Noi: come funziona l’horror di Jordan Peele costruito sul concetto del doppio

Noi, il nuovo horror di Jordan Peele, è un racconto sul tema orrorifico del doppio. Il montatore del film svela alcuni segreti.


L’uscita al cinema di Noi, uno degli horror più attesi dell’anno, è sempre più vicina. Scappa-Get Out ha lanciato nel mondo del cinema il nome di Jordan Peele, che ha catturato l’orrore del razzismo con un racconto sovversivo. Il suo debutto somigliava molto ad un episodio di Ai confini della realtà ambientato ai giorni nostri (non è un caso che proprio Peele sia il responsabile del reboot della serie di Rod Serling). Con Noi, tuttavia, il regista si è spinto oltre, utilizzando i temi del doppio e dell’invasione casalinga per sperimentare in direzione astratta. Anche il montatore del film, Nicholas Monsour, ha contribuito a costruire il racconto provocatorio su una famiglia di colore alle prese con i propri doppi orrorifici. In questo caso, l’immagine allo specchio rappresenta le divisioni americane e la lotta per la sopravvivenza.

Rispetto a Scappa-Get Out, in Noi, la commedia è meno presente e l’orrore più viscerale. Secondo Monsour:

Il film è in grado di provocare, prima, la rabbia e la confusione delle persone e, poi, di conquistare la loro curiosità. Durante il mio lavoro, ho pensato a come coinvolgere lo spettatore. Con l’aiuto di stunt e di effetti speciali, gni attore interpreta anche il suo doppio. Il trucco è stato concentrarsi soltanto sui singoli attori e montare le scene normalmente, come se non esistessero anche i doppelganger.

Il cast di Noi è variegato e comprende alcuni grandi nomi, come quello di Lupita Nyong’o e di Winston Duke. Ancora secondo il montatore, avere a che fare con i doppi è stato molto complicato a livello tecnico. Tuttavia, l’Industrial Light and Magic ha collaborato curando gli effetti speciali del film. Il focus principale è incentrato sullo scontro tra Adelaide e Red, il suo gemello cattivo. Le due donne si erano incontrate quando erano piccole dentro una casa dei divertimenti sulla spiaggia di Santa Cruz. Anni dopo, Red provocherà la totale distruzione di Adelaide e della sua famiglia. Entrambi i personaggi sono interpretati da Nyong’o, in grado di offrire due diverse e straordinarie performance.

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In relazione alla costruzione dei personaggi, il montatore del film ha utilizzato l’immagine dello specchio. I buoni e i cattivi sono animati da intenzioni ed emozioni opposte, come se fossero speculari. La coreografia della sequenza finale, sulle note del balletto de Lo schiacchianoci, raggiunge elevati livelli di stilizzazione e di sperimentazione nella messa in scena. Un grande aiuto è stato dato anche dalla scenografa del film, che si è ispirata allo stile dei centri commerciali nord-coreani anni ’80.

Avere a che fare con musica, emozioni e dramma allo stesso tempo è stato un eccellente punto di partenza su cui lavorare. Le società da cui questi due personaggi provengono e il modo in cui si rapportano attraverso danza e combattimento è davvero molto astratto.

Nicholas Monsour ha anche ammesso di aver tratto ispirazione dal cinema trascendentale di Ozu, Bresson e Tarkovsky, in modo tale da punteggiare le sequenze più forti con immaginario simbolico e suoni poliritmici. Un altro tema fondamentale di Noi ha a che fare con i traumi infantili che limitano il percorso della protagonista e che, in questo caso, si manifestano anche fisicamente. A tal proposito, il montatore ha anche rivelato di aver simpatizzato con i cattivi della storia piuttosto che con i buoni:

C’è sempre un motivo per cui le persone si comportano in modo mostruoso. Jordan ha utilizzato l’idea di home-invasion e il sotto-genere dello zombie-movie per esprimere i timori della società. Ognuno di noi ha una grossa responsabilità per le cose che ci accadono e che riteniamo ingiuste.

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