Un attore silenzioso, che non cerca la popolarità ma che stima la propria privacy, Gerard Butler è ossimoricamente una quieta rockstar. Nel corso della sua vita ha intrapreso strade molto diverse e, quando è giunto sul grande schermo, ha riversato questa sua versatilità nei vari ruoli che ha interpretato. In occasione del suo 49esimo compleanno eccovi dieci curiosità sulla sua vita.

Le origini scozzesi di Gerard Butler

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Gerard James Butler è nato il 13 Novembre 1969 a Paisley in Scozia. Il più giovane di tre fratelli, a sei mesi di età si trasferì brevemente a Montréal in Canada per poi tornare in Scozia con la madre dopo il divorzio dei genitori. Fin da giovane era appassionato di Cinema, ma fu dissuaso dalla famiglia e intraprese studi in giurisprudenza.

Studi universitari

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Nonostante un animo festaiolo e una particolare incostanza negli studi fu ammesso presso l’università di Glasgow a studiare giurisprudenza. Durante questo periodo divenne il presidente della Società Giuridica dell’università. Non solo riuscì a concludere gli studi ma lo fece con grande successo, guadagnandosi la laurea con lode. Disse infatti a riguardo:

Ho sempre avuto una fortuna sfacciata, persino a Giurisprudenza. Ho ottenuto la posizione di presidente della società giuridica praticamente solo con l’astuzia. Non sono la persona più studiosa che esista. Considerando la quantità di lavoro che ci ho messo, è straordinario che sia riuscito a conseguire la laurea. Persino con la lode!

Vita da festaiolo

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Dopo il conseguimento del tolto di studio Gerard Butler si gettò a capofitto sulla cosa adorava di più: fare festa. Durante la sua permanenza a Venice Beach viveva infatti con tre ragazzi irlandesi dediti solamente al bere e far festa. L’attore stesso si fece una fama a riguardo, spaccandosi bottiglie in testa, correndo nel traffico e risvegliandosi dopo una notte di festa a Parigi completamente tagliato e ricoperto di sangue. Ad oggi Butler non ha idea di come sia riuscito ad arrivare così lontano inconsciamente.

Problemi con la legge

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Il suo animo mondano lo portò ad avere problemi con la legge, che si sono declinati in due modi molto diversi. In primis Butler venne arrestato molteplici volte a causa dei suoi party. Ricorda molto bene come fu persino ammanettato assieme ad altri otto ragazzi. Secondariamente i suoi problemi si rivolsero contro il suo futuro lavorativo. Butler venne infatti assunto da uno studio legale ma a causa del suo comportamento durante l’Edinburgh Festival venne licenziato.

Vita da Rock Star

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Oltre alla carriera di avvocato, morta sul nascere, e a quella di attore di Hollywood Butler suonò anche in una band. Era il cantante degli Speed, un gruppo scozzese, e nonostante l’anonimato di questa band sicuramente questa esperienza lo aiutò per alcuni dei suoi ruoli musicali in film come Il Fantasma dell’Opera e PS: I Love You.

La svolta nella recitazione

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La passione per la recitazione non aveva mai abbandonato Butler, ma successivamente al fallimento della sua carriera da avvocato fu finalmente pronto a buttarsi sul suo sogno. A 30 anni si trasferì a Los Angeles e li, dopo due anni di lavori minori, ottenne i suoi primi lavori da attore professionista per Mrs. Brown e 007: Il Domani non Muore Mai. I ruoli che gli valsero la fama, però, arrivarono successivamente con Dracula’s Legacy – Il Fascino del Male nei panni di Dracula  e la mini serie su Attila, in cui interpretava il protagonista. Le sue motivazioni per buttarsi sulla recitazione?

Quando ho iniziato non ero sicuro che lo stessi facendo per le giuste ragioni. Volevo solo diventare famoso.

L’esercizio fisico

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La prestanza fisica di Butler lo ha sempre aiutato per i suoi ruoli. Dal vampiro a surfista, non si è mai rifiutato di interpretare ruoli in cui una grande fisicità era necessaria. Probabilmente però il suo ruolo più impegnativo dal punto di vista fisico fu in 300 di Zack Snyder, in cui interpretò re Leonida di Sparta. Sul set del film, che servì da trampolino di lancio per Michael Fassbender, la prestanza fisica degli attori era necessaria per rendere la potenza mitica dei 300 guerrieri. Butler spese i mesi antecedenti all’inizio del film per fare esercizi fisici atti a trasformarlo nel re spartano, esercizio che continuò per tutte le riprese del film.

L’incidente surfistico

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Il 18 Dicembre del 2011 Gerard Butler rischiò di morire a causa di un incidente sul set. Durante le riprese di Chasing Mavericks in California, mentre girava una scena in mare, un’onda lo colpì e lo gettò contro degli scogli. Fortunatamente un pilota di jet ski lo trovò e lo portò in ospedale. Successivamente commentò l’incidente dicendo:

Questa è stata forse una delle poche volte in cui i bollettini non hanno esagerato. È stata una situazione al limite […] le onde mi avevano preso e non riuscivo a rialzarmi. […] Sono riusciti a prendermi mentre stava arrivando un’altra onda. Era come nel film! Effettivamente, mi è successo tutto ciò di cui ho parlato nel film.

Il periodo in rehab

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Nonostante fosse astemio da anni, Gerard Butler decise nel 2012 di passare un periodo in rehab a causa del suo uso di antidolorifici. I grandi sforzi da lui fatti negli anni precedenti e il gran numero di incidenti sul set lo portarono a prendere abitualmente farmaci contro il dolore. Dato lo sforzo che già aveva impiegato molti anni prima per smettere di bere alcolici Butler decise di esorcizzare la possibilità di cadere in dipendenza da antidolorifici, soprattutto dopo l’incidente del 2011.

Eroismo

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Butler ha interpretato molte figure eroiche nella sua vita ma non molti di voi sapranno del suo eroismo nella vita reale. Durante le riprese di Mrs. Brown, il suo primo film, dovette correre nell’acqua gelida dell’oceano e, facendolo, sviluppò l’ipotermia. Nonostante questo, dopo essersi rimesso in sesto, continuò le riprese e successivamente si gettò persino a salvare un ragazzino che stava annegando, gesto che gli valse il Certificato di Coraggio dalla The Royal Humane Society. Butler si è sempre impegnato nel sociale ed è uno degli ultimi attori che hanno preso parte al boicottaggio della premiere del suo ultimo film in Arabia Saudita a causa della scomparsa di Jamal Khashoggi.

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