prodotti presentati, vista la presenza degli almeno duemila giornalisti da tutto il mondo, pronti a tifare o affossare un film. Il social network più diretto per conferire un anticipo sul prestigio dei film è Twitter, dall’alto potenziale nocivo – come nel caso di Mother! di Darren Aronofsky.

Il Festival del Cinema di Venezia è una delle poche manifestazioni rimaste senza un embargo sui giornalisti, ma da questa edizione le cose sembra stiano per cambiare. A partire da mercoledì, Venezia chiederà a tutta la stampa di aspettare che i film in concorso abbiano una prima proiezione pubblica, per poi rilasciare i commenti e le recensioni opportune.

Essendo la manifestazione cinematografica più antica del mondo, il Festival del Cinema di Venezia è sempre stato piuttosto lungimirante: la rassegna è stata infatti la prima ad accogliere un prodotto Netflix e precursore dei concorsi filmici virtuali. Ovviamente, ammettendo di non poter competere coi social media e le recensioni online.

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Le continue trasformazioni nel mondo della comunicazione, determinate dalla nascita di nuove tecnologie e social network, hanno influenzato il tradizionale lasso di tempo tra la comparsa dei commenti da parte della stampa e l’inizio delle proiezioni pubbliche durante il Festival del Cinema di Venezia.

Tradizionalmente, le anteprime per i giornalisti – collaboratori essenziali per la manifestazione – davano loro tempo sufficiente per svolgere il proprio lavoro in modo produttivo. Quando gli articoli apparivano esclusivamente su carta, le recensioni dei giornalisti venivano pubblicate il giorno successivo o comunque dopo la prima proiezione pubblica.

La scelta del Festival del Cinema di Venezia di tornare alle tradizioni della carta stampata non coincidono col pensiero del direttore Alberto Barbera, convinto che la manifestazione debba sempre guardare al futuro. È probabile che gli studi, gli attori e i distributori lo abbiano spinto a prendere questa decisione per proteggere i film dalle prime reazioni potenzialmente negative per i prodotti.

Non sono state rilasciate informazioni riguardo quali sarebbero le conseguenze del mancato rispetto dell’embargo; i giornalisti avranno vita difficile dovendo tenere per loro i propri pensieri, specialmente dopo aver visto gli attesissimi Suspiria e A Star is Born.

Quest’anno, ad esempio, il Festival di Cannes – al quale partecipano il doppio dei giornalisti rispetto a Venezia e quindi una potenziale arma di distruzione dei film – ha imposto alla stampa il permesso di vedere le pellicole solo assieme al pubblico, se non addirittura il giorno seguente.