Siamo giunti alla quinta stagione di questa serie ideata da Raphael Bob-Wacksberg che racconta la vita di un cavallo, Bojack Horseman, famosa stella del cinema in una Hollywood alternativa in cui gli animali vivono in mezzo agli esseri umani e vengono addirittura antropomorfizzati.
La serie è sempre stata caratterizzata per il suo carattere, cinico, satirico, sagace e senza mezzi termini e questo non è certo andato perduto nei nuovi episodi. Anzi, si potrebbe quasi dire che la cosa viene ancora più accentuata.
Dopotutto, quando si parla di Hollywood non è mai difficile estrapolare avvenimenti scandalosi o personaggi che se la stanno vedendo con alcol, droga e abusi di qualsiasi tipo.

Bojack Horseman non risparmia certo i suoi colleghi dal ricordargli le loro colpe e tutti i casi di denuncia di abusi e violenze sessuali non potevano essere ignorati dai creatori della serie.

Bojack Horseman – caduta della quarta parete

Bojack Horseman, CinemaTown.it

Alla fine della quarta stagione, Bojack aveva firmato un contratto per filmare una serie tv in cui interpreta il protagonista, Philbert, ed è proprio da qui che riprende la nuova stagione.
Sarà proprio l’interpretazione di questo personaggio che porterà Bojack a toccare il fondo. Anche se Philbert appare come l’eroe della situazione, dentro di lui nasconde un disagio esistenziale che non sa più come sfogare, se non in abuso di alcol e droghe. Non riesce a godersi la vita e alle situazioni sociali e ricreative preferisce l’isolamento mentale.
Bojack non sa come interpretarlo, non riesce a entrare nella sua psiche, non capisce il senso di certe battute. Il motivo è lampante. Odia doverlo interpretare.
Bojack Horseman ha paura di affrontare se stesso, ha paura di guardarsi da fuori e capire com’è. Ma forse basterebbe solo questo piccolo passo per riuscire ad essere la persona migliore che aspira ad essere e smettere di farsi del male (e di fare del male agli altri), a smettere di odiarsi.
Ecco, Philbert è come quel pensiero che martella l’inconscio e di cui Bojack vuole disperatamente liberarsi.

La realtà che viene dipinta in questa serie è estremamente difficile e tormentata, nonostante si parli di Hollywood, di stelle del cinema che hanno soldi e fama e possono permettersi case enormi, macchine di lusso e tutto quello che desiderano.
Parrebbe che il messaggio che si vuole lanciare sia il classico “i soldi non fanno la felicità”, ma sarebbe banalizzare uno show strepitoso. La verità è che la felicità non esiste proprio. Non per Bojack e nemmeno per gli altri personaggi. La vita è solo un continuo affannarsi a sopravvivere un giorno dopo l’altro e cercare di essere una brava persona, fallendoci miseramente.

Bojack Horseman – Diane Nguyen

Bojack Horseman, CinemaTown.it

Per cambiare vita e uscire dal circolo vizioso degli atteggiamenti distruttivi non basta cambiare taglio di capelli o andarsene per un po’ con la speranza che, cambiando routine, cambi anche tutto il resto che non va.
Questo Diane lo sa bene. Non troverà la serenità in queste cose; anche se all’inizio potrebbe esserci una parvenza, poi scoprirà che i problemi erano solo stati spazzati sotto il tappeto. E prima o poi tornano sempre a galla.
Diane Nguyen è quel personaggio che facciamo fatica a capire ma con cui allo stesso tempo ci sentiamo in sintonia. Chi non ha mai pensato guardando Bojack Horseman: “Io sono Diane Nguyen”.
Lei è una donna intelligente, acculturata, indipendente, forte, che non vuole avere dei figli perché prima di tutto deve imparare a pensare a se stessa. È riuscita a rimanere salda sui propri principi in un mondo in cui la corruzione della persona è all’ordine del giorno. Non è in cerca di fama o gloria, non venderebbe l’anima per nessuna delle due.  E allora perché è così infelice da definirsi addirittura “una buca in cui cadono tutte le cose belle”?
Lei vorrebbe stare bene ma non sa come. Oppure la sua infelicità è una scelta, una scelta drastica, certo, ma pur sempre una scelta, qualcosa che la caratterizza, come il colore dei capelli o un neo sul viso.
In questa quinta stagione, la sua infelicità viene probabilmente accentuata ancora di più, quasi da diventare disperazione. Ed è ciò che la porta al fallimento del suo matrimonio con Mr. Peanutbatter, l’uomo che sembrava davvero fatto per lei, che l’amava, che con la sua allegria e il suo eterno ottimismo avrebbe potuto compensarla. Non si è sforzata, avrebbe potuto impegnarsi di più ma non si è sforzata.

Il problema di Diane è che è statica. Non agisce. Fa ciò che le viene detto ma non si impegna più di tanto e quando si accorge che ciò in cui l’hanno coinvolta non è corretto o va contro i suoi principi, se ne va, anziché cercare di prendere in mano la situazione e agire, capovolgere le cose. Le occasioni le vengono servite su un piatto d’argento ma lei è troppo impegnata a commiserarsi per poterlo fare.
Lei stessa lo dice: “Nessuna mia azione cambierà nulla” e probabilmente è proprio questa partenza così negativa che la frena dall’impegnarsi di più.
Solo Bojack crede in lei perché forse è l’unica che è riuscita a entrargli dentro. I due si meritano a vicenda, ma come può Diane aiutare lui se non riesce ad aiutare nemmeno se stessa e viceversa?

Bojack Horseman – femminismo e #metoo

Bojack Horseman, CinemaTown.it

Quando si parla di Diane o di Princess Carolyn o di tutti gli altri personaggi femminili presenti nella serie si parla anche di femminismo. È un argomento estremamente attuale e ci viene presentato intrinsecamente anche nei singoli personaggi, con Diane che non vuole avere figli e abortisce o Princess Carolyn che invece ne vuole uno a tutti i costi e si decide per l’adozione.
Sarà brutto da dire, ma probabilmente i sceneggiatori hanno gongolato parecchio tra le denuncia di Asia Argento, caso Weinstein e tutti gli altri abusi che negli ultimi mesi sono stati portati allo scoperto nel mondo cinematografico. Dopotutto, non si può ambientare una serie a Hollywood e non mostrare anche il marcio che si nasconde sotto i tappeti rossi e gli abiti da migliaia di dollari.
Ma col suo cinismo sagace e la satira prorompente, Bojack Horseman riesce a scoprire la falla anche su questo piano: il femminismo dà fastidio quando a praticarlo è una donna perché è troppo petulante, perché “oh no, eccone un’altra che non vuole accontentarsi e stare zitta”, perché ogni parola di contrarietà detta da una donna è colpa del ciclo. Sembra che il femminismo abbia più valore se portato avanti da un uomo, ha più risonanza, più voce.
Non è questo un controsenso? Non è questa la caduta del femminismo?
Non alziamo tutti gli occhi al cielo all’ennesima Asia Argento che salta fuori e dice di essere stata abusata dal produttore che le ha promesso una parte in un film?

Quello che spaventa è la gente che si dimentica. In fondo, Asia Argento, Harvey Weinstein saranno solo un lontano ricordo tra qualche anno e tutto tornerà come prima, tutti riavranno la propria carriera e le teste di struzzo torneranno nella sabbia. Si darà e ridarà continuamente una nuova possibilità a tutti dopo che si saranno elevati a paladini della giustizia per fare bella figura.
Anche se… anche se a volte si sbaglia talmente tanto da non poter più tornare indietro.

Bojack Horseman – madri

Bojack Horseman, CinemaTown.it

Una trama ricorrente negli episodi di Bojack Horseman è il rapporto che hanno i personaggi con le proprie famiglie, specialmente con le madri: l’avversione di Beatrice nei confronti del figlio Bojack, la famiglia disfunzionale di Diane e in questa stagione vediamo persino un piccolo spiraglio sull’infanzia di Princess Carolyn.
Tutti amiamo Princess Carolyn. Anche lei, nel suo disagio, cerca il suo spazio nel mondo, quel piccolo angolino di tranquillità e benessere che tutti desideriamo. Ma a differenza degli altri, lei si sforza, ci mette impegno però la fortuna non è mai dalla sua parte. Forse è proprio questo che ce la fa apprezzare.
Passa da una relazione all’altra senza mai trovare una stabilità, un equilibrio. Anche nelle migliori relazioni c’è qualcosa che non va, c’è qualcosa che allontana tutti da Princess Carolyn. Forse perché lei è genuina, dice le cose come stanno, quello che pensa ma alla gente non piace la sincerità.
Nella sua ingenuità pensa di fare del bene.

Ma non è egoista e lo dimostra volendo a tutti i costi un figlio. Diverse volte ce l’aveva quasi fatta, ma poi qualcosa non andava. In tutte le avventure in cui si imbarca Princess Carolyn, sia sul lavoro che sul piano affettivo, c’è qualcosa che non va, qualcosa che va storto e la fa tornare al punto di partenza per ricominciare sempre da capo.
È la sua croce: non riuscire a concludere nulla, nonostante gli sforzi.

Bojack Horseman – Todd

Bojack Horseman, CinemaTown.it

Se c’è un motivo in più per cui si deve amare questa serie è perché sa anche frenarsi dove è giusto frenarsi e parlare con semplicità e naturalezza, senza cinismo o satira, di argomenti che sono più difficili da accettare.
Todd è finalmente riuscito a fare coming out, a se stesso più che altro, come asessuale (da non confondere con asessuato) e questa liberazione lo ha portato a vivere meglio le relazioni e ad uscire dal guscio isolante nel quale si era rinchiuso.
Todd ha smesso di avere paura del mondo esterno e ha capito che è meglio essere se stessi e non nascondersi perché le persone troveranno sempre un motivo per non accettarti, qualsiasi personalità cerchi di interpretare, per cui tanto vale mostrarsi per ciò che si è.
Il personaggio di Todd è un gran bel calcio in culo alle discriminazioni e un faro sulla visibilità di quella categoria che a volte viene dimenticata persino dal modo lgbt*.

Insomma, questa quinta stagione era ciò che ci aspettavamo, un connubio di droghe, alcol, relazioni disfunzionali di un mondo che vuole farci vedere anche quella parte della realtà che rifiutiamo, o meglio, quella parte di noi stessi che rifiutiamo. I personaggi di Bojack Horseman sono estremi, falliscono in ogni cosa, soffocati dai propri atteggiamenti auto-distruttivi e non sappiamo se saranno mai in grado di tirarsene fuori.

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