Come ben sappiamo, la serie Netflix Le terrificanti avventure di Sabrina – che parla di streghe e maghi – si ispira largamente al culto di Satana, facendo chiari riferimenti alla Bibbia e alla figura che comunemente conosciamo come come l’Anticristo, ovvero Lucifero. Non mancano quindi personaggi che portano il nome Adam o Judas o addirittura Judith, riferimenti per nulla casuali a quelli che sono stati importanti nell’evoluzione – o meglio, nella creazione – dell’umanità secondo la Chiesa Cristiana. Tuttavia questa non è l’unica fonte di ispirazione dello show; la serie tv, infatti, soprattutto in questa seconda parte uscita da poco, contiene diversi riferimenti, più o meno diretti, alle opere di William Shakespeare, poeta e drammaturgo del XVI secolo, ovvero il secolo d’oro dei teatri inglesi sotto la guida della Regina Elisabetta I.

Le Sorelle Fatali

Le terrificanti avventure di Sabrina, CinemaTown.it

Il primo collegamento che ci viene in mente quando pensiamo a qualcosa che possa unire Shakespeare e Le terrificanti avventure di Sabrina è quello delle Sorelle Fatali (o Sorelle Sinistre), presenti in entrambe le opere. Per quanto riguarda il noto drammaturgo, troviamo queste tre inquietanti figure nella tragedia del Macbeth che più che streghe forse appaiono delle profetesse in quanto pronunciano a Macbeth una profezia che lo vede incoronato Re e da cui si delineeranno i fili di tutta la trama.

Per Le terrificanti avventure di Sabrina di Netflix abbiamo invece Prudence Blackwood, Agatha e Dorcas, tre migliori amiche che studiano all’Accademia ma che si vedono un po’ come delle vere sorelle di sangue. Sono loro stesse a farsi chiamare Sorelle Fatali (Weird Sisters). Tuttavia, pur essendo delle streghe molto dotate, le tre non sono dotate di preveggenza e non fanno profezie. La somiglianza quindi si ferma al nome e all’essere abbastanza inquietanti, ma non si può escludere che qui il Bardo non ci abbia messo lo zampino.

Romeo e Giulietta vs Lilith e Lucifero

Le terrificanti avventure di Sabrina, CinemaTown.it

Un riferimento a Shakespeare molto più esplicito è la rappresentazione teatrale del classico dei classici, Romeo e Giulietta. È interessante tuttavia la contrapposizione con un’altra storia d’amore, molto più tormentata e meno “innocente”, quella di Lilith e Lucifero. Se la prima è stata messa in scena nella vecchia scuola che Sabrina frequentava quando era al 100% umana, con Roz e Harvey come protagonisti, la seconda invece ha visto il proprio palco quello dell’Accademia delle Arti Oscure in cui la storia di Lilith e Lucifero viene considerata sacra perché ha dato origine al loro mondo e al loro culto.

Romeo e Giulietta è la storia d’amore di due giovani innocenti che si amavano di un amore puro, un amore che non ha trovato il proprio lieto fine a causa di conflitti esterni. Lucifero e Lilith invece si sono incontrati in un mondo di sofferenze, cacciati dall’Eden (per gli antichi ebrei Lilith era, infatti, la prima moglie di Abramo che ha rifiutato di sottomettersi al marito) e dal Paradiso (Lucifero era l’angelo preferito di Dio che gli ha strappato le ali quando lo ha cacciato in quanto peccatore) e costretti a vivere di stenti. È interessante come il personaggio di Lilith, simbolo dell’emancipazione femminile venga interpretato nello spettacolo da Sabrina, personaggio femminista della serie.

Amleto e i fantasmi

Le terrificanti avventure di Sabrina, CinemaTown.it

Tutti conosciamo la vicenda di Amleto, principe di Danimarca, e di come sia stato condotto alla pazzia a causa del fantasma del padre che continuava ad apparire chiedendo al figlio di vendicare il suo assassinio. È molto suggestiva – e Shakespeare è bravo in questo – l’immagine del defunto Re sotto forma di fantasma che compare attorno alle mura del castello e, in silenzio, punta il dito contro qualcosa. C’è una significativa scena in Le terrificanti avventure di Sabrina che richiama il primo atto dell’Amleto, in cui suo padre Edward Spellman, morto quando lei era ancora in fasce, compare davanti alla figlia e le chiede di vendicarlo. Certo, Sabrina non diverrà pazza e non comincerà a sospettare di tutti, ma questo la porterà sulla strada per scoprire i progetti di suo padre e le verità che nessuno conosceva.

I Lupercalia di Giulio Cesare

Le terrificanti avventure di Sabrina, CinemaTown.it

Se i primi episodi di Le terrificanti avventure di Sabrina erano più innocenti da tutti i punti di vista, con i personaggi che cercavano ancora di scoprire la propria sessualità e di sentirsi a proprio agio con il proprio corpo, questa tematica trova il suo apice invece nella seconda parte dove tutti i limiti vengono abbattuti. Abbiamo l’occasione di scoprire la celebrazione dei Lupercalia – alla quale Sabrina e Nick cominciano a entrare nel vivo della loro relazione – praticata dai membri della Chiesa della Notte, ma non si tratta di una cosa originale inventata dagli scrittori della serie. La tradizione dei Lupercalia affonda le proprie radici nei Romani e si celebrava proprio attorno al giorno di San Valentino, come nello show.

Erano riti di purificazione eseguiti in onore del dio Fausto affinché stimolasse la fertilità nelle donne. La tradizione ricorda anche la leggenda di Romolo e Remo, i due fondatori di Roma allevati e allattati, si dice, da una lupa. Questo ci porta a un’altra famosa opera di Shakespeare, Giulio Cesare: nell’opera si legge chiaramente che durante i Lupercalia, l’imperatore riceve la visita di un indovino che gli dice di “fare attenzione alle idi di marzo”. Quello che vediamo nello show in realtà non è niente rispetto ai veri Lupercalia che venivano praticati, molto più cruenti e sanguinolenti e che prevedevano il sacrificio di un capro.

Padre Faustus Blackwood, il Macbeth di Netflix

Le terrificanti avventure di Sabrina, CinemaTown.it

Tornando al Macbeth, è palese quanto Padre Blackwood, l’Alto Sacerdote della Chiesa della Notte, impersonifichi il protagonista del dramma shakespeariano più cruento e sanguinolento; Macbeth riceve la visita delle Tre Streghe che gli profetizzano che diventerà Barone di Glamis, poi Barone di Cowdor ed infine Re Duncan di Scozia. Quando le prime due profezie si realizzano, Macbeth, con la complicità della moglie, decide di dare una piccola spinta affinché anche l’ultima profezia si compia, uccidendo quindi il Re ancora in carica. Padre Blackwood non ha agito per assecondare una profezia, tuttavia a muovere i fili delle sue azioni sono il suo egocentrismo e la sete di potere. È probabile che proprio questo desiderio di stare sopra tutti lo abbia portato a uccidere i coniugi Spellman perché si sentiva minacciato da Edward – il padre di Sabrina in Le terrificanti avventure di Sabrina – che voleva riformare la Chiesa della Notte.

In questo modo però ha anche preso il suo posto nel nobile ruolo dell’Alto Sacerdote della Chiesa. In seguito però ha anche fatto fuori l’Anti-Papa, sempre per paura di vedersi ostracizzato, ma anche per veder realizzare il proprio sogno di assumere un’altra potente e importante carica da cui avrebbe potuto governare tutto e tutti, proprio come un Re. Se però nel primo caso l’omicidio è stato fatto passare come un incidente aereo, nel secondo invece l’accusa dell’assassinio è caduta su Ambrose Spellman e gli altri stregoni che facevano la guardie all’Anti-Papa insieme a lui davanti alle sue stanze che, a causa di un incantesimo, si erano ritrovati sporchi di sangue davanti al cadavere dell’Anti-Papa senza però sapere come. Proprio come Macbeth quando uccise Re Duncan facendo ricadere la colpa sulle guardie messe a protezione della sua stanza e mettendo i pugnali insanguinati nelle loro mani.

Ancora non ci è dato sapere che cosa ne sarà di Padre Blackwood, se la verità verrà a galla e lui verrà giustiziato per tutti i suoi crimini; sappiamo però come finisce Macbeth e non ha certo un lieto fine. Una piccola nota va data anche a Zelda Spellman, la moglie di Padre Blackwood, che in questo caso potrebbe ricoprire il ruolo di Lady Macbeth. Lady Macbeth, a causa dei sensi di colpa per i crimini commessi col marito, inizia ad andare fuori di testa e a soffrire di sonnambulismo durante la notte che le fa anche rischiare di confessare i malefatti senza volerlo. Zelda cade vittima di un incantesimo del sonnambulismo da parte di Blackwood che la voleva docile ed ubbidiente. Ma sappiamo che Zelda tutto è fuorché docile ed ubbidiente, proprio come Lady Macbeth che è, sostanzialmente, quella che tesse tutta la trama e dice a Macbeth cosa deve fare per sbarazzarsi del Re e prendere il suo posto.

Leggi anche – Le terrificanti avventure di Sabrina: la recensione della seconda parte della serie Netflix

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