Lo chiamavano Trinità: cosa dissero gli americani del western con Terence Hill

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L’impatto culturale che ebbe Lo chiamavano Trinità lo consacrò come pietra miliare del genere in tutto il mondo, sebbene non passò l’esame in America.


Lo chiamavano Trinità è uno dei film più emblematici e particolari del cinema italiano. Uscito nelle nostre sale nel 1970, Lo chiamavano Trinità  non ha mai voluto essere un film serio ed impegnato, anzi: la pellicola infatti vuole fare il verso al genere cinematografico chiamato spaghetti-western, fondamentale anche per il rinnovamento dello stesso western americano.

Nonostante fosse spesso considerato un cinema di serie B, anche a causa del basso costo delle produzioni, lo spaghetti western ha avuto così tanta importanza da avere bisogno di “svecchiarsi” con un genere ibrido, formato da elementi della commedia e western, dove le sparatorie tanto comuni in queste ultime pellicole venivano sostituite con magistrali scazzottate tra buoni e cattivi.

Diretto da E.B. Clucher, che si è occupato anche del soggetto e della sceneggiatura, Lo chiamavano Trinità è proprio uno di questi film, che ancora oggi fanno sorridere chi lo guarda. Emblema di un cinema in grado di prendersi in giro, senza fare passi falsi, il film ha portato per la prima volta sulla scena una delle coppie più ammirate ed amate nel mondo del cinema: il binomio tra un biondissimo Terence Hill ed un taciturno Bud Spencer.

Divenuti famosissimi in Italia, i protagonisti di Lo chiamavano Trinità non hanno avuto altrettanto successo negli Stati Uniti d’America, o almeno possiamo dire che lo hanno avuto proprio soltanto per quella vena comica che ha contraddistinto tutta la pellicola, fondatrice di un genere farsesco ed identificato con fagioli western, in contrapposizione proprio il più serio spaghetti western.

Lo chiamavano Trinità non venne subito apprezzato dagli americani

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In un articolo del Times, datato 1996, ed ultimamente balzato tra le notizie del momento, si può leggere come la prima opera di E.B. Cluctcher, che poi sarebbe diventata la prima parte di una trilogia che comprendeva anche …continuavano a chiamarlo TrinitàTrinità & Bambino…e adesso tocca a noi!, fosse indicata come il risultato di chi “ha un certo senso dell’umorismo”. In dettaglio, riportiamo il brano dell’articolo citato:

Così fanno Terence Hill e Bud Spencer, che si incontrano in quello che inizia come un altro di quei bagni di sangue degli spaghetti western. Inizia con un derelitto brizzolato (Hill) che entra in un caffè sudicio e pochi minuti dopo abbatte due hombres senza nemmeno mirare. Ma dopo poco tempo, mentre questo derelitto e il fratello sceriffo (Spencer) si scontrano con alcuni mediocri fondatori e pionieri religiosi, il dialogo diventa più spaventosamente divertente.

In effetti, verso la fine, sembra che il cast sia duro per mantenere la faccia seria. Compreremo questo piccolo western dall’Italia, che non è nulla, semplicemente per la sua impudenza e la scarsità di sangue. E nessuno ce la mette. I due protagonisti, il giovane Hill e Spencer, un orso brizzolato di un uomo, non potrebbe essere più simpatico, né il film più irrilevante.

Un film senza infamia e senza lode per il cinema americano, che dunque vedeva in Lo chiamavano Trinità un film comico e ricco di scazzottate, ma senza troppi spargimenti di sangue, tanto cari ai film western. Chissà se col tempo avranno cambiato idea, imparando ad apprezzare gli spaghetti western o il cinema all’italiana. Siamo sicuri però che Sergio Leone piace a tutti.

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