Bohemian Rhapsody sarà per sempre ricordato per aver vinto quattro Oscar – ma sarà difficile scordare alcune delle controversie più grandi che lo riguardano.
Il biopic sui Queen ha fatto parecchio parlare di sé in seguito all’improvviso abbandono del regista Bryan Singer, accusato di “straightwashing” sul ritratto di Freddie Mercury. La scena in questione mostra il momento in cui la band incontra il manager con alcune battute che avrebbero dovuto far vincere l’Academy per il “Maggior Editing” piuttosto che il “Miglior Editing”.

L’editor del film John Ottman ha spiegato riguardo la reazione, rivelando che avrebbe fatto dei grossi cambiamento a quella scena se avesse avuto l’opportunità di lavorare a una versione estesa del film.
Dice Ottman al The Washington Post:

Ogni volta che lo vedo, vorrei mettermi un sacchetto in testa. Perché non è questa la mia arte. Se mai ci sarà una versione estesa del film dove posso rimettere un paio di scene, sicuramente riadatterei quella scena.

Insomma, ha dovuto faticare non poco dopo che Singer se n’era andato, rimpiazzato da Dexter Fletcher, facendo aggiustamenti dell’ultimo minuto. Come risultato dai test screening la scena non aveva più senso con la riscrittura della storia e dei dialoghi
D’altra parte, Ottman ha anche indicato la sequenza più chiassosa del Live Aid, che ha dovuto tagliare da 25 a 13 minuti, rivelando quanto l’intimorente compito lo abbia tenuto alzato la notte.

Non importa quanto fosse buono il film, il Live Aid non ha funzionato, l’intero film sarebbe collassato e diventato avvilente. Doveva essere stancante dal punto di vista emotivo, in maniera buona. Non doveva far pensare che fosse stato ridotto. In quel caso sarebbe stato troppo empirico.

Ci sono state delle speculazioni su un possibile sequel di Bohemian Rhapsody ma smentite dal produttore Graham King. La star Rami Malek, vincitore dell’Oscar per il miglior attore protagonista per l’interpretazione di Freddie Mercury, è stato visto connesso al ruolo di cattivo nel nuovo film di James Bond.

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