Game of Thrones 8: la recensione del quarto episodio (SENZA SPOILER)

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La nostra recensione del quarto episodio di Game of Thrones (SENZA SPOILER) che vede l’ultima grande battaglia da combattere, all’Approdo del Re.


Un altro lunedì è arrivato e un’altra puntata dell’ottava e ultima stagione di Game of Thrones si è conclusa sulla HBO. Anche se è la stagione più epica di tutte quante, con la scena di battaglia più lunga della storia e forse la stagione che macinerà più morti di tutte quante (almeno tra le morti dei personaggi di cui ci importa), questa stagione sta facendo fatica a macinare consensi da parte dei fa: il pubblico è sempre molto diviso tra a chi piace ogni dettaglio e a chi no. Ma dopotutto, c’era da aspettarselo. Con una serie così le aspettative sono sempre alte e i più nerd e più appassionati si soffermeranno su ogni dettaglio.

Abbiamo assistito alla sconfitta del Night King e, nel bene e nel male, nessuno può negare che sia stata una morte che rimarrà nella storia della televisione, con Arya che fa da eroina della situazione. Adesso toccherà a Cersei, e quindi il terreno di gioco e di battaglia si sposterà su Approdo del Re e presumibilmente ne vedremo delle belle. Anzi, alcune pedine sono già state mosse sulla scacchiera a giudicare dagli ultimi minuti di puntata. Ma cerchiamo di vedere in dettaglio che cosa è avvenuto, senza spoiler.

Game of Thrones 8×04: tirando le somme

Game of Thrones, CinemaTown.it

Alla fine della battaglia più buia di sempre (in tutti i sensi), è ora di tirare le somme di cosa è rimasto, di chi è sopravvissuto, ma soprattutto ci si riserva il tempo di piangere i morti, anche se non sono così tanti come ci si aspettava e come effettivamente doveva essere. E così avviene per Ser Jorah, Theon Greyjoy, Edd l’Addolorato e Lyanna Mormont in una scena piuttosto drammatica ma anche lunga, eccessivamente lunga e che forse poteva essere tagliata di qualche secondo.

Ma ci si riprende piuttosto in fretta e, come logico e giusto che sia, si passa ai festeggiamenti e di nuovo, la scena pecca di lungaggini; in fondo, non era del tutto necessario dedicare una quasi intera mezz’ora a mostrare i vari personaggi che si ubriacano e diventano chiacchieroni e iniziano a ricordare, nuovamente durante la stagione, alcuni momenti passati e, soprattutto, a mettere in ordine alcune questioni e alcuni rapporti. È qui che che questa puntata la fa un po’ fuori dal seminato perché in fondo Game of Thrones e il romanticismo non sono mai stati troppo affini, non troppo almeno e tutto suona un po’ come fan-service.

Ma non tutti avranno grande voglia di festeggiare. In fondo, è solo stata vinta una battaglia, una battaglia che poteva mettere il mondo in ginocchio ma che in realtà è sembrata più un diversivo. Ci sono ancora troppe questioni irrisolte (sì, parliamo di Jon Snow aka Aegon Targaryen e del suo essere erede al Trono di spade) e un fronte di battaglia ancora aperto e addirittura non meno pericoloso del Night King. E Cersei, osiamo dirlo, è anche più spietata del Re dei non-morti. In ogni caso la battaglia per i Sette Regni non è una questione che riguarda tutti e inevitabilmente sarà il caso di dire addio a qualcuno. Ci chiediamo però se questi personaggi li rivedremo ancora prima dell’ultimo capitolo; dopotutto, le loro storyline hanno trovato le loro chiuse.

Game of Thrones 8×04: Tyrion e Varys

Game of Thrones, CinemaTown.it

In questa puntata abbiamo diverse scene di dialogo a tu per tu tra Varys e Tyrion Lannister e forse sono loro due principalmente a guidarci nel capire e nel riassumere la questione più importante, ovvero che cosa accadrà col Trono di spade, chi potrebbe conquistarlo o se addirittura Cersei non riuscirà a tenerselo uccidendo tutti. A questo punto nulla è da escludere. Varys resta sempre il solito mal-fidente, che ci va cauto e non si fida di nessuno, dubitando facilmente di tutti.

Eppure bisogna riconoscergli una parte di ragione, ha l’occhio lungo e non si lascia guidare dalle emozioni e dai sentimenti che portano a credere troppo nelle persone a cui si tiene, anche quando queste sbagliano. Lui usa la ragione.
Tyrion, per quanto abbia i piedi ben saldati in terra, rimane comunque un’idealista che sogna un finale felice per tutti, ma sa in fondo che non ci potrà mai essere. È un po’ come se i due rappresentassero, all’interno della serie, le due diverse fazioni di fan di Game of Thrones, quelli che sognano l’happy ending che accontenta tutti e quelli che invece sanno che sarà un bagno di sangue.

Game of Thrones 8×04: Cersei Lannister

Game of Thrones, CinemaTown.it

Cersei Lannister non ha nemmeno bisogno di giustificazioni per fare ciò che fa, lei è semplicemente stronza, senza cuore e spietata. Non le importa di niente e di nessuno se non di sé stessa e ha anche un bel po’ di traumi e torture del passato che hanno trasformato il suo cuore in pietra ancora di più. Nessuno si scorda la sua Walk of Shame e nemmeno ci riesce lei. Euron Greyjoy è sempre al suo fianco ed è un valido alleato, ma entrambi hanno da perdere ben di più di un trono o di sette regni. Forse. Ma anche qui c’è una scena che a dire il vero non regge abbastanza, anzi, forse più di una, probabilmente realizzate al solo scopo di inserire altro dramma e far disperare un altro po’ i fan. Insomma, ci manchi George R. R. Martin.

Leggi anche – Game of Thrones 8: la recensione del terzo episodio

  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Fotografia
  • Colonna sonora
3.7

Riassunto

Game of Thrones si riprende piuttosto in fretta dalla terza puntata e, come logico e giusto che sia, si passa ai festeggiamenti e di nuovo, la scena pecca di lungaggini; in fondo, non era del tutto necessario dedicare una quasi intera mezz’ora a mostrare i vari personaggi che si ubriacano e diventano chiacchieroni e iniziano a ricordare, nuovamente durante la stagione, alcuni momenti passati e, soprattutto, a mettere in ordine alcune questioni e alcuni rapporti. È qui che che questa puntata la fa un po’ fuori dal seminato perché in fondo Game of Thrones e il romanticismo non sono mai stati troppo affini, non troppo almeno e tutto suona un po’ come fan-service. Comunque, a conti fatti, manca molto la presenza di Martin.

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