Uno dei più grandi misteri sull’attesissima pellicola di Quentin Tarantino Once Upon a Time in Hollywood, ruota attorno a come Sharon Tate (Margot Robbie) e Charles Manson (Damon Herriman) partecipano alla storia di un attore televisivo di nome Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) e del suo stuntman Cliff Booth (Brad Pitt), che cerca al contempo di farsi un nome come star del cinema. La sinossi della trama ha rivelato che i personaggi di DiCaprio e Pitt vivono accanto a Tate, che è stato assassinato dai membri della famiglia Manson il 9 agosto 1969, ma il modo in cui Tate interagisce (o non) con i protagonisti di Tarantino resta tutta da vedere.

Tuttavia, in una nuova intervista con Entertainment Weekly, il produttore di Once Upon a Time in Hollywood David Heyman ha sottolineato come il nuovo film di Tarantino non riguardi fondamentalmente l’omicidio di Tate e il culto di Manson; d’altronde Tarantino aveva rivelato a IndieWire l’anno scorso che la nuova sceneggiatura non trattava esclusivamente di Manson, ma del 1969 in generale. Invero, Heyman chiarisce come la trama sia incentrata sulla “perdita dell’innocenza avvenuta nel 1969 con la famiglia Manson”, aggiungendo che

ci sono le tre classi di Hollywood. C’è l’alta Hollywood di Sharon, la stella in declino di Rick, e c’è Cliff, che vive più lontano e con mezzi più umili … Dovranno reinventarsi e la misura in cui sono in grado di determinare il loro futuro . Ciò che amo di questo, è il modo in cui Tarantino raconta la sua città natale. Nessun altro avrebbe potuto realizzare questo film.

Inoltre, i produttori hanno affermato che la preoccupazione principale del film è il legame tra Rick Dalton e Cliff Booth:

Queste sono due persone che hanno una storia insieme e la lealtà che hanno l’una per l’altra è davvero potente. È davvero un film su quell’amicizia e sul potere di quell’amicizia

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