Robert De Niro ha ricevuto il premio onorario alla carriera al Festival del Cinema di Marrakech dalle mani del regista Martin Scorsese “suo amico e collaboratore di una vita”. Durante l’evento, l’attore ha sottolineato le similitudini tra il suo Tribeca Film festival, da lui fondato nel 2001, e il Marrakech Film Festival, entrambi nati all’ombra dei tragici eventi dell’11 settembre, sottolineando come la festa di Marrakech possa servire da ponte interculturale tra le nazioni. De Niro ha concluso il suo lungo discorso di ringraziamento con una severa critica nei confronti della politica americana, senza tuttavia nominare (per questa volta) l’attuale presidente degli Stati Uniti.

Purtroppo, nel mio paese, stiamo attraversando un periodo di versione grottesca del nazionalismo. Non il tipo di nazionalismo in cui si celebra la qualità e il carattere della nostra popolazione diversificata. Ma piuttosto una forma diabolica di nazionalismo segnata dall’avidità, dalla xenofobia e dall’egoismo sotto la bandiera di “American First”. Questo è in contrasto con ciò che ci porta qui stasera.

Il premio Oscar ha voluto celebrare l’importanza delle origini e della diversità, accolto da ripetute ovazioni e applausi del pubblico:

Le arti non rispettano i confini, le arti celebrano la diversità, le origini e le idee. Guardateci qui stasera, ci godiamo film da 29 paesi. Siamo uniti dal nostro amore per i film e dalla nostra comune umanità.

Robert De Niro è stato preceduto sul palco da un lungo e commovente discorso di Martin Scorsese, che ha elogiato le sue straordinarie doti attoriali “Ha la strana abilità di far entrare lo spettatore in empatia con alcuni personaggi davvero terrificanti” ricordando come l’attore abbia interpretato più volte personaggi difficili, psicopatici, sociopatici, delinquenti, riuscendo sempre ad attirare il pubblico verso “l’umanità all’interno del mostro”. De Niro ha inoltre ricordato il regista italiano Bernardo Bertolucci, scomparso lunedì scorso, con il quale aveva girato Novecento.

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