Con X-Men: Dark Phoenix ormai da qualche giorno nei cinema mondiali, avviato inesorabilmente verso un clamoroso (ma non certo inaspettato) flop di pubblico e critica, ci chiediamo ora come proseguiranno le avventure dei Mutanti, arrivati al termine di una delle saghe più longeve di sempre. Ricordiamo infatti gli albori con Bryan Singer, nel tristemente lontano anno 2000, seguendo la antica ed ineluttabile regola per la quale giunti alla fine si finisce sempre per ripensare all’inizio. Quel primo passo compiuto dalla 20th Century Fox ad inizio secolo, visto col senno di poi, assume un significato di sempre maggiore importanza, avendo di fatto sdoganato il genere supereroistico con una visione maggiormente commerciale, in un periodo in cui il genere in questione era riservato a nerd e affini, come prodotto di nicchia.

Ripensiamo all’inizio

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La visione futuristica della pellicola di Singer, che ha reso immortale Hugh Jackman nei panni di Wolverine, per citarne solo uno, è riuscita infatti a fungere da apripista anche per la Marvel e la Disney, che sono poi arrivate a superare i propri maestri. La direzione successivamente presa dagli X-Men della Fox, infatti, non è stata esattamente la stessa intrapresa dalla Casa delle Idee con gli Avengers, portando a risultati molto diversi, soprattutto da X-Men: Apocalypse in poi. Il franchise, peraltro, aveva già iniziato a scricchiolare con X-Men: The Last Stand, che aveva concluso in modo non esattamente stellare la trilogia originale.

Da allora la Fox ha pensato di elevare il già citato Wolverine da assoluto protagonista di film d’insieme a star standalone, con risultati non proprio entusiasmanti. X-Men le origini – Wolverine non ha infatti avuto il successo sperato, e così Wolverine – L’Immortale. Si è optato così per un soft-reboot, mascherato da prequel, ovvero X-Men: L’inizio. Nuovi e talentuosi attori (James McAvoy e Michael Fassbender, tra i migliori che si potessero reclutare) e nuova ambientazione (gli anni ’60), che hanno dato linfa vitale ad un franchise che sembrava sull’orlo del baratro.

Successivamente, Deadpool ha portato una ventata d’aria fresca, con il suo Rating R e la caratteristica rottura della quarta parete a sorprendere il pubblico di tutto il mondo in positivo, per ben due volte. X-Men: Dark Phoenix, ora, arriva ad essere il quarto prodotto della nuova serie, di fatto totalmente reboottata dopo X-Men: Giorni di un Futuro Passato, e il settimo in totale, tra quelli corali. Molti parlano della fine di un’era, altrettanti si chiedono: e ora?

Quale futuro per i mutanti?

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Dark Phoenix ha dunque messo la parola fine ad un franchise più che maggiorenne, chiudendo le porte della saga più importante della Fox, ormai svenduta alla Disney. Il cast riprende quello di L’inizio, con l’aggiunta dei giovani Sophie Turner (Game of Thrones, dovevamo davvero specificarlo?), Tye Sheridan, Kodi Smith-McPhee e Alexandra Shipp (la meno convincente nei panni di Tempesta, a nostro giudizio: il paragone con Halle Berry risulta davvero impietoso). La direzione è stata invece affidata a Simon Kinberg, storico sceneggiatore dei capitoli precedenti, che ha adattato la Dark Phoenix Saga per la seconda volta.

Sfortunatamente, le recensioni sono tutt’altro che positive e il box office sta pesantemente martellando il film, il che risulta piuttosto deludente per chi si aspettava una degna fine per questa serie gloriosa. La causa è principalmente da imputare ad una produzione confusionaria, che ha visto anche un rinvio della pellicola a seguito di pesanti reshoot, dovuti alla eccessiva somiglianza del finale con quello di un’altra pellicola (Captain Marvel, con ogni probabilità).

Manca ancora un vero finale

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Nonostante la fine degli X-Men, le storie sui mutanti targate Fox non sono finite, visto che la release di New Mutants è prevista per l’aprile del 2020. Il film è una sorta di horror a basso budget, ma con supereroi inclusi. Almeno, questo ha suggerito il trailer. Ad ogni modo, anche New Mutants vedrà presto pesanti reshoot, ma in questo caso non si conosce ancora il motivo. Inoltre, il fitto calendario delle due attrici emergenti Maisie Williams (Game of Thrones) e Anya Taylor Joy (Split, Glass) ha ritardato ulteriormente la produzione. Insomma, a scanso di ulteriori contrattempi, la vera data di chiusura dell’era dei mutanti targata Fox è l’aprile del 2020.

La parola alla Casa delle Idee

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La buona notizia per i fan degli X-Men è che, come si suol dire, chiusa una porta si è aperto un portone. Per la precisione, in questo caso si apre la Casa delle Idee della Marvel Studios, che procederà ad un recast e un reboot completo della saga, andando ad incorporarla in quella miliardaria degli Avengers, orfani di Tony Stark. I diritti dei mutanti sono infatti passati ora alla Disney, che certamente saprà farne buon uso. Curiosamente, il deus ex machina del MCU, Kevin Feige, collaborò con la saga degli X-Men a vario titolo ai suoi albori.

Comunque, il Professor X e Magneto saranno in buona compagnia, visto che anche i Fantastici Quattro sono entrati nel carniere Disney. I piani di Feige in merito non sono ancora stati resi noti, visto il periodo di lavoro decisamente intenso che ha portato alla fusione tra due delle maggiori major americane, ma lo saranno presto, probabilmente appena dopo l’uscita di New Mutants.

Gli X-Men non appariranno nella Fase Quattro

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L’introduzione degli X-Men, comunque, con ogni probabilità non è prevista per l’immediato futuro. L’ MCU ha infatti altro in programma per il momento, a partire da Vedova Nera e Gli Eterni fino ad arrivare a Black Panther 2, Shang Chi, Doctor Strange 2 e Guardiani della Galassia vol. 3. Tutti questi titoli rendono dunque improbabile un film a loro dedicato prima dell’inizio della Fase 5. Il che non significa peraltro che non possano essere introdotti nell’ambito di uno dei titoli citati, come già accaduto per altri personaggi. Ad ogni modo, è facile che la Marvel voglia dare un periodo di riposo a Wolverine e soci, visti anche gli ultimi flop al botteghino e la conseguente disaffezione del pubblico.

E Deadpool?

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Il cast di base della saga X-Men verrà senz’altro sostituito, con un’eccezione. Parliamo dell’amatissimo Deadpool di Ryan Reynolds, che non verrà reboottato in alcun modo, essendo l’unico ad aver mantenuto un’ottima redditività ed attaccamento degli spettatori. Reynolds sembra infatti nato per il ruolo, e i fan identificano con lui il personaggio. Resta da vedere in che modo riuscirà ad entrare nel MCU con il suo Rating R. Finchè si tratterà di un terzo standalone, infatti, non ci saranno problemi, ma nell’ambito di un film con gli Avengers il livello di violenza e il linguaggio del Mercenario Chiacchierone risultano chiaramente incompatibili.

La questione darà perciò molto da pensare a Feige, che dovrà trovare il modo di “ammorbidire” Wade Wilson senza neutralizzarlo. Per concludere, il futuro degli X-Men, a questo punto, appare piuttosto complicato, con molte più domande che risposte. Possiamo dire, però, che entreranno a far parte di uno dei più colossali (perdonate l’iperbole) universi cinematografici della storia. Sono dunque, decisamente, in ottime mani. 

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