Javier Bardem ha letteralmente monopolizzato l’attenzione del pubblico lunedì, durante il Festival del Cinema Lumière, trattando gli argomenti più svariati. L’attore ha parlato della sua giovinezza, di come ha imparato l’inglese grazie alla musica degli AC/DC, della sua celebre famiglia e del talento, la passione e la genialità dei registi con cui ha lavorato. Tra questi, spiccano i nomi di Bigas Luna, Julian Schnabel, i fratelli Cohen e, ovviamente, Woody Allen.

Bardem ha ribadito la sua stima verso il regista statunitense. Egli lo diresse nel 2008, nel fortunato Vicky Cristina Barcellona, insieme a Scarlett Johansson e Penelope Cruz. L’attore premio Oscar ha affermato che lavorerebbe ancora con Allen il prima possibile, qualora ce ne fosse l’occasione. “Lui è un genio. – ha affermato Bardem, nonostante le accuse piovute su Woody Allen da parte del movimento MeToo –  Lavorerei con lui anche domani.”

Ha poi aggiunto che lo status legale del regista non è cambiato da quando hanno lavorato insieme nel 2007. Si è inoltre premurato di ricordare che egli non è stato riconosciuto colpevole di alcun crimine.

Oggi, undici anni dopo, è sempre la stessa accusa. Le accuse pubbliche sono molto pericolose. Se un giorno ci sarà un processo e sarà provato che quanto detto su di lui è vero, cambierò opinione. Al momento, però, nulla è cambiato.

Le parole del protagonista di Non è un paese per vecchi hanno ricevuto il deciso plauso del pubblico presente, a riprova della straordinaria popolarità di cui Woody Allen gode tutt’ora in Francia.

L’attore ha poi tessuto le lodi di Julian Schnabel, che ne lanciò la carriera hollywoodiana con Prima che sia notte. Bardem lo incontrò per la prima volta al Festival di San Sebastian a New York, durante una presentazione. Curiosamente, Schnabel lo scritturò solo 20 giorni prima delle riprese.

Avevo 20 giorni per imparare l’inglese e perdere 20 chili, è stato folle. Ma fu un’esperienza meravigliosa.

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