Dopo una prima puntata un po’ claudicante e una seconda più godibile e apprezzata, arriviamo finalmente al momento clou, uno dei primi e più importanti apici di otto stagioni del Trono di Spade. Game of Thrones 8 poggiava tutte le sue aspettative sulla Battaglia di Grande Inverno, che avrebbe dovuto entrare nel novero dei grandi scontri armati della serie insieme all’epica Battaglia dei Bastardi e Aspra Dimora, tra le altre. C’è riuscita? Vediamo quali sono state le nostre impressioni in questa recensione senza spoiler.

Game of Thrones 8×03: una delle più grandi delusioni di sempre

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La risposta, se ci sia riuscita, è ASSOLUTAMENTE NO. Niet. Nada. Nein. La Battaglia di Grande Inverno è secondo noi uno dei più grossi flop televisivi di tutti i tempi, e non temiamo di esagerare. Probabilmente anche le enormi aspettative che gravavano su questo episodio hanno fatto la loro parte, ma qui il problema è oggettivo. La puntata è infatti, soprattutto nella prima parte, decisamente brutta. Sì, avete letto bene: brutta.

Chi si aspetta una battaglia epica, anche senza scomodare il Signore degli Anelli almeno in linea con quelle delle stagioni precedenti, beh, rimarrà deluso. Chi ha ancora negli occhi l’epica e pazzesca entrata in scena dei Cavalieri della Valle mentre distruggono la fanteria di Ramsey Bolton farebbe bene a dimenticarsela in fretta, perché qui giochiamo su un terreno molto più infimo. Il caos regna infatti sovrano, e mentre le scene dall’alto mancano completamente di epica, quelle più da vicino sono confusionarie e spesso non si capisce in quale parte del campo di battaglia agiscano i nostri eroi.

Game of Thrones 8×03: un fallimento totale

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Il flop è principalmente registico: sebbene gli avvenimenti ci abbiano molto deluso (evitiamo di spiegare i motivi, per non incappare in spoiler), il punto non è cosa accade, ma come gli eventi vengono mostrati. La direzione presa dagli eventi poteva essere tranquillamente la stessa, ma un bel po’ di epica in più era lecito aspettarsela. Le riprese in campo largo sono davvero troppo buie, al punto da non mostrare cosa accade, di fatto. Si gioca con una sorta di vedo-non vedo che ci si può aspettare da produzioni a basso budget, non certo da Game of Thrones 8. Persino gli scontri tra draghi non riescono sempre a risollevare le cose, sebbene in alcuni momenti riescano a far tirare qualche sospiro di sollievo in termini di azione ed epica. Ad ogni modo, siamo decisamente lontani da quanto prospettato inizialmente da cast e produzione.

Il punto è che le battaglie di Game of Thrones sono sempre state un crescendo: dalla Battaglia delle Acque Nere ad Aspra Dimora, arrivando alla già citata Battaglia dei Bastardi, è parso evidente un deciso aumento di budget: molte più riprese dall’alto e da lontano, con interi schieramenti di decine di migliaia di uomini e scene d’azione da vicino molto sanguinolente. Con la Battaglia di Grande Inverno, invece, assistiamo a un deciso e deludente passo indietro.

Game of Thrones 8×03: Il Re della Notte dov’è?

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Merita un capitolo a parte il (mal)trattamento subito dal Re della Notte. Nel tentativo di renderlo sempre più avvolto nel mistero, infatti, questo viene mostrato pochissimo, e anche la sua entrata in scena viene inutilmente differita, per poi risultare nemmeno troppo spettacolare. Dobbiamo aspettare due puntate e mezza per vederlo entrare in azione, e sebbene non manchino alcuni momenti davvero godibili in sua presenza (alcune delle poche scene che si salvano lo vedono infatti protagonista), sembra proprio che gli sceneggiatori non sapessero quasi cosa farsene di lui. Insomma, uno dei cattivi più attesi di sempre gioca a nascondino, quasi si vergognasse a mostrarsi, venendo utilizzato col contagocce ma senza creare quella suspense che ci si aspetta da un villain del suo calibro e della sua potenza.

Game of Thrones 8×03: George, perché ci hai fatto questo?

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Avrete dunque capito che, a nostro parere, questo terzo episodio ci lascia davvero l’amaro in bocca. Il problema vero è che, di fatto, le prime due puntate ci hanno fatto pensare di dover solo aspettare la “prossima puntata” perché tutto deflagrasse. A quanto pare però saremo costretti ad aspettarla in eterno, questa “prossima puntata”. Perché Game of Thrones 8 sembra proprio questo: l’eterna attesa di qualcosa che aspetti da moltissimo tempo, e che non solo ti delude, ma cerca di raggirarti. Non si sa nemmeno che fine abbia fatto il coraggio delle prime stagioni, e così la brillantezza dei dialoghi.

Per carità, alcune scene meritano di essere viste, e ci mancherebbe, dopo due anni di attesa. Il risultato finale, però, è un miscuglio di caos e occasioni perdute (su questo punto non ci possiamo fermare, o incapperemmo in pesanti spoiler). Il fatto che lo scrittore George R. R. Martin abbia lasciato gli sceneggiatori di Game of Thrones 8 liberi di operare senza di lui risulta essere una mancanza enorme. Una domanda sorge dunque spontanea: George, perché ci hai abbandonati?

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