The Irishman causa l’impasse di Netflix con le grandi catene di cinema statunitensi

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Le maggiori catene di sale cinematografiche ostacolano Netflix nella distribuzione di The Irishman. Gli ultimi aggiornamenti sulla diatriba.


Netflix è ufficialmente impegnata in una lotta piuttosto impervia per stabilire in che modo distribuire al cinema The Irishman, ultimo film di Martin Scorsese co-prodotto col colosso dello streaming. La pellicola era originariamente un piano della Paramount, la quale ha poi rinunciato al progetto a causa del budget in costante lievitazione – complicanza dovuta all’esigenza di Scorsese nell’impiegare una CGI impressionante, dovendo ringiovanire di decenni Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. L’aumento dei costi non ha preoccupato affatto Netflix, che con grande entusiasmo e una certa lungimiranza ha accettato di prendersi carico del progetto di Scorsese.

The Irishman, passando da uno studio di produzione hollywoodiano tradizionale ad una come Netflix, ha indubbiamente causato un impatto epocale nel settore cinematografico, proprio a causa delle strategie di distribuzione pubblica, che ora arrovellano gli addetti ai lavori. Nel dettaglio, ora Netflix starebbe pianificando di rilasciare The Irishman in un momento non specificato dell’autunno 2019, concentrandosi però su una distribuzione nelle sale cinematografiche fatta ad hoc in modo tale che il film possa concorrere indisturbato ai prossimi Premi Oscar. Quel che sta rivelandosi come un inghippo non da poco, è l’ostracismo mostrato dalle principali catene cinematografiche negli Stati Uniti.

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Stando a quanto riportato dal New York Times, Netflix è alle prese con uno scontro diretto con AMC e Cineplex: punto principale della contesa è l’esigenza delle catene di avere The Irishman almeno tre mesi prima che venga reso disponibile sulla piattaforma in streaming, cosa che, ovviamente, rema contro i principi commerciali di base di Netflix, che vuole il film a disposizione dei salotti privati degli utenti in tempi brevissimi. Recentemente le parti si sono nuovamente incontrate per discutere ulteriormente delle condizioni, dopo il fallimento totale delle trattative condotte a luglio.

In un modo o nell’altro, la certezza è che The Irishman verrà rilasciato al cinema; Netflix ha investito fin troppe risorse nel film di Scorsese, contando su una spinta agli Oscar che gli garantisca una visibilità che aumenti l’autorevolezza delle produzioni indipendenti all’interno dell’AMPAS. AMC e Cineplex non determineranno quindi l’accesso o meno alla corsa agli Oscar, ma la questione del dove e quando distribuire il film attanaglia non poco Netflix, che se non riuscisse a scendere a patti con le grandi catene, dovrà per forza ripiegare su una distribuzione ridotta in piccole sale selezionate nelle fasce di mercato geografico più influenti.

Martin Scorsese, da grande amante del cinema tradizionale quale è, sta ovviamente pressando entrambe le parti affinché The Irishman venga rilasciato a regola d’arte in tutta la nazione, ma dovrà scendere forzatamente a patti se i colloqui continueranno a non portare da nessuna parte. Il problema infatti non riguarda solo la corsa agli Oscar 2020 di The Irishman: Netflix deve fare le mosse giuste anche per quel che riguarda il destino di Marriage Story di Noah Baumbach e The Laundromat di Steven Soderbergh – per citarne alcuni di imminenti. Per il futuro, sia Spike Lee che David Fincher hanno firmato un contratto per la produzione di film ad alto budget, proprio per rinforzare l’impegno di Netflix nelle corse agli Oscar.

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