La rappresentazione della comunità LGBTQ+ ad Hollywood è tutt’altro che perfetta, persino oggi. Tuttavia, è innegabile dire che le cose, rispetto ai decenni scorsi, sono nettamente migliorate e che è stato fatto un grosso balzo in avanti. Per tutti quelli cresciuti negli anni ’90 è stato possibile vedere personaggi queer venire a galla nel cinema mainstream. Però, la loro rappresentazione nei film LGBT ha sempre aderito ad una serie di stereotipi. Dai depressi ai serial-killer, i seguenti sono gli archetipi tra cui è possibile scegliere. Di colpo, persino Tuo, Simon sembra quasi all’avanguardia.

Il serial killer queer (Il silenzio degli innocenti; Il talento di Mr. Ripley)

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Soltanto nel 1992, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha declassificato l’omosessualità dallo statuto di disordine mentale e la gay conversion therapy pretende ancora oggi che la queerness possa (o debba necessariamente) essere curata. Quindi, se trattiamo l’omosessualità come un disordine mentale, potremmo anche associarla ad altri tipi di disordini, perchè no? Magari sociopatia? In questo modo, otterremmo Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti e il Tom Ripley di Matt Damon, a cui piace così tanto Jude Law da randellarlo in faccia e rubargli l’identità. A volte, i personaggi omosessuali sono guidati dalla vergogna, come quello interpretato da Chris Cooper in American Beauty.

Il migliore amico gay (Ragazze a Beverly Hills; Il matrimonio del mio migliore amico)

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Alcuni film vengono girati in modo tale da far credere che sono totalmente a loro agio nella loro rappresentazione dell’omosessualità. Almeno, fino a quando si escludono scene di sesso e baci tra gay. Il casto migliore amico gay serve come una sorta di macchina per sviluppare battute argute e affermazioni sagge e genuine. Praticamente, funziona come un biscotto della fortuna in carne ed ossa. Ovviamente amiamo Ragazze a Beverly Hills. Almeno, fino a quando perde tutto il suo potenziale romantico. Relegati all’eterno ruolo di personaggi di supporto, i migliori amici gay non hanno mai un subplot e la sceneggiatura ci dice esplicitamente che loro sono gay altrimenti sarebbe soltanto la loro insolenza a caratterizzarli come tali.

La lesbica pazza (Butterfly Kiss; Inserzione pericolosa; Basic Instinct)

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Le lesbiche possono essere anche pazze. Una volta che una donna ha respinto tutte le convenzioni tradizionali della società (fare sesso con un uomo e lavare i piatti per lui), è tutto possibile. Basic Instinct è famoso soprattutto per una scena ma rappresenta anche il personaggio di Sharon Stone come una donna bisessuale alla guida di un harem di lesbiche assassine. O, magari, preferite Jennifer Jason Leigh in Inserzione pericolosa, la compagnia di stanza ossessiva che vi ucciderà e copierà il vostro taglio di capelli.

La donna transessuale ingannevole (La moglie del soldato; Ace Ventura – L’acchiappanimali)

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Gli anni ’90 hanno rappresentato la grande paura dell’uomo medio ed eterosessuale di essere ingannato da una donna transessuale, di andare a letto con lei e di perdere il proprio status vittorioso di uomo alfa. Da qui deriva il twist di La moglie del soldato e il climax di Ace Ventura, in cui un’intera stanza di uomini inizia a vomitare quando si accorge che il nemico è veramente un uomo. Le donne transessuali sono spesso oggetto di sdegno, viste come ingannatori proteiformi di cui è impossibile fidarsi.

L’omosessuale fiero (South Park – Il film; Piume di struzzo)

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Camicia hawaiiana addosso, l’omosessuale fiero è la variante sventolante bandiera color arcobaleno del migliore amico gay. All’omosessuale in fiamme è persino consentito possedere una propria sessualità, al prezzo di incarnare tutti i possibili stereotipi sui gay. Zeppola, movimenti rapidi, lacrima facile, amore per i musical e per gli abiti femminili, passione per l’interior design -praticamente sono queste le caratteristiche associate agli omosessuali in fiamme. In genere, l’omosessuale fiero è rappresentato in modo affettuoso. Tuttavia, questo non fa altro che raddoppiare la sensazione di stereotipo nei film LGBT.

Il gay tragico (Philadelphia; S.O.S. Summer of Sam; Happy together)

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L’oscura ombra dell’AIDS viene prepotentemente a galla negli anni ’80 e continua ad emergere anche negli anni ’90. Tom Hanks vince il suo primo Premio Oscar nel 1993 per la sua interpretazione di un gay morente e malato di AIDS. Philadelphia ha costruito un’empatica rappresentazione di un omosessuale nei film LGBT, sebbene la critica queer pensasse che il film si fosse concentrato troppo sul personaggio interpretato da Denzel Washington. Comunque, Philadelphia opta per la costruzione del gay tragico, personaggio che muore o finisce in disgrazia. Probabilmente, i film citati continueranno a restare a lungo nella mente dei vostri genitori. Soprattutto quando parlerete con loro della vostra sessualità.

La lesbica che aspetta soltanto Ben Affleck (In cerca di Amy)

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Nella vita reale, probabilmente, la Amy interpretata da Joey Lauren Adams sarebbe solo una normale donna bisessuale. Ma, nel film di Kevin Smith, Amy è una lesbica che incontra Ben Affleck e decide di passare (temporaneamente) all’altra sponda. Una cosa del genere avviene anche in Amore estremo, con Ben Affleck e Jennifer Lopez, uno dei peggiori film mai girati. Il messaggio è chiaro, care lesbiche: rintanatevi perchè Ben Affleck è a caccia!

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