Revenge dell’esordiente regista Coralie Fargeat non è il primo film a muoversi nel mondo dei cosiddetti “Revenge movie” portandoli nel mondo femminile, con uno sguardo al passato possiamo trovare facilmente esempi come I spit on your grave (da cui la protagonista eredita il nome Jennifer) e  L’Ultima Casa a Sinistra, ma a differenza dei suoi predecessori, il titolo che ha fatto il suo arrivo nelle sale il 6 settembre, distribuito da Midnight Factory, è il primo ad avere una regia femminile.

in Revenge, la sexy e sfacciata Jen (Matilda Lutz) viene invitata dal suo ricco amante alla tradizionale battuta di caccia che l’uomo organizza con due amici. Isolata nel deserto, la ragazza diventa presto preda del desiderio degli uomini e quello che doveva essere un week end di passio­ne si trasforma in un incubo, in una spietata caccia all’uomo

Revenge – il genere slasher incontra il femminismo

Revenge CInemaTown.it

Lo sviluppo della trama aderisce alla perfezione con gli stilemi classici del genere a cui appartiene- i film che ruotano attorno alla sete di vendetta – la vittima nella prima parte subisce un torto ( lo stupro) e nella seconda diventa carnefice e reclama il suo premio, diventando cacciatrice per placare la sua sete, non importa come, basta che gli stupratori incontrino la morte. Un genere che in parte deriva dal cinema Slasher, analizzandone la sceneggiatura i punti in comune con questo genere di pellicole sono molteplici, a partire dalla molteplicità dei cattivi da punire\ vittime designate, nella giusta quantità per offrire il giusto tributo in termini di intrattenimento agli occhi dello spettatore.

 Qui però entra in scena la bravura della regista, con pochi semplici tocchi alla sceneggiatura, l’intero schema già rodato viene decantato al mondo moderno, l’illusione dell’uomo che afferma “se l’è cercata” e quello che cerca di usare il suo potere – monetario e non solo – per “comprare” la donna, basta questo a mettere sui binari dell’attualità Revenge e donargli il tono da pellicola femminista

Revenge – un tripudio di splatter che funziona

Revenge CInemaTown.it

Rotti gli indugi iniziali, il massacro può iniziare, Jennifer diventa dispensatrice di morte e Fargeat nel mostrarci i risultati del suo lavoro non bada a spese sul sangue finto e sui corpi mutilati, un tripudio splatter iper-violento che porta lo spettatore a un epilogo semplice da indovinare, ma che funziona alla perfezione.  Revenge con la sua violenza esplosiva, dove la protagonista si ritrova in una situazione del tutto nuova e non pianificata, sussurra allo spettatore un messaggio invisibile – ma potente – se con un semplice ballo una donna va in cerca di uno stupro, con la violenza perpetuata l’uomo non va in cerca della morte?

Matilda Lutz (L’Estate Addosso) è la scelta perfetta per il ruolo, si muove ottimamente in entrambe le sue versioni, senza perdere di credibilità nella seconda o risultare poco credibile nella prima, protagonista indiscussa della pellicola con un personaggio nella cui missione è facile credere, al punto da provare empatia. Coralie Fargeat offre allo spettatore un debutto con i fiocchi, mettendo il suo nome nel taccuino dei registi da tenere d’occhio per il futuro, sperando che Revenge sia solo l’inizio di una lunga carriera.

Leggi anche: A Quiet Place – Un posto tranquillo: La recensione del film

Leggi Anche: Most Beautiful Island: la recensione del film