Big Mouth, la serie animata per adulti prodotta per Netflix da Nick Kroll, Andrew Goldberg, Mark Levin e Jennifer Flackett ci aveva promesso una terza stagione più selvaggia e maniacale e così è stato; in queste nuove puntate, i protagonisti dello show entrano nel pieno della loro pubertà e scoprono una sessualità a cui non pongono più freni. Anche i mostri che simboleggiano gli ormoni e che li seguono ovunque si sono dati un gran bel da fare sussurrando alle orecchie dei ragazzi, non ovviamente quello che è più giusto da fare, ma quello che i ragazzi siano convinti sia meglio fare per provocare meno danni a sé stessi.

Si tratta di una stagione che ha affrontato varie questioni, questa volta, molto più pesanti e complesse, grazie al fatto che ogni puntata era dedicata a una tematica diversa e, come tipico di questo show, anche la terza stagione è stata un tripudio di battute e azioni politicamente scorrette e di stereotipi che, per quanto cerchiamo di ignorare, sono purtroppo all’ordine del giorno.

Big Mouth 3: bisessualità e doppio standard

Big Mouth 3, CinemaTown.it

Uno dei macro-temi affrontati in questa stagione è quello della bisessualità, già accennato nella stagione precedente; Jay finalmente ha scoperto la propria identità ed è venuto a patti con essa e l’ha abbracciata con estrema gioia sentendosi quasi liberato. Uno stigma che però viene spesso associato alla bisessualità, rendendola pertanto una delle identità sessuali più discriminate (talvolta persino all’interno delle comunità lgbtq), è che i bisessuali non fanno mai sul serio e, soprattutto, si assume l’idea del doppio standard per cui i maschi bisessuali in realtà sono soltanto gay che non vogliono accettare il fatto di essere gay, e le donne che invece o sono semplicemente etero che però vogliono “sperimentare”, oppure – peggio ancora – sono malate di sesso e la darebbero a chiunque. È interessante come questa questione venga affrontata con irriverenza e una certa crudezza di approccio, facendolo quasi passare in secondo piano perché inserita all’interno di una comicità esagerata e grottesca, ma solo in un secondo momento ci si accorge di quanto in realtà tutto ciò sia sbagliato. E irrita.

Big Mouth 3: orgasmo femminile

Big Mouth 3, CinemaTown.it

Uno dei tanti argomenti ostici in cui si può incappare di parlare – magari durante una serata tra amici e qualche birra – è quella dell’orgasmo femminile. Non solo, ma risulta essere – per molti – uno dei più grandi misteri cosmogonici. E, a meno che non si sia studiato perfettamente l’anatomia umana e l’apparato riproduttore, non tutti saprebbero dire come sia fatta una vagina. Jessi finalmente si trova a confrontarsi con questa parte di sé ancora a lei sconosciuta e difficile da comprendere; la sua vagina ha bisogno di determinati stimoli, ha bisogno di essere “coccolata” perché non sta lì soltanto per fare la pipì. E per una ragazzina depressa e un po’ auto-distruttiva come Jessi, questa scoperta del proprio sesso potrebbe essere un aiuto. Glielo dice anche il suo mostro degli ormoni.

Big Mouth 3: abbigliamento non consono

Big Mouth 3, CinemaTown.it

Un’altra questione alla quale viene sempre applicato il metodo del doppio standard è quello dell’abbigliamento. Sembra che i maschi possano vestirsi come vogliono, andare in giro senza maglietta o con jeans attillati, e nessuno dice loro niente, nessuno salta loro addosso. Ma se le ragazze mettono la minigonna o una maglietta scollata e vengono sessualmente molestate diventa colpa loro perché i maschi “non possono trattenere i loro istinti sessuali primordiali – che fanno parte della loro natura – che il sesso femminile provoca”. Oppure, si dice addirittura che cerchino di attirare l’attenzione e che vogliono essere “molestate”.

Questo è quello che succede a scuola e che fa scatenare il putiferio, irritando parecchio le studentesse, soprattutto perché, anziché insegnare ai maschi che certi comportamenti sono inappropriati, sono loro invece che devono sapersi controllare. Ma non solo; sembra anche che quando le ragazze cominciano ad alzare i toni e a urlare all’ingiustizia e accusare le molestie, allora vogliono soltanto rendere difficile la vita dell’uomo e, nuovamente, attirare l’attenzione come se tutto si riducesse a un isterico bisogno di essere guardate per mancanza di autostima.

Big Mouth 3: le cugine sexy

Big Mouth 3, CinemaTown.it

Tutti abbiamo quel cugino o quella cugina fisicamente dotato o dotata e tutti ci siamo, se non proprio innamorati, presi almeno una sbandata per qualche parente, soprattutto cugino per il semplice fatto che che è piacente e magari persino un po’ irriverente. In questa terza stagione veniamo a conoscere un po’ più a fondo la famiglia di Andrew e di quelle che sono le sue dinamiche famigliari, tra vacanze noiose in località poco turistiche e litigi tra parenti, il tutto con un realismo che lascia poco spazio all’immaginazione ma nel quale tutti possiamo riconoscerci perché, ammettiamolo, tutti abbiamo dei famigliari con cui andiamo poco d’accordo. Insomma anche per Andrew arriveranno tante rivelazioni.

Big Mouth 3: le liste

Big Mouth 3, CinemaTown.it

Una cosa che crea sempre molto scompiglio tra uomini e donne sono le fantomatiche liste; i ragazzi che decidono di stilare una lista di tutte le ragazze considerate più carine. Più in alto nella lista ti trovi più sei bella, ma se non ci sei proprio allora ti va tanto bene. Inevitabilmente poi le ragazze lo vengono a scoprire ed e allora che scoppia il caos. Inutile dire poi che tutto questo non solo porta a un divisione maggiore tra maschi e femmine – in quello che è considerato un gesto estremamente sessista basato solo su dei fatti estetici molto soggettivi – ma anche a competizione e invidia tra le ragazze che nel difficile periodo della pubertà non è l’ideale.

Ancora una volta si ritorna a parlare di doppio standard; stranamente sembrerebbe più accettabile quando a farlo sono le ragazze nei confronti dei ragazzi. Nessuno si sconvolge troppo se i ragazzi vengono giudicati per il loro aspetto e, talvolta, persino offesi, ma se a farlo è un ragazzo nei confronti di una ragazza si grida subito al sessismo. Insomma, questo è indubbiamente vero ma ricordiamoci di non fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi.

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