Di tutti i registi che lavorano oggi nel cinema, Christopher Nolan si sta rivelando uno dei più interessanti e avvincenti. Nato a Londra nel 1970 e di origini britanniche-americane, il regista ha sempre aspirato a fare film, a sperimentare, molto simile a Stephen Spielberg in giovane età, con una fotocamera presa in prestito da suo padre. Dopo aver studiato inglese all’University College di Londra, ha scelto specificamente di studiare in questa scuola per le sue strutture cinematografiche, realizzando due cortometraggi durante gli anni universitari. Larceny del 1995 è un suo cortometraggio considerato uno dei migliori usciti dalla UCL. Ha debuttato nel 1998 con il film Following, girato nei fine settimana con gli amici e autofinanziato con un budget modesto di 3,000 sterline. Ha fatto poi un grande salto di qualità con il suo secondo secondo film nel 2000, Memento, distribuendo una narrativa inversa altamente innovativa. Questo è stato il film che ha fatto prendere atto al mondo dei prodigiosi talenti di Christopher Nolan.

Negli ultimi quattordici anni è stato rincuorante vederlo maturare e crescere come artista: i suoi film trattano storie molto diverse, condividono temi e concetti tematici simili, come la moralità umana, il concetto di tempo e le mutevoli esperienze soggettive della memoria, dell’identità personale e dell’essere. In particolare, Christopher Nolan crea film che soddisfano le sue aspirazioni e la sua visione personale, ma allo stesso tempo ne realizza alcuni che si collegano a un vasto pubblico. Non gioca mai sul sicuro, coinvolge continuamente se stesso e l’audience con un lavoro intelligente e stimolante. Christopher Nolan va anche lodato per il suo uso di effetti pratici, piuttosto che fare affidamento eccessivo su effetti speciali, che nelle mani di alcuni registi, possono lasciare un film senza vita e sembrare un videogioco, privando così il pubblico di quel legame umano con i suoi personaggi.

Christopher Nolan è un regista che, nel tempo, ha ampliato la sua ambizione con ogni film che ha realizzato. Ciò che fa veramente funzionare i suoi film, è che non perde mai di vista i suoi personaggi e la sua narrativa. Il regista dirige anche Syncopy Inc., la società che distribuisce i suoi film e quelli di altri registi, come il suo ex direttore della fotografia Wally Pfister, che ha esordito nel cinema con Transcendence (2014), che vede nel cast Johnny Depp. Christopher Nolan ha anche un occhio di riguardo per il casting in ciascuna delle sue opere, utilizzando in maniera ricorrente grandi attori e attrici come Christian Bale, Morgan Freeman, Gary Oldman, Anne Hathaway, Heath Ledger, Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Michael Caine e Joseph Gordon-Levitt. Ripercorriamo le opere Christopher Nolan e il modo in cui ha cambiato e plasmato il film come lo conosciamo, da Following a Dunkirk.

Following (1998)

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Following è un film girato in bianco e nero che racconta di un giovane (Jeremy Theobald) che segue la gente di tutta Londra, con la speranza di ottenere materiale per scrivere un romanzo. Nel corso delle sue azioni, viene coinvolto un criminale di nome Cobb (Alex Haw). Inventivo e sorprendente, il film si presenta in modo lineare, magnificamente riunito negli ultimi dieci minuti. Questo è stato uno dei film d’esordio del regista. E’ interessante l’opzione presente nel DVD/Blu-ray del film, che consente di guardarlo in modo lineare, piuttosto che nel modo apparentemente casuale in cui Christopher Nolan dipinge la sua storia. Following è un biglietto da visita convincente ed estremamente efficace per un regista che, nel giro del decennio seguente, è diventato una forza importante nella produzione di film in tutto il mondo. Girato nei fine settimana nell’arco di un anno, con un budget modesto, questo è stato un debutto di buon auspicio per il regista hollywoodiano.

Memento (2000)

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Memento è il film che ha davvero portato Christopher Nolan all’attenzione del mondo. Con un approccio davvero originale alla struttura narrativa e allo stile, questo film, considerato da molti come uno dei migliori degli anni 2000, racconta la storia di Leonard Shelby (Guy Pearce) e dei suoi tentativi di dare la caccia a chiunque abbia ucciso sua moglie, combattendo per tutto il tempo con la memoria a breve termine. Memento eccelle davvero nel modo in cui si descrive il senso in continua evoluzione dell’emozione e dell’esperienza umana, quando si è sottoposti a pressioni fisiche, mentali e spirituali, sia che si tratti del proprio modo di fare o del mondo che vi circonda. Anche se l’idea e il concetto di amnesia sono un dispositivo un pò abusato nella narrativa cinematografica, Christopher Nolan lo ha infuso con una freschezza ed energia che era impossibile ignorare. E’ questo “diverso” punto di vista che ha reso Memento un film così unico. Ottenendo una nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura originale, questo è ancora uno dei film più singolari e sorprendenti degli ultimi quindici anni.

Insomnia (2002)

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Insomnia è stato il primo film hollywoodiano ad alto budget che ha visto Christopher Nolan incrementare la produzione di film di questo genere. E’ un remake dell’omonimo film norvegese ed è un thriller investigativo, snervante, incredibilmente claustrofobico e meravigliosamente elaborato. Descrive dettagliatamente due investigatori inviati dalla città di un piccolo paesino dell’Alaska, per indagare su una serie di omicidi. Il film descrive in modo splendido come la città in questione stia vivendo un cambiamento stagionale, in quanto il sole non tramonti. Inoltre, Nolan gioca molto sui demoni interiori e il senso di colpa del detective Will Dormer (Al Pacino). Tra tutti i remake di Hollywood di film stranieri, questo è uno dei meglio riusciti, con un cast potente, in particolare Hillary Swank e un brillante Robin Williams, che conferisce a questo film luci e ombre tipiche della sua personalità. Insomnia descrive la fragilità mentale e morale in modo viscerale ed efficace. Non capita spesso di dire che un film di Hollywood si oppone all’originale, ma questa è stata una delle rare eccezioni che hanno confermato la regola.

Batman begins (2005)

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Il franchise di Batman ha avuto una lunga storia nel corso dei decenni. Che si tratti della serie tv degli anni ’60 o del regista gotico Tim Burton, vi sono state visioni interessanti ma non del tutto soddisfacenti sul paladino di Gotham. Il franchise era ad un livello stagno quando Christopher Nolan entrò a farvi parte. Joel Schumacher fece il suo debutto nel franchise con Batman Forever (1995), continuando poi con Batman and Robin (1997). Otto anni dopo l’ultimo adattamento, Nolan ha creato Batman Begins, il film che i fan del franchise stavano aspettando da molto tempo. Un’intelligente, matura e grintosa analisi delle origini di Bruce Wayne e Gotham City, questa è stata una visione ricca, nuova e cupa di un mondo che, come amanti del cinema, pensavamo di conoscere.

Aiutato da una sceneggiatura avvincente e un cast di primo livello, Batman begins è stato il cinecomic che in molti stavano aspettando. Christian Bale, uno dei migliori attori della sua generazione, si rivela una scelta mirata nei panni di Batman/Bruce Wayne, catturando il tumulto interiore dell’uomo e la voglia vendetta contro il crimine di Gotham. Ciò che fa davvero spiccare il volo a Batman Begins, è il suo radicamento in una realtà vivida e altamente credibile. Con pochi o nessun effetti speciali, Christopher Nolan ha davvero preso la storia e la mitologia dell’universo di Gotham e, nel miglior modo possibile, l’ha capovolto. Questo film ha anche consolidato la reputazione del regista nella Hollywood moderna.

The prestige (2006)

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The Prestige racconta la storia di due maghi rivali (Christian Bale e Hugh Jackman) rinchiusi a combattere gli uni contro gli altri, con i tentativi di mettere in scena l’ultimo trucco e l’illusione come parte dei loro rispettivi atti. Un film difficile per quanto riguarda il suo genere, è una storia avvincente di ossessione e compulsione, aiutata da un cast incredibilmente ben scelto, una sceneggiatura superba e una direzione nitida e focalizzata. Nonostante il grande successo di Batman begins, è ancora evidente come Christopher Nolan sembri davvero spingere se stesso al massimo come regista, e migliorare film dopo film. The Prestige è un grande esempio di questo miglioramento.

E’ anche un classico esempio di storytelling nel cinema, qualcosa che, ancora una volta, era stato corrotto e macchiato dalla mentalità blockbuster, dove il profitto al botteghino era tutto e non importava se il film era effettivamente buono o no. Ancora una volta Nolan ha dimostrato la sua abilità nel casting efficace, con la rockstar David Bowie che interpreta l’inventore Nikola Telsa. Bowie non è molto conosciuto per le sue abilità teatrali, e anche qui ruba ogni scena in cui si trova. Solo un altro regista è stato in grado di portare la personalità unica e quasi ultraterrena di Bowie sullo schermo, ed è stato Nicholas Roeg quando lo ha scelto come alieno nel 1976 nel film L’uomo che cadde sulla Terra.

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Il cavaliere oscuro (2008)

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Ci sono diversi aspetti de Il Cavaliere Oscuro che rendono questo film eccezionale. Cattura lo slancio creato con Batman Begins, si basa su di esso e va ben oltre la semplice rappresentazione fumettistica. E’ ammirevole il modo in cui inizialmente mostra una città che risolve i suoi problemi criminali, per poi essere gettato nel caos assoluto da Joker (il magnifico Heath Ledger). Esaminando il modo in cui reagisce agli eventi e alle circostanze oltre la ragione o il controllo, si svela il conflitto psicologico che Batman/Bruce Wayne (Christian Bale) sperimenta quando affronta, nelle parole eloquenti del suo maggiordomo Alfred (Michael Caine), qualcuno che vuole “vedere bruciare il mondo”.

Come il suo predecessore, in questo film è scomparso l’atteggiamento accanito delle visioni di Batman e Gotham City raffigurate nelle rappresentazioni precedenti, così come la collocazione gratuita di canzoni pop progettate per vendere colonne sonore. C’è una purezza di visione ne Il Cavaliere Oscuro che è ossessionante e impossibile da ignorare. Come spettatore, ti perdi semplicemente in ciò che hai davanti e hai il piacere di vedere la narrazione cinematografica ad un livello davvero avvincente. In questo film, Christopher Nolan eccelle nell’ottenere quell’equilibrio giusto tra l’azione e il personaggio, strappando grandi performance dal suo cast e lavorando con una sceneggiatura brillantemente scritta, che descrive Gotham nelle sue ore più buie. Questo film ha avuto un enorme successo al botteghino in tutto il mondo e ha dato a Warner Bros. la fiducia necessaria per permettere a Christopher Nolan di fare altre mosse ambiziose.

Inception (2010)

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Inception è stata un’opera coraggiosa, sorprendente e davvero originale; una brillante rappresentazione delle capacità crescenti e mature di Christopher Nolan. Questo è il tipo di film che puoi realizzare solo dopo aver incassato oltre un miliardo di dollari. E’ la storia di Don Cobb (Leonardo DiCaprio), un esperto nel campo dello spionaggio onirico, ovvero rubare idee nei sogni delle persone quando sono più vulnerabili dal punto di vista psicologico. A Cobb e alla sua squadra viene offerto un compito impossibile: invece di rubare un’idea dalla mente di un individuo, viene loro affidato il compito di piantare un’idea originale.

Nolan mostra un senso di chiarezza e visione che regge gli spettatori, mostrando loro un mondo che non avevano mai visto prima. E’ ammirevole il modo in cui il regista continua a sfidare se stesso e si rifiuta di diventare pigro e ripetersi. Queste qualità stanno dimostrando di essere una rarità nell’Hollywood dei giorni nostri. In tutta la filmografia del regista, Inception è il film dove il concetto di tempo viene dilatato, compresso e piegato su se stesso nel modo più intricato e intelligente, rendendo la pellicola il capolavoro assoluto di Christopher Nolan sull’utilizzo del tempo come strumento drammatico.

Il cavaliere oscuro – il ritorno (2012)

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Dimostrando di essere un regista che conclude le cose con una nota forte, questo è l’ultimo film di Batman diretto da Nolan, nel quale ha condiviso lo stesso grintoso, viscerale stile visivo e tematico dei suoi predecessori, facendo sì che Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno leghi la trilogia in modo impeccabile. Vediamo Gotham City in uno stato di crisi portato avanti dall’incredibile e intimidatorio Bane (Tom Hardy). A differenza dei suoi predecessori, questo film funge anche da parabola per l’America sotto attacco da parte di forze esterne. È un prodotto più politico che aggiunge un forte sottotesto a quella che era già una visione molto avvincente di un classico della letteratura a fumetti. Questo film ha visto un Christopher Nolan sostenuto dalla critica, davvero un passo avanti nella sua capacità di creare stupefacenti scene d’azione all’interno della storia. L’ultima ora de Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno fa quasi impazzire lo spettatore sulla sedia, proiettato in una corsa avvincente contro il tempo.

Interstellar (2014)

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Interstellar si è rivelato il lavoro più ambizioso di Christopher Nolan, divenendo un cult tra i più discussi degli ultimi anni. Ambientato su una Terra in fin di vita, afflitta da tempeste di polvere, carestia e siccità, Matthew McConaughey interpreta l’agricoltore ed ex astronauta Cooper, incaricato di trovare un modo alternativo in cui i terrestri possano vivere di fronte alla devastazione ambientale e al decadimento del suo pianeta natale. Questo è un film che pone grandi domande sulla vita, sull’universo e sull’importanza scientifica di un concetto a volte banalizzato: la forza dell’amore.

Dove Interstellar eccelle davvero è come non perde mai di vista l’elemento umano tra i vari concetti scientifici – spesso davvero intricati. L’uomo è la chiave di lettura sul modo in cui il tempo scivoli tra una dimensione fisica e l’altra, con le persone sulla Terra che invecchiano più velocemente di Cooper e del suo equipaggio quando lasciano la nostra Galassia. Interstellar è un film per il cuore, l’anima e la mente, che oltre ad essere un’altra dimostrazione di come il regista sappia usare il concetto di tempo, risulta essere un film di fantascienza che per la prima volta utilizza i sentimenti come uno strumento di comunicazione attraverso le dimensioni della fisica. Ancora una volta, il modo in cui Christopher Nolan si rifiuta di giocare sul sicuro e spingersi oltre si fa notare. Mette alla prova il pubblico e fa veramente pensare mettendo in discussione il mondo in cui viviamo.

Dunkirk (2017)

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Al momento della sua uscita, Dunkirk è stato accolto dalla critica come il capolavoro assoluto di Christopher Nolan, avendo un’estetica e una sceneggiatura di qualità superiore a qualsiasi progetto di questo tipo e di questo genere. Il film racconta la storia vera dei giorni passati dagli eserciti britannici e francesi sulla spiaggia di Dunkirk, dove 300 mila soldati vennero accerchiati dai nazisti che preferirono ridurli alla fame e alla sete affinché si arrendessero spontaneamente. La pellicola sfocia nello sforzo congiunto di tutta la popolazione britannica, che andò a recuperare i militari con l’ausilio di imbarcazioni civili, facendo sì che il Terzo Reich non avesse la meglio nel conflitto.

Oltre alla struttura temporale e scopica a tre livelli, Dunkrirk contiene altri espedienti cinematografici efficaci: i flussi della marea, l’acqua che inabissa delle imbarcazioni creando un confine tra la vita e la morte, il fuoco sulla superficie del mare e il conto alla rovescia di un pilota della RAF che non conosce la quantità di benzina nel suo serbatoio. La grandiosità tecnica sostiene il lato umano dei personaggi, che vengono gestiti in una sceneggiatura dalla precisione matematica. Con questo film, Christopher Nolan ha reso omaggio a una massima di Samuel Fuller, secondo cui in guerra non ci siano eroi, ma solo sopravvissuti, creando un tributo ai reduci della spiaggia e agli sforzi su larga scala della resilienza britannica, dando così vita al film bellico su Dukirk che mancava nella storia del cinema.

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