L’attore australiano vincitore del Premio Oscar per Shine, Geoffrey Rush, ha vinto la causa contro le diffamazioni a sfondo sessuale nei confronti di News Corp, del Daily Telegraph. Il giornale aveva accusato Rush di aver avuto una cattiva condotta sessuale durante la produzione teatrale di King Lear. Il giudice di Sydney, Michael Wigney, ha sentenziato che il giornale “non ha mandato avanti la difesa della sua causa” contro Geoffrey Rush. Wigney ha definito il rapporto del giornale

Un irresponsabile articolo di giornale sensazionalista

I dettagli del caso sono stati ascoltati dal tribunale in ottobre e novembre dello scorso anno. Dopo aver emesso la sua sentenza, Wigney ha assegnato a Geoffrey Rush 850 mila dollari australiani come ammenda per i danni aggravati subiti dall’attore. Si prevede che quest’ultimo si vedrà rimborsato di ulteriori mancati guadagni, dopo un’ulteriore udienza di maggio. I commenti a caldo fatti subito dopo la sentenza non sono però stati di tipo consolatorio.

Non ci sono vincitori o vinti in questa causa, è stato tutto estremamente doloroso per tutti i soggetti coinvolti. All’inizio dello scorso anno, Geoffrey Rush disse che il periodo trascorso tra le accuse e il processo ha rappresentato gli undici mesi peggiori della sua vita

Il giornale mosse le sue accuse contro Geoffrey Rush coi titoli diffamatori King Leer e Star’s Bard Behaviour, per poi negare l’implicazione dell’attore nelle storie da loro raccontate, negando che potesse essere un pervertito o un predatore sessuale, affermando che fossero stati creati per includere anche le smentite di Rush. Le storie si basavano sulle lamentele dell’attrice Erin Norvill, anche se all’epoca non era stata citata. Emanando la sentenza, Wigney ha detto:

Non ero convinto che la signora Norvill fosse un testimone credibile, essendo stata incline ad esagerare e condire la storia. La sua testimonianza non è stata supportata dal regista Neil Armfield e gli altri membri del cast.

Il giudice ha inoltre dichiarato che sta considerando gli ulteriori danni speciali in base alla considerazione di Geoffrey Rush, in base alla quale l’attore non avrebbe ricevuto alcuna offerta di lavoro per 12 mesi dopo la pubblicazione delle notizie fuorvianti. Potrebbe quindi essere pagato il 50% del suo tasso remunerativo abituale per i primi 12-18 mesi successivi alle accuse e il 75% per i seguenti 18-24 mesi. Speriamo che questo verdetto possa essere un apripista per altri casi di interesse internazionale, come quello che sta relegando Kevin Spacey ad un allontanamento professionale del tutto inadeguato.

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