Shameless è la serie di Showtime ideata da Paul Abbott che conta ormai nove stagioni, l’ultima conclusasi proprio lunedì scorso con l’addio, annunciato tempo prima, di due personaggi che hanno reso questa serie memorabile e a cui è stato difficile non affezionarsi: Ian Gallagher (Cameron Monaghan) e Fiona Gallagher (Emmy Rossum). Ma, sebbene per il primo qualche possibilità di rivederlo ancora nella prossima stagione ci sia, per la seconda invece i saluti sono stati definitivi. E che saluti, oseremmo dire!

Shameless parla di una famiglia disfunzionale composta da sei fratelli, Fiona Gallagher, Lip, Ian, Debbie, Carl e Ian, e il loro irresponsabile padre, alcolizzato e drogato, che non ha mai badato ai propri figli e non ha mai lavorato in vita sua, vivendo sulle spalle della propria famiglia e a spese dello Stato, come un vero e proprio parassita umano della società.

Tra le mura dell’iconica casa nel South Side di Chicago, abbiamo visto questi giovani ragazzi arrancare per riuscire a ottenere la loro parte nella vita difficile che gli è stata offerta, una minima parte, giusto l’indispensabile. Li abbiamo visti cercare e perdere il lavoro, crescere, innamorarsi, imparare dalle fregature della vita, piangere, ridere, soffrire, bere, festeggiare, fare a botte e chi più ne ha più ne metta. I Gallagher di sicuro non si sono fatti sfuggire niente. Fiona non di certo. Ed è proprio di lei che ci terremmo a parlare.

Fiona Gallagher, una giovane madre single

Fiona Gallagher, CinemaTown.it

I Gallagher non hanno mai avuto dei genitori, non nel vero senso della parola. Frank e Monica li hanno messi al mondo, “sputati” fuori come si farebbe con un qualsiasi oggetto e poi li hanno lasciati a loro stessi. Certo, Monica aveva dei gravi problemi mentali che le impedivano di funzionare correttamente e Frank una strana ossessione per le donne problematiche, spinto poi a fare abuso di alcol e droghe. Ma le loro difficoltà non li giustificano dall’aver trascurati i figli. Dei bravi genitori, se sanno di avere dei problemi, si curano anche e per amore dei figli.

Ma a quello ci ha pensato Fiona Gallagher, la primogenita. Lei ha fatto letteralmente da madre a tutti quanti, si è preoccupata di crescerli, di mandarli a scuola, di guidarli sulla giusta strada, di aiutarli in tutti i modi. Ha accettato lavori di tutti i tipi per riuscire a mantenerli. Si è presa cura di loro da quando aveva sei anni. Difficile dimenticare quella scena nella terza stagione in cui, di fronte a un tribunale per ottenere l’affidamento dei fratelli, fa un discorso che commuove tutti.

Una volta vivevamo in macchina… lo zio Nick ci aveva cacciato. Non c’era nessun altro che ci ospitasse. Lip, Ian ed io dormivamo di dietro quando Frank ha accostato… nel cuore della notte… vicino Halstead… mi ha detto di aspettarlo lì con i ragazzi, che tornava subito… avevo sei anni. Qualche ora dopo, siamo ancora seduti sul marciapiede e la fronte di Ian stava bruciando… piange, è isterico e io non so che cosa fare… così corro lungo la strada… Lip sotto un braccio, Ian sotto l’altro, cercando qualcuno che ci aiuti… era più facile trovare del crack piuttosto che un passaggio!

All’ospedale arriviamo a piedi… ci dicono che Ian ha la febbre alta a 40… altre due ore e… chissà. Non ho trovato Frank per altri due giorni… l a prima cosa che mi ha chiesto è quanti soldi avevo con me. Vorrei poter dire che è stata l’unica volta… ma era solo la prima. Mia madre è bipolare e mio padre è un alcolizzato e un drogato. Prende quello che vuole e non da niente in cambio. Niente soldi e nemmeno aiuto. Ho fatto quello che potevo per crescere i miei fratelli… avrei voluto fare di più… non voglio la vostra pietà, neanche l’ammirazione… voglio soltanto poter dare a questi ragazzi quello che si meritano, perché sono dei bravi ragazzi e si meritano il meglio!

Questa è Fiona Gallagher, quella che ha messo da parte sé stessa e si è assunta il ruolo di madre pur non volendolo e non essendone pronta. Ma qualcuno quel sacrificio lo aveva dovuto fare.

È femminista… ma non lo è

Fiona Gallagher, CinemaTown.it

In un mondo, quello di tutti i giorni ma soprattutto quello Hollywoodiano, in cui troppo spesso si è sentito parlare di abusi e di salary gap, di #metoo e di rivendicazione dei diritti delle donne, è quasi automatico andare alla ricerca di elementi del femminismo, o elementi che possano definirsi femminismo, nei personaggi femminili del mondo cinematografico e televisivo, specialmente se protagoniste.

Ricordiamo che la stessa Emmy Rossum ha “minacciato”, alcuni anni prima, che non avrebbe rinnovato il suo contratto per la serie se il suo stipendio non fosse stato pari a quello di William H. Macy (Frank Gallagher) col quale è co-star, anzi, in alcuni episodi le scene della Rossum erano anche più numerose di quelle di Macy. Fiona Gallagher è una giovane donna forte, indipendente, in grado di rialzarsi dopo ogni batosta, a volte un po’ stronza, ma soprattutto una brava amica, sorella e “madre”. Ma qui il femminismo non c’entra nulla, non si parla di quello.

Shameless non è una serie che vuole fare politica o critica sociale – forse solo mettere alla berlina quelli che sono gli aspetti negativi e contraddittori del “sogno americano” – non c’entrano niente i diritti civili o il femminismo, il politically correct o l’etica e la morale. Shameless è tutto ciò che di peggio c’è nel mondo.

Sebbene le caratteristiche di Fiona possano essere di ispirazione per alcune ragazze e donne, Fiona non è una femminista. È solo una persona come tante che cerca di andare avanti, che ha svolto i lavori peggiori per portare il cibo ai fratelli, che ha sgomitato per ottenere qualcosa per sé e che, tra un sacrificio e l’altro, ha saputo anche divertirsi, commettendo pure degli errori. Fiona Gallagher è un essere umano, semplicemente, con le sue colline di successi e le sue montagne di fallimenti.

“Self-made woman”

Fiona Gallagher, CinemaTown.it

Fiona è imperfetta. Come tutti quanti. Nelle ultime due stagioni in particolare l’abbiamo vista essere vicina alla vetta della montagna, ottenendo finalmente il suo meritato successo e la sua agognata tranquillità esistenziale. Ma ha fatto il passo più lungo della gamba, come è normale per le persone inesperte che si lasciano prendere dall’emozione dell’improvviso successo e vengono casualmente baciate dalla fortuna. Se si vola troppo vicino al sole prima o poi si finisce per scottarsi.

Sembrava che fosse finalmente riuscita ad andarsene da quella casa soffocante, dalle urla e dai problemi dei fratelli, dallo sfrenato South Side che ti costringe a tirare fuori il peggio, sembrava insomma che finalmente fosse riuscita a farsi una bella vita, con un buon guadagno e alla larga da uomini problematici e relazioni senza capo né coda. Ma ha sbagliato a investire i soldi e si è trovata a dover vendere quello che aveva guadagnato con tanta fatica e a tornare sui suoi passi, a casa Gallagher, di nuovo, a immischiarsi con le faccende del South Side. Come il padre, e come il fratello Lip anni prima, ha trovato consolazione nell’alcol.

Fiona Ghallager va ben oltre lo stereotipo di donna femminista: è un essere umano fallibile a tuttotondo, forte e debole, piena dei pregi e difetti che accomunano tutti noi

Diciamoci la verità, abbiamo tutti temuto per Fiona Gallagher vedendola già morta per coma etilico o di overdose da qualche parte in un parco come una barbona qualsiasi; dopotutto, la mela non cade lontana dall’albero e il personaggio in un modo o nell’altro se ne doveva andare. A un tracollo ne è seguito un altro e poi un altro e così via, finché non si è ritrovata in un turbine di disperazione dal quale non sembrava essere in grado di uscire. Sembrava quasi che fosse destinata a finire lì perché chi nasce nel South Side, nel South Side ci resta.

I fratelli non sono stati molto di aiuto e ha fatto male vedere l’ingratitudine di queste persone che sono stati allevati e cresciuti dalla sorella maggiore che li ha presi sotto la propria ala e non per scelta. Persino Frank se ne era reso conto con il suo discorso sulla gratitudine verso Fiona, su quanto lei li avesse aiutati quando erano in difficoltà ma loro non stavano facendo altrettanto. Ma è difficile aiutare una persona che non vuole essere aiutata. Solo quando Fiona stessa realizza che l’unica che può convincersi ad alzarsi in piedi è lei, allora ricomincia la salita. La vita è un alternarsi di successi e fallimenti dopotutto. E finalmente la vediamo fare le valigie, prendere e lasciare il South Side. Ma ci è arrivata da sola. Completamente sola, come un vero Robinson Crusoe.

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