Joe Berlinger, regista candidato agli Emmy e agli Oscar, prosegue ed evolve il suo lavoro di documentarista del crimine con il suo nuovo film Ted Bundy: Fascino Criminale, che narra le gesta di uno dei serial killer più efferati ed affascinanti d’America. L’approfondimento sul personaggio continuerà con una miniserie di 4 puntate che andrà in onda su Netflix nel 2019, intitolata Conversation with a killer: The Ted Bundy Tapes.

Ted Bundy: Fascino Criminale – sinossi

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È il 1969 quando Liz Kendall (Lily Collins), ragazza madre di Seattle, conosce in un bar un giovane affascinante di nome Ted Bundy (Zac Efron). Liz se ne innamora follemente e vede in questo carismatico ragazzo una nuova figura paterna per sua figlia Molly. I due iniziano così una relazione stabile e duratura, ma setti anni dopo il loro sogno d’amore viene turbato quando Ted viene coinvolto in un caso di omicidio. Poco dopo Liz comincia a convincersi che si tratti di un semplice equivoco, o di un tentativo per incastrare il suo compagno, ma la venuta a galla di diverse prove comincia a compromettere la sua fiducia in lui. Liz è davvero sicura di conoscere la persona che le sta accanto?

Ted Bundy: Fascino Criminale – un film di omicidi senza omicidi

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Risulta davvero difficile commentare un film come Ted Bundy: fascino criminale. Il motivo è che, fin da subito, non si capisce quale sia la destinazione del film. Sembra quasi, inizialmente, la storia di un innocente maltrattato dal sistema giudiziario, come se Berlinger volesse dirci che sì, anche lui ha ceduto al fascino del protagonista e lo considera innocente. Probabilmente vuole ingannare o sviare lo spettatore, ma finisce per inscenare qualcosa di simile (con le dovute proporzioni) a Hurricane o Hunger.

Il punto è che, invece, stiamo parlando di un film su un assassino, uno dei più crudeli della storia americana. Un film su un assassino che, però, non ne ha nessuno degli elementi fondamentali: il protagonista non viene mai mostrato mentre uccide, tortura, morde o anche solo maltratta qualcuno. Neanche una goccia di sangue, uno sparo o anche solo un dente rotto durante i 110 minuti di proiezione, se non un accenno nel finale.

Non viene mai mostrato il dualismo della sua psiche. Viene presentato infatti semplicemente come un bravo ragazzo, senza che la regia o la recitazione ci mostrino che qualcosa non va in lui. La verità è che, forse, lo stile documentarista di Berlinger mal si sposa con una pellicola del genere, difficilissima da girare e interpretare. Semplicemente, il regista si limita a mostrarci cosa succede, come in un documentario, senza indagare minimamente sui perché, quasi negando i crimini di cui parla.

Ted Bundy: Fascino Criminale – tutto sulle spalle di Zac

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La pellicola si basa, di fatto, interamente sulla recitazione di Zac Efron, che dovrebbe impersonare un personaggio bello e affascinante, ma con mille sfaccettature demoniache. Sul bello, non ci sono dubbi, ma per quanto riguarda il fascino, il confronto tra l’attore e il vero Ted Bundy, mostrato alla fine del film, appare decisamente impari. Eppure la sua interpretazione potrebbe anche reggere, in un film di altro genere, ad esempio una commedia o un teen movie. Il problema, forse, è che il prodotto e il suo ruolo in particolare, sono veramente difficili, per quanto la trama possa essere lineare.

Anche attori molto più bravi del protagonista di High School Musical si sarebbero trovati in seria difficoltà nel rappresentare un uomo apparentemente normale, ma che cela dentro di sé orrori indicibili. Non è facile, infatti, mostrare le piccole sfumature tra il bene e il male, portare delle micro-espressioni che possano dire tutto senza dire niente (Denzel Washington è un mago in questo, per dirne uno). In alternativa, a fronte di una recitazione più lineare, avrebbe potuto tentare uno stravolgimento espressivo sul finale, in stile Edward Norton in Schegge di paura, ma nulla di questo viene tentato, forse per decisioni registiche.

Nonostante il buon impegno, dobbiamo collocare la sua prova tra le meno riuscite, complici una regia e una sceneggiatura che non gli vanno molto in aiuto. Il film appare decisamente fuori dalle sue corde, essendo più portato per interpretazioni meno drammatiche. Certo è che anche il personaggio realmente esistito appare talmente cinematografico da sembrare irrealistico. Alcune delle scene girate sono forse fin troppo fedeli alla realtà, e avrebbero avuto bisogno di un adattamento per il cinema.

Ted Bundy: Fascino Criminale – un cast non del tutto ispirato

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Parlando dei personaggi secondari, il discorso è ancora più intricato. Questi vengono infatti poco caratterizzati (vedi il giudice interpretato da John Malkovich), oppure inseriti senza preavviso o presentazione, come la madre di Bundy. Il cast stesso appare, più che un gruppo di attori ben selezionati, una collezione assortita di star utili ad attirare il pubblico, piuttosto che ad interpretare al meglio lo script. La presenza stanca dello stesso Malkovich ne è una dimostrazione, proseguendo con un Jim Parsons apparso spaesato. Entrambi sembrano accontentarsi del semplice “compitino”, senza impegnarsi più del necessario. Solo Haley Joel Osment (il bambino del Sesto Senso e di Neverland), in questo frangente, appare quantomeno a proprio agio nella parte.

Ted Bundy: Fascino Criminale – Lily Collins nota davvero positiva

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L’unico elemento del film davvero ispirato pare essere la protagonista femminile, Lily Collins. Questa interpreta molto bene il personaggio di Liz, mostrandone davvero bene le insicurezze, le paure e le paranoie. Riesce ad emozionare lo spettatore con i suoi sguardi terrorizzati e indifesi, di una donna che viene travolta dalla verità quando meno se lo aspetta. Anche la storia d’amore mostrata inizialmente, anche se un po’ frettolosa, risulta piacevole e dolce.

La colonna sonora è a propria volta da annoverare tra i fattori positivi della pellicola, avendo musiche coerenti ed affascinanti. Insomma, in definitiva, un’occasione per mostrare al mondo uno dei criminali più efferati della storia d’America si limita a riprodurre fedelmente filmati d’epoca e dichiarazioni, senza però indagare più a fondo nella mente e nelle motivazioni del serial killer.

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  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Fotografia
  • Colonna sonora
2.4

Riassunto

Ted Bundy: Fascino Criminale poteva essere un’occasione per di mostrare al mondo uno dei criminali più efferati della storia d’America. Il film si limita a riprodurre fedelmente filmati d’epoca e dichiarazioni, senza però indagare più a fondo nella mente e nelle motivazioni del serial killer.

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