Harry Potter: le dieci cruciali differenze tra i film e i libri della saga

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Dopo più di vent’anni si parla ancora di Harry Potter, che non smetterà mai di guadagnare fan, nonostante le profonde differenze tra i film e i libri.


Harry Potter è una saga che va alla grande ormai da più di vent’anni – con la pubblicazione del primo libro, Harry Potter e la pietra filosofale, nel 1997 – diventando probabilmente il franchise più conosciuto al mondo. Noi Millennials siamo praticamente cresciuti con questo piccolo maghetto dagli occhiali tondi che ci ha accompagnati durante i momenti più intensi della nostra infanzia e adolescenza e persino le nuove generazioni stanno iniziando a conoscerlo grazie a Newt Scamander e le sue avventure in Animali Fantastici; anche se sono film di stampo diverso a quelli di Harry Potter – a cominciare dal fatto che sono dei prequel non basati su dei libri – abbiamo ancora la possibilità di immergerci in questo straordinario mondo fatto di magia e creature fantastiche, nonché nella maestosa scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Tuttavia non si può dire che in Harry Potter sia tutto perfetto e che non ci siano delle pecche, sopratutto quando parliamo dei film della saga. Alcuni cambiamenti sono stati fatti rispetto ai libri, certo, magari necessari ma di sicuro deludenti.

La personalità di Albus Silente

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Harry Potter, hai messo tu il tuo nome nel calice di fuoco?

Questa scena del film in Harry Potter e il calice di fuoco è impossibile da dimenticare, soprattutto per chi ha letto prima il libro e probabilmente è rimasto sbigottito dalla reazione aggressiva e quasi violenta del noto preside di Hogwarts che, nei libri, è sempre calmo e sereno e cerca di confortare i suoi studenti anziché accusarli, tanto che tutti quanti si sentono più sicuri non appena Silente entra nella stanza. Eppure nei film ci sono tantissimi momenti in cui il suo atteggiamento diventa del tutto esplosivo senza motivo, e lo scatto violento che ha avuto nei confronti di Harry Potter è stato troppo.

Pix il Poltergeist

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D’accordo, Pix il Poltergeist non è fondamentale per la trama, però era una presenza non del tutto indifferente. Nel caso non aveste letto i libri, Pix era un poltergeist dispettoso che vagava per i corridoi di Hogwarts e tormentava gli studenti, soprattutto si divertiva a fare gli scherzi a Gazza. Ha avuto il suo importante ruolo nel quinto libro, quando la Umbridge se la prendeva con tutti, prendendo parte alla ribellione contro di lei e collaborando con i gemelli Weasley. Nei film di Harry Potter è stato del tutto tagliato. Certo, non ha cambiato la trama della storia, però la sua mancanza si è sentita tra i fan.

La storia dei Malandrini

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Se la mancanza di Pix può essere più facilmente perdonata, la storia dei Malandrini invece un po’ meno. Nel terzo libro, Il prigioniero di Azkaban dopotutto è stato ciò che ci ha fatto conoscere un po’ di più del passato di Harry, delle sue origini, dei suoi genitori e, soprattutto, ciò che ci ha permesso di legare a Remus Lupin. La storia sui Malandrini in quel film è stata una grande mancanza. È fondamentale sapere chi erano Lunastorta, Codalisca, Felpato e Ramoso. D’accordo, qualche indizio ci viene buttato qui e là nei vari film, ma non abbastanza. Sono stati loro a creare la mappa, loro hanno una storia complessa che dà anche il tono a tutto il resto. Meritavano qualche attenzione in più.

La storia di Silente e Grindelwald

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Forse questo è persino più importante dei Malandrini. Ci viene spiegato che Silente e Grindelwald erano molto legati, che hanno avuto un passato intenso e che ciò che è successo alla sorella di Albus li ha separati. Questo è stato completamente cambiato nei film e ci fanno apparire Grindelwald solo come una specie di Voldemort venuto prima. E il fatto che I doni della morte è stato diviso in due parti rende la questione più grave perché si aveva più tempo per parlarne. Senza contare il fatto che poi J.K. Rowling ha annunciato che i due erano amanti. Altro che buoni amici!

Le deludenti morti di Voldemort e Bellatrix

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Nei libri la morte ci viene mostrata così com’è anche nella vita reale. Non è che perché sono maghi allora muoiono in maniera diversa. Quando Harry uccide Voldemort il suo corpo cade a terra come qualsiasi altro. E pure quello di Bellatrix. Nel film invece si trasformano in polvere. Perché questo? Non è che c’era bisogno di addolcire la cosa per eventuali bambini, dopotutto di cadaveri nei film ce ne sono stati nonché personaggi che venivano torturati. Forse i produttori hanno pensato che al cinema faceva più effetto così, ma a dire il vero siamo tutti rimasti piuttosto delusi. In questo modo sembrava quasi meno reale, come se Voldemort e Bellatrix non fossero umani anche loro, ma più degli extraterrestri alla Thanos.

Hai gli occhi di tua madre…

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Pare una banalità ma era piuttosto importante il fatto che Harry avesse gli stessi occhi di sua madre Lily, cioè verdi. Per questo Piton odiava guardare Harry. E tantissimi personaggi glielo dicevano.

Hai gli occhi di tua madre.

Persino la Rowling ha detto che questo era un dettaglio importante prima che iniziassero a girare i film. Daniel Radcliffe – che ha gli occhi azzurri – però non riusciva a portare le lenti a contatto verdi perché lo facevano lacrimare, ma allora perché non assicurarsi che la ragazza che ha interpretato Lily non avesse gli occhi come quelli di Daniel? Alla fine non era importante il colore, era importante la somiglianza, il legame tra madre e figlio attraverso quel piccolo aspetto fisico.

La triste morte di Peter Minus

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Anche se tutti odiamo il personaggio (lui e la Umbridge se la giocano bene), la sua morte è stata ricca di pathos.
La sua stessa mano, quella grigia e artificiale che gli ha regalato il suo Signore Lord Voldemort, decide di strangolarlo perché aveva deciso di risparmiare Harry. E questo è un dettaglio pieno di significato se consideriamo la storia dei Malandrini e il fatto che Minus ne faceva parte ed era il migliore amico di James, è quasi scontato che alla fine avesse voluto salvare suo figlio. Non dimentichiamo che pure Harry lo aveva salvato anni prima, quindi Peter glielo doveva.

Non ci voleva tanto tempo per includere questa scena e avrebbe dato a Minus molta più profondità piuttosto che farlo sembrare un Mangiamorte quasi comico.

L’addio ai Dursley

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I Dursley di sicuro non meritavano alcun perdono o redenzione. Hanno trascurato e abusato di un bambino che non se lo meritava, hanno reso la sua vita miserabile. Ma nei libri il loro addio è davvero appassionante. Petunia riusciva a malapena a guardare Harry in volto, Dudley gli stringe la mano e gli dice che non lo considerava uno spreco di spazio. Questo poteva sembrare un colpo basso nonché piuttosto inutile, ma se consideriamo che tipo è Dudley è davvero un passo da giganti per lui non affiancarsi al padre ma prendere le parti di Harry.

La nascita dell’amore fra Harry e Ginny

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Diciamoci la verità: nei film questi due hanno la chimica sotto i piedi. Forse perché la sceneggiatura non era il massimo? Invece nei libri condividono davvero tanti momenti insieme e Ginny ci viene mostrata molto, ma molto più forte e sicura di sé. Lei prende in giro le ragazze che hanno una cotta per Harry, parla dei suoi tatuaggi inesistenti; accetta persino quando lui la lascia perché deve andare a cercare gli Horcrux perché lei sa che lui lo deve fare e lo ama anche per questo. Non c’è nulla di tutto questo nei film, la Ginny dello schermo non evolve mai dall’essere la sorellina piccola di Ron Weasley che ha una cotta per Harry perché è una celebrità.

La personalità di Harry

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Solo i veri lettori dei libri e fan della saga forse lo avrebbero notato, ma anche la personalità di Harry è piuttosto diversa. Be’, le basi sono le stesse – coraggioso, forte, compassionevole – ma nei libri è decisamente più pieno di vita, è una testa calda, di cattivo umore e molto più sarcastico. Nei libri è più divertente e più umano. Possiamo vedere i suoi difetti tanto quanto le sue qualità. E non dimentichiamocelo:

Non c’è bisogno che mi chiami signore, professore.

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