Netflix ha rilasciato la terza stagione della sua serie originale che ha come tema l’autismo, Atypical, che racconta la storia di Sam Gardner, un ragazzo adolescente con disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento (o anche Sindrome di Asperger) che si scontra tutti i giorni con le “sfide” che, per chi non vive all’interno dello spettro, sembrano normali e quasi scontate.  La serie ha fatto il suo debutto nel 2017, ideata da Robia Rashid e diretta da Seth Gordon. Gli interpreti sono Jennifer Jason Leigh (Elsa Gardner), Keil Gilchrist (Sam Garnder), Brigette Lundy-Paine (Casey Gardner), Amy Okuda (Julia Sasaki), Michael Rapaport (Doug Gardner), Graham Rogers (Evan Chapin), Nik Dodani (Zahid Raja), Jenna Boyd (Paige Hardaway) e  Fivel Stewart (Izzy).

In questa nuova stagione vediamo Sam iniziare la nuova avventura al college che per lui consiste in un cambio di abitudini e “regole” quasi insormontabili. Anche la sua famiglia e i suoi amici si troveranno ad aver a che fare con nuove e diverse scoperte, soprattutto per quanto riguarda loro stessi, il tutto sempre all’interno di quella atmosfera fiabesca e dalla comicità leggera che contraddistingue la serie.

Atypical 3: Il mondo attraverso gli occhi di un autistico

Atypical, CinemaTown.it

Una serie che ha il coraggio di parlare di una tematica come l’autismo – e non in maniera stereotipata e censurata riguardo le questioni più difficili della sindrome – non può esimersi dal trattare anche certi elementi di cui non siamo abituati e che comunque abbiamo sempre visto in modo più “normale”. Le persone con autismo hanno un modo diverso di reagire alle cose e di approcciarsi al mondo, preferendo utilizzare statistiche, dati oggettivi e una logica ferrea non inquinata dalle emozioni. Per Sam non sarà facile all’inizio inserirsi nell’ambiente universitario perché ha poche regole e pochi orari, si vive un po’ alla giornata e si salta da un’attività all’altra, si parla con tante persone e ogni giorno succede qualcosa di nuovo. Per lui è una continua rottura di routine.

Ma sopratutto, sarà il corso di Etica la vera prova per Sam ed è in questo caso che scopriamo che il mondo per una persona autistica è nero o bianco, e non è necessariamente una cosa negativa. Dove gli altri vedono un dilemma – perché le emozioni hanno il sopravvento sulla logica – Sam vede invece una soluzione facile. E quindi, se qualcuno preferisce salvare 5 persone che ama dai binari di un treno piuttosto che 20 sconosciuti (perché chissene frega degli sconosciuti), Sam sceglie la soluzione che porta al minor danno materiale: ha più senso salvare 20 persone che sono più di 5. Ma è davvero così facile? È facile in teoria, ma Sam stesso scoprirà nel corso della stagione che questo approccio ha delle inevitabili conseguenze. L’essere umano, dopotutto, non è una macchina.

Atypical 3: il matrimonio è una continua scelta

Atypical 3, CinemaTown.it

Questo è uno show che parla di relazioni umane tra le altre cose e, tra le diverse bellissime coppie che si sono create, quella di Doug e Elsa è una delle più avvincenti; il loro matrimonio è stato brutalmente distrutto dal ripetuto tradimento di Elsa, tuttavia i due sono riusciti a trovare una sorta di accordo per amore dei figli: vivere separati in casa dormendo in due letti diversi. Ma anche se alle prime è sembrato andare piuttosto bene, gli altarini vengono fuori molto presto. A nessuno dei due sta bene questo approccio. Elsa è dispiaciuta di quello che ha fatto, vuole a tutti i costi riappacificarsi e far tornare le cose come erano prima. Ma Doug fatica a perdonarla e oltre a questo è lacerato dal pensiero di essere stato in parte anche lui responsabile del suo tradimento.

Il matrimonio è una continua scelta.

Dice il collega di Doug. Ed è vero, il matrimonio non è come una relazione adolescenziale o un fidanzamento. È qualcosa di più. È qualcosa a cui non rinunci per stanchezza o per qualche errore – nemmeno se grosso – o per paura.

Atypical 3: Paige, Evan e Casey alla scoperta di sé

Atypical 3, CinemaTown.it

Atypical non ruota attorno a Sam e alle sue difficoltà con l’autismo, ma sa alternarsi in maniera equa fra i vari personaggi e seguire tutte le loro storyline che non sono affatto banali, anzi. Già dalla precedente stagione Casey aveva iniziato a mettere in discussione sé stessa, in particolare il suo orientamento sessuale, attratta dalla sua migliore amica Izzy, ma follemente innamorata anche del suo ragazzo Evan. E non sono dubbi o scelte facili da affrontare in alcuna fase della vita, men che meno durante l’adolescenza. Ed Evan, allo stesso modo, si trova a un bivio, o meglio, a un incrocio con diverse uscite e non ha idea di quali prendere.

Lui non è un ragazzo sicuro di sé o convinto nelle sue decisioni come lo è Casey. La vita lo spaventa, le scelte lo spaventano e preferisce sempre puntare sulle cose facili perché sono anche quelle il cui rischio di fallire è minore. Paige, d’altro canto, è tutto l’opposto. Ha sempre avuto il suo disegno ben preciso, una vita organizzata, decisioni già prese fin da quando era piccola e si potrebbe dire che le va meglio che a Evan, costantemente all’interno del circolo vizioso dell’insicurezza. Ma non è così. Persino quando si hanno le idee chiare, le cose non vanno come ci aspettiamo. Ed è questa la morale finale: sicuri o indecisi, la vita è una costante sfida tra successi e fallimenti.

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