Non tutti sanno che la commedia sexy all’italiana, o commedia “scollacciata” –  un prodotto tutto nostrano che ha riempito le sale tra gli anni ’70 e ’80 a suon di pernacchie, fischi e nudità –  è un genere cinematografico che ha ispirato e continua ad ispirare insospettabili registi contemporanei. Tra questi, il maestro del grande cinema Quentin Tarantino, che nutre una vera e propria passione per i B-Movie, per la commedia erotica italiana, e per Edwige Fenech, la diva dalla forme morbide che ha fatto sognare intere generazioni interpretando personaggi bizzarri e maliziosi.

Film come Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda, Giovannona Coscialunga disonorata con onore, La signora gioca bene a scopa? e tanti altri, tra cui il celebre filone dedicato all’”insegnamento”. Dagli anni ’70 a oggi Edwige Fenech è passata da semplice protagonista della commedia sexy, a icona senza tempo di bellezza e sensualità, attrice simbolo di una stagione cinematografica ai tempi bollata negativamente dalla critica, ma oggi rivaluta anche grazie al contributo di Quentin Tarantino, che ha più volte espresso il suo rammarico per la scomparsa del cinema di genere in Italia.

Edwige Fenech professoressa per Quentin Tarantino

Fenech CinemaTown.it

Edwige Fenech è tornata sul grande schermo nel 2007, dopo quindici anni di assenza, come special guest nel film horror Hostel Part II di Eli Roth, prodotto da Quentin Tarantino, in un piccolo cameo che la vede ancora una volta vestire i panni della bella professoressa, ma per la prima volta vestita e senza Alvaro Vitali e Lino Banfi. La star della commedia sexy all’italiana e il regista di Pulp Fiction si erano conosciuti di persona due anni prima al Festival del Cinema di Venezia.

Lui mi ha chiesto subito se mi sarebbe piaciuto tornare sul grande schermo, gli ho detto che no, non avevo nessuna intenzione di fare un passo del genere. Lui ha insistito, “Neanche se te lo chiedessi io?” io ho risposto che allora si, certo, sarei tornata.

Di lì a poco ci fu l’incontro decisivo con Eli Roth, grande ammiratore della Fenech e del cinema di genere italiano

Mi ha così meravigliato scoprire che un ragazzo della sua età potesse sapere tutte quelle cose sui miei film , sono rimasta veramente sbalordita. Ho considerato quest’offerta di lavoro come un atto d’amore da parte sua e di Quentin, come un omaggio a un’attrice che ha segnato profondamente la loro formazione cinematografica. Sul set è stato un po’ come vivere un menage a tre, sono stata benissimo.

Per Eli Roth e Quentin Tarantino la Fenech non sarebbe paragonabile, in quanto a bellezza e capacità espressive, a nessun’altra interprete americana e riportarla finalmente sul set è stato un modo per renderle omaggio come attrice. Un’ammirazione meritata per la Fenech che non ha mai tentato di oscurare quel periodo della sua vita professionale, raccogliendone i frutti dopo quasi trent’anni. Negli anni del grande successo popolare della commedia sexy, i film appartenenti alla saga dell’insegnante, o della poliziotta erano considerati semplice espressione del cinema trash.

Oggi, invece, sappiamo riconoscere il valore di alcuni film come La patata bollente di Steno del 1979, una commedia sexy altamente consigliata ai più scettici, che tratta con garbo e ironia un argomento difficile come quello della libertà di orientamento sessuale e dove Edwige Fenech ci regala, in coppia con uno straordinario Renato Pozzetto, una delle sue migliori interpretazioni. Da segnalare anche Cattivi Pensieri, l’amarissima commedia erotica di Ugo Tognazzi del 1976, un film grottesco incentrato sulla gelosia e sulle ipocrisie coniugali, con una Fenech sensualissima nel ruolo meno monotono e più complesso di tutta la sua carriera.

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