Dopo Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni la versatile Keira Knightley cambia completamente genere, indossando i panni di Colette, nell’omonimo biopic diretto da Wash Westmoreland, presentata al Sundance Film Festival. Ad accompagnarla un cast di tutto rispetto, su tutti il poliedrico Dominic West (300).

Colette: sinossi

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Colette è una giovane ragazza di campagna, che lascia le sue terre d’origini per sposare Willy, tombeur de femme e imprenditore letterario di Parigi. Arrivata nell’immensa capitale francese, entrerà non senza difficoltà nell’alta società parigina, attraverso feste ed eventi mondani. Ispirata dalle proprie vicissitudini, scriverà una serie di romanzi sotto l’egida del marito, iniziando una delle serie letterarie più amate di sempre, e non solo. In una società ancora estremamente ingiusta con le donne, Colette lotterà per ottenere la sua indipendenza, da ogni punto di vista.

Colette: un cast ispirato per una storia ben raccontata

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Keira Knightley offre l’ennesima prova di spessore, di cui ormai non c’è da stupirsi. Riesce infatti ad essere espressiva in maniera equilibrata, senza mai uscire dalle righe del suo personaggio, mostrando forze e debolezze di una donna complessa ed estremamente carismatica. Bene anche il co-protagonista Dominic West, nei panni del vizioso marito di lei. Sebbene in alcuni punti la sua performance rischi di cadere nel parodistico, in generale la sua prova è più che positiva, dando risalto a tutte le sfaccettature del suo esuberante personaggio, davvero ben caratterizzato. La sceneggiatura, poi, è decisamente ispirata, in grado di creare personaggi mutevoli e complessi, che riflettono bene la realtà del tempo che vogliono raccontare. I dialoghi sono raffinati senza scadere nella noia, e in generale il cast interpreta lo script in maniera eccellente.

Colette: storia della forza di una donna

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Dopo Orgoglio e Pregiudizio e Anna Karenina, Keira Knightley interpreta quindi un altro ruolo impegnato, impersonando Colette. Questa si mostra prima debole al cospetto della borghesia mondana francese, come una sorta di don Abbondio, vaso di terracotta costretto in mezzo a vasi di ferro, per poi trovare la forza d’animo di affrontarlo, e addirittura cambiarlo da dentro. Una volta compreso il mondo intorno a lei, infatti, vi entra talmente in profondità da condizionarlo attraverso i suoi libri e il suo personaggio principale, Claudine. Quest’ultima diventerà l’icona di bellezza e trasgressività che modificherà persino la società parigina, influenzandone le acconciature, il modo di vestire e di pensare. Dopo aver plasmato questa realtà, però, Colette decide di ripudiarne i principi proseguendo per la sua strada tutt’altro che convenzionale, non volendo avere alcun tipo di limitazione, anche se il mondo che prima la spaventava ora pende dalle sue labbra. Si tratta dunque di una donna che decide e rischia. In un’epoca in cui le donne si limitavano a subire o a nascondersi dietro agli uomini, si libera da questo giogo ingiusto e si ritaglia il proprio, personalissimo spazio.

Colette: non un film per tutti

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Al termine della visione una cosa appare chiara: non tutti riusciranno ad apprezzare in toto questa pellicola. Il motivo risiede in quello che è sia un difetto che un pregio del prodotto: il coraggio. Il film affronta infatti moltissimi argomenti scomodi in modo piuttosto diretto ed elegante, rischiando di diventare però leggermente pretenzioso, e di non far comprendere, in alcuni punti, dove voglia andare a parare. La molta carne al fuoco è difficile da digerire, anche quando maneggiata con cura e sapienza. Parliamo di un cinema d’autore, quello vero, che richiede dunque uno sforzo partecipativo non indifferente. Anche la lunghezza, forse un poco eccessiva, non aiuta in tal senso. Il rischio può diventare quello di annoiare i palati meno “raffinati”. Ad ogni modo, tutti gli altri potranno godersi un’opera raffinata e matura, ben diretta e recitata, con una protagonista in costante stato di grazia e una storia vera davvero molto interessante, che sarà senz’altro d’ispirazione per molte donne del presente.

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