Burt Reynolds, morto ieri giovedì 6 settembre al Jupiter Medical Center in Florida all’età di 82 anni, non è riuscito a finire le riprese di Once Upon a Time in Hollywood. L’attore venne scelto da Quentin Tarantino per il film attualmente in produzione a Los Angeles, dove il cast composto tra gli altri da DiCaprio, Pitt, Margot Robbie e Al Pacino si è appena ritrovato orfano di un membro della crew.

Burt Reynolds aveva in mente di entrare ufficialmente nella fase operativa delle riprese entro poche settimane, ma la sua morte prematura per i tempi di realizzazione rischia ora di compromettere alcuni aspetti della produzione che si aggiungono ai già difficili trascorsi che Tarantino ha dovuto subire dopo la caduta di Harvey Weinstein.

La parte che Burt Reynolds avrebbe dovuto interpretare George Spahn, il proprietario del ranch nel quale vivevano Charles Manson e i suoi seguaci che assassinarono Sharon Tate e alcuni amici la notte in cui Roman Polanski scampò alla tragedia a causa di una trasferta europea. La nipote di Burt Reynolds, Nancy Lee Hess aveva detto:

Mio zio Burt Reynolds non vedeva l’ora di lavorare con Quentin Tarantino e l’incredibile cast stellare che è stato radunato per Once Upon a Time in Hollywood.

Burt Reynolds, che ha ottenuto una nomination all’Oscar per il suo ruolo in Boogie Nights, film del 1997 diretto da P.T. Anderson e nel film drammatico di Adam Rifkin del 2017, The Last Movie Star, uscito per l’emittente A24. La sua morte rischia ora di causare ulteriori grane economiche alla produzione di Tarantino, ci auguriamo tutti che un evento drammatico del genere non finisca per creare intoppi produttivi che influiscano sulla buona riuscita del progetto.

Tarantino, come ricordato, ha dovuto fare i salti mortali per concedere i diritti distributivi di Once Upon a Time in Hollywood dopo che il suo produttore storico, Harvey Weinstein, ha dovuto abbandonare il mondo dello spettacolo a seguito dei disordini sociali che hanno ribaltato le dinamiche di Hollywood.

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