La notizia di cui si rumoreggiava da molti mesi è finalmente ufficiale: la Disney e la 20th Century Fox si sono unite in un’unica compagnia. La rivelazione è arrivata direttamente dalla Fox stessa, tramite un post pubblicato sull’account Twitter ufficiale dell’azienda. L’acquisizione diventerà poi effettiva alle 12 di domani, mercoledì 20 marzo.

Nonostante le conseguenze di questa colossale joint venture siano moltissime, ad ogni livello, l’attenzione massima si sposta sui Marvel Studios. La Casa delle Idee di Kevin Feige infatti si prepara a tantissime new entry nel MCU, tra cui il franchise degli X-Men e i Fantastici Quattro.

Sui primi, peraltro, sono state mosse critiche ed alzati dubbi sulla fattibilità dell’unione. James McAvoy ha affermato che, secondo lui, il Marvel Cinematic Universe e l’universo degli X-men sarebbero troppo diversi tra loro, asserendo che, mentre nel MCU i superpoteri sono considerati un dono, per gli X-Men sono per lo più una maledizione, oltre che motivo di discriminazione. Dopotutto, come ricorda Deadpool, gli X-Men sono “una metafora razzista anni Sessanta“.

Cambierà, inoltre, la composizione della Motion Picture Associations of America. Questa era infatti arrivata a ben sette membri, con la discesa in campo di Netflix, ed è ora tornata a sei, visto che la Fox, appunto, è stata inglobata dalla Disney. Gli altri componenti restano Warner Bros, Paramount, Universal Studios e Sony.

Ad ogni modo, le proprietà Fox passate nel carniere della Disney sono molte più di quelle anticipate. Non dobbiamo dimenticarci infatti della proprietà intellettuale su Avatar, Il Pianeta delle Scimmie, I Griffin, I Simpson e Alien. Potremmo quindi vedere pesanti reboot di queste saghe, alcune delle quali sono concluse. Ad esempio come Il Pianeta delle Scimmie, conclusosi con il successo di War – Il Pianeta delle Scimmie. Oppure progetti bloccati come Alien. Quest’ultimo infatti si è perso nella trilogia prequel voluta da Ridley Scott, iniziata con le scarse promesse di Prometheus e seccamente conclusa con l’altalenante Alien: Covenant. Da queste pellicole si salva solamente l’ottimo Michael Fassbender, malamente sprecato da produzioni superficiali.

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