Guardando il primo capitolo della saga, il Mamma Mia! del 2008, molti di noi hanno avuto un’esperienza quasi extracorporea. Senza rendercene conto, siamo passati da un iniziale scetticismo per quello che sembrava un pretenzioso adattamento degli ABBA sulle corde vocali di Pierce Brosnan, finché, improvvisamente, dall’essere fortemente critici siamo passati all’essere dei karaoke viventi. Il risultato, per Mamma Mia! e per Here We Go Again, è di nuovo lo stesso: non era mai successo che qualcosa di così potenzialmente sbagliato diventasse così meravigliosamente giusto.

Un decennio dopo Mamma Mia!, la combinazione intelligente tra prequel e sequel ha prodotto risultati analoghi a quelli del passato. In Here We Go Again, le sequenze del passato ambientate del 1979 vedono Lily James interpretare una giovane Donna che si diploma ad Oxford – quasi ripescando lo stile di High School Musical – prima di partire per una vacanza dove cambierà spesso salopette… e partner sessuali.

Nel presente, la Sophie di Amanda Seyfried si sforza di realizzare la visione di sua madre – come l’I Have a Dream degli ABBA – con l’Hotel Bella Donna appena rinnovato, mentre lotta con sé stessa per evitare che anche un’altra storia simile a quella della madre si possa ripetere nell’isola idilliaca che fa da scenografia.

Il cast di Mamma Mia! 2 è ancora in splendida forma

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Tutto questo mentre anche gli storici spasimanti di Mamma Mia! hanno il loro percorso di crescita, vedendo Hugh Skinner, Josh Dylan e Jeremy Irvine diventare Colin Firth, Stellan Skarsgård e Pierce Brosnan; ovviamente, mentre Jessica Keenan Wynn e Alexa Davies incarnano le giovani Christine Baranski e Julie Walters, amiche di Meryl Streep.

Il regista di Mamma Mia! Here We Go Again Ol Parker – sottovalutassimo nella sua precedente opera Now is Good – ci offre degli eleganti movimenti di macchina, coreografie scoppiettanti e inquadrature a specchio che ben riflettono il concetto di timeline sfasata proposta dalla sceneggiatura. Accanto a Parker, tra gli sceneggiatori di Mamma Mia! 2 troviamo Richard Curtis – forse colui da ritenere responsabile per certi passaggi di copione dove sentiamo dire alle protagoniste “be again my beating vagina”.

Eppure, come in Mamma Mia!, anche nel secondo capitolo il vero piacere deriva dalla sublime sensazione di ascoltare i nostri brani preferiti degli ABBA incastrati nella narrazione, a volte nei modi più intelligenti e assurdi. Gli sceneggiatori hanno commesso qualche errore qua e là, ma nel complesso sono scricchiolii fatti consapevolmente per incoraggiarci a ridere guardando la storia piuttosto che della storia stessa.

Il successo di Mamma Mia! 2 è il connubio tra passato e presente

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Di grande aiuto la natura del cast, che risulta sia di altissimo livello che di grande simpatia per come si è messo totalmente in gioco: i testi di Dancing Queen potranno anche invitarci a cantare e ballare, ma il fatto che molti degli attori uomini non riescano a farlo fino in fondo, dando in questo modo la possibilità alle donne di sfoggiare tutta la loro splendida forma.

Tutto ciò avrebbe potuto causare a Mamma Mia! Here We Go Again un potenziale capitombolo, se non fosse che alla fine della proiezione nessuno riesca ad uscire dalla sala visibilmente emozionato. Difficilmente si resta impassibili quando si assiste alla proiezione delle scene durante i titoli di coda, dove i successi degli ABBA continuano a sfilare e si vede il cast alle prese con altre mirabolanti imprese. C’e anche Björn Ulvaeus, tanto per rendere la cosa ancora più malinconica.

È cambiato molto rispetto a dieci anni fa, quando Mamma Mia! ha sfidato le nostre idee sulla realizzazione di buoni e cattivi film. Col tempo – e coi cambiamenti dell’industria cinematografica – ci siamo tutti un po’ addolciti, rendendoci più aperti a prodotti sobri. In ogni caso, Mamma Mia! Here We Go Again è perfetto così com’è, e molti spettatori sono già pronti a tornare a vederlo. Il film è attualmente nelle sale italiane, il trailer ufficiale del film è disponibile qui.

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