Nel 2018 sono usciti dei film che hanno diviso il pubblico e i critici. Le vicende politiche e mediatiche che hanno caratterizzato quest’annata cinematografica non hanno reso gli ultimi dodici mesi la migliore epoca del cinema, ma nonostante questo registi, sceneggiatori e produttori indipendenti sono riusciti a creare qualcosa di duraturo, come alcuni film cult che sono destinati ad essere ricordati come i prodotti di nicchia o d’autore più particolari del 2018. Dal dramma all’horror, perfino Nicolas Cage ha lasciato la sua firma sui film di qualità di quest’anno, per lo più inediti in Italia, di cui andiamo alla scoperta in questa lista.

Upgrade di Leigh Whannell

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Rimane abbastanza incredibile che questo film sia stato prodotto dalla Blumhouse, visto che all’apparenza le potenzialità di guadagno erano poche. Nonostante questo l’apprezzamento da parte del pubblico ha permesso al film di poter uscire dall’anonimato. C’è da notare come la politica della casa di produzione di Upgrade è proprio quella di fare film di genere con un basso budget, e il prodotto sembra appartenere a quella tradizione anni ’80 di film cult che possiedono nella sceneggiatura tutte quelle pecche che caratterizzano il cinema di basso livello di trent’anni fa.

Nonostante questo per la maggior parte degli spettatori questo film è stato una piacevole sorpresa. Molte persone sono state contente di questo film cult d’azione, proprio perché è divertente anche se talvolta pieno luoghi comuni e non del tutto originale. Upgrade non sarebbe fuori posto nelle collezioni di molti appassionati di cinema, anche se molti purtroppo non si imbatteranno in questa opera cinematografica.

American Animals di Bart Layton

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Molti avevano alte aspettative dal film cult American Animals, dal momento che il film precedente di Bart Layton The Imposter (2012) era stato un grandissimo successo. Proprio perché c’erano queste importanti aspettative, il film ha diviso il pubblico. Quelli che lo hanno amato, hanno dichiarato in maniera molto netta che American Animals era ingannevole e inutile. Quelli che apprezzano il film cult invece, lo hanno entusiasticamente definito come una delle migliori opere cinematografiche prodotte quest’annoAmerican Animals  è stato proiettato alla Festa del Cinema di Roma dove ha vinto il premio Rakuten TV.

Il film racconta di due giovani studenti, che tentano di rubare dei libri di grande valore economico nella biblioteca della  Transylvania University nella città di Lexington nel Kentucky. Chi ha amato la pellicola, ha particolarmente apprezzato il montaggio, la sceneggiatura e sopratutto la recitazione di tutto il cast, fattori che hanno resto il regista il creatore di due film notevoli in pochi anni, con un largo margine di miglioramento. I detrattori invece sono molto dubbiosi sulla buona riuscita dei futuri progetti di questo cineasta. Nonostante questo è indubbio che i suoi film hanno degli spunti molto interessanti anche se possono piacere o meno.

CAM di Daniel Goldhaber

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Quasi tutti i film ispirati da Black Mirror sono migliori dello show stesso, e CAM non è un’eccezione a questa regola. Messo su Netflix e purtroppo ignorato dai più, il film cult è un horror sulle nuove tecnologie che non ha avuto molto appeal per il grande pubblico, nonostante meriti di essere preso in considerazione e coloro che hanno avuto modo di vederlo sembra siano stati soddisfatti del lavoro di Goldhaber. In particolare, la sceneggiatura e la recitazione di Madeline Brewer sono state molto apprezzate. Protagonista di CAM è Alice, una giovane camgirl a cui è stato hakerato il profilo da una ragazza del tutto identica a lei, che si sta esibendo al suo posto.

Altra dote del film cult è la sua capacità di far salire la tensione e suscitare emozioni molto forti per la sua imprevedibilità. Nonostante abbia delle similitudini con i lavori di Lynch non può essere legato al genere fantastico visto che rimane ancorato abbastanza alla realtà. CAM meriterebbe di avere un proprio pubblico, essendo uno dei pochi film horror di basso budget che meriti di essere visto da molte persone, destino che potrebbe attenderlo nei prossimi anni.

Thunder Road di Jim Cummings

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In tutta questa lista di film cult, Thunder Road è di certo quello che ha avuto più successo di critica, con la maggior parte delle persone che l’hanno visto soddisfatte del prodotto, ma nonostante abbia avuto molte lodi dai critici e una buona programmazione nei vari festival dove ha vinto moltissimi premi, non è stato visto da un largo pubblico. Forse proprio per questo non riceverà dei premi importanti – cosa che per molti film cult di nicchia non sarebbe un problema – ma Thunder Road meriterebbe di riceverne quantomeno per la performance di Jim Cummings, protagonista oltre che regista e sceneggiatore del film – proiettato al Milano Film FestivalIn questo racconto percorriamo le disavventure di Jim Arnaud, che dopo la morte della madre decide di dare una svolta alla propria vita. Tuttavia le cose non andranno come Jim aveva sperato.

The Strangers: Prey at Night di Johannes Roberts

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Risulta strano che gli studios hollywoodiani abbiano aspettato più di un decennio per realizzare questo film cult, seguito del grande successo commerciale Strangers, del 2006. A rendere speciale il progetto è la presenza costante di rimandi al passato piazzati nelle scene più cruente, come le canzoni pop degli anni 80′ durante le scene di omicidio, le luci al neon che assorbono le ambientazioni abbastanza banali e quella sensazione generale che si ha guardando un film slasher. Si può quindi immaginare che gli studios abbiano visto la possibilità di capitalizzare nell’investimento fatto dodici anni fa, tornando sui loro passi e attingendo dalla moda del momento del remake e del reboot a suon di sequel.

Il racconto vede una famiglia decidere di passare alcuni giorni fuori casa, in viaggio con la roulotte. Arrivati in un camping abbandonato, i protagonisti si accorgono di essere in balia di tre serial killer mascherati. Pretty at Night ha fatto dei buoni guadagni durante la sua breve programmazione nelle sale, sostenuto da quelle persone che credono di vedere l’inizio di una nuova vita per il genere horror. Difatti, stanno emergendo molti film cult del genere amati da pubblico e critica negli ultimi anni, con degli incredibili registi esperti nel genere stanno apparendo sulla scena.

Questo film cult è stato diretto da una giovane promessa del cinema horror Johannes Roberts, che oltre a Pretty at Night ha diretto anche 47 Metres Down nel 2017, un grandissimo successo di pubblico. Per il momento, pur avendo fatto molti soldi, questo film non è molto citato dagli appassionati di cinema, ma una cosa è certa: è stato uno dei film horror più importanti del 2018 e generalmente coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo lo hanno trovato di alto livello.

The Green Fog di Guy Maddin

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Non è una sorpresa che The Green Fog abbia diviso il pubblico, dal momento che è stato fatto dal regista sperimentale Guy Maddin. Il film cult è molto affascinante, ed è simultaneamente un omaggio a Hitchcock, un’interpretazione de La donna che visse due volte e una rassegna dei film che sono stati influenzati o hanno influenzato il capolavoro del cineasta inglese. Di conseguenza, The Green Fog non può essere rilasciato pubblicamente per problemi di diritti d’autore. Chi lo ha visto ha potuto notare che, curiosamente, il modo in cui i vari film citati riescano a unirsi con lo stile e mentalità è molto affascinate e trascinante.

Altra caratteristica che renderà The Green Fog un film cult negli anni a venire è il montaggio magistrale, e nonostante il racconto possa sembrare noioso e ridondante, è evidente come in questa pellicola si distingua l’evoluzione fatta dal cinema pur mantenendo una continuità di fondo, risultando un ottimo esercizio per chi ama la storia della settima arte pura. Tuttavia anche chi non abbia visto La donna che visse due volte potrà godersi il racconto per via del suo stupendo stile.

Hereditary – Le radici del male di Ari Aster

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Ari Aster sta emergendo nel mondo del cinema per via dei sui particolari cortometraggi, e in questo suo primo lungometraggio, il regista è riuscito a mostrarsi in buona luce con critica e pubblico scioccati in maniera molto forte. Il film  cult è una forza della natura, afferra lo spettatore dal primo all’ultimo fotogramma, forzandolo a provare varie emozioni. Ci sono momenti comici, spaventosi e tragici, amalgamati come se non ci fosse spazio per un errore. Il film incomincia con una tragedia famigliare ma si evolve rivelando informazioni molto oscure e inquietanti.

Toni Colette fa una delle più belle performance dell’anno. Inizia in maniera molto calma ma pian piano diventa sempre più squilibrata, finché non si mostra come una delle più fantastiche pazze furiose viste sul grande schermo da molto tempo. Anche gli altri attori recitano in maniera adeguata e valida. Unica pecca del film è il cambio di direzione che il racconto prende intorno al quarantesimo minuto, creando il momento esatto in cui lo spettatore decide se apprezzare o meno l’intera opera. Alcuni hanno amato questa caratteristica e si sono goduti Herditary fino alla fine, altri lo hanno trovato terribile.

Ad inficiare sulla riuscita totale delle intenzioni registiche è stato il taglio definitivo voluto dai produttori, essendo Hereditary inizialmente pensato per durare tre ore. Aster ha dichiarato che il taglio è stato molto difficile da accettare, in quanto le parti tagliate aggiungevano molto al lato deprimente del film, concentrandosi sul modo in cui il dolore ha effetto sulla famiglia. Forse questa era la versione che le persone stavano cercando, ma non avranno modo di cambiare idea.

Sorry to Bother You di Boots Riley

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Che sia per il suo stile visivo e provocatorio, lo sguardo che ha sul razzismo o sopratutto il colpo di scena, Sorry To Bother You risulta essere per molti uno dei film cult più intelligenti degli ultimi anni. Tutto è reso al meglio dalla performance di LaKeith Stanfield, nei panni di un’operatrice call center, ma nonostante questo il film è risultato strano ad alcuni spettatori, che hanno interpretato gli straordinari costumi sopra alle righe usati nel film come un modo di essere differenti per il semplice gusto di sembrarlo. Il film risulta comunque come un eccellente prodotto fatto con una tale accuratezza che è difficile da dimenticare. Anche se ci vorrà del tempo, è probabile che questo film avrà un buon seguito di fan diventando così un film culto.

The House That Jack Built di Lars Von Trier

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Lars Von Trier, molto probabilmente il più popolare provocatore nel cinema oggi, ha rilasciato il suo ultimo, e forse più violento progetto. Alla presentazione del film a Cannes il film è stato accolto da molti articoli denigratori. Il prodotto è scioccante sotto molti aspetti e per chi conosce i lavori precedenti di Von Trier questa non è una sorpresa. Non solo questo è uno dei più crudeli film cult degli ultimi anni, ma è anche una delle opere cinematografiche più divertenti, sebbene parli di un sadico e pazzo pluriomicida. Avendo questi lati comici ma trattando un tema così delicato, è normale che abbia dato fastidio a parecchi, tra cui la MPAA.

Il film è stato proiettato in America nella versione director’s cut senza l’approvazione della censura, e da una parte è sadico ma dall’altra non si prende troppo sul serio. Non c’è da stupirsi se ancora una volta un prodotto di Lars Von Trier ha incontrato opinioni molto diverse, e a rendere memorabile The House that Jack Built rimane il fatto che alcuni lo ameranno e altri lo odieranno, rendendolo a pieno titolo un film cult.

Mandy di Panos Cosmatos

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Se c’è un film che ha raggiunto lo stato di cult nel 2018 questo è Mandy. Con questi colori incredibilmente vibranti, Nicolas Cage in una performance indimenticabile e una colonna sonora rock, questo film è stato realizzato per vincere il pubblico e lo fatto contro ogni previsione. Forse in molti non sono stati così coinvolti dal racconto – alcuni hanno affermato che il ritmo nel primo quarto del film è apatico, perché serve da base per montare l’atmosfera, la storia e i personaggi – altri invece affermano che nella prima ora c’è la più delicata ed eccitante esperienza cinematografica che abbiano potuto vivere negli ultimi anni. Grazie a un Nicolas Cage in un raro stato di grazia il film cult è stato visto anche da una parte di pubblico non abituata ad andare al cinema e pur non avendo apprezzato il film, hanno detto che era abbastanza interessante. Se ci saranno dei film destinati a diventare un cult, tra questi c’è sicuramente Mandy.

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