Con Frozen 2, la Disney, è diventata più ambiziosa, andando ad esplorare i retroscena della famiglia reale di Anna (Kristen Bell-Serena Rossi) ed Elsa (Idina Menzel-Serena Autieri) cercando di spiegare la misteriosa potenza magica del ghiaccio di Elsa. C’è una foresta incantata colorata con gli spiriti della terra, del vento, dell’acqua e del fuoco, insieme al pericolo monocromatico del Mare Oscuro e di ciò che si trova oltre. Il tutto si presenta come un contrasto tra le qualità idealistiche delle fiabe di Anna e gli aspetti mitologici più pesanti di Elsa. Ciò ha spinto la Disney ad abbracciare maggiormente un approccio di “social engineering” nell’animazione, con una più stretta collaborazione tra i dipartimenti che ha anche richiesto la creazione di un nuovo strumento d’animazione.

La prima sfida è stata la prima sequenza musicale Into the Unknown (con musica e testi dei vincitori dell’Oscar  Kristen-Anderson-Lopez e Robert Lopez), in cui Elsa scappa dal castello, affrontando un nuovo viaggio accompagnata dalla voce musicale nella sua testa. Con il suo viaggio diventera’ testimone di personaggi innevati del passato e del futuro, che anticipano una grande battaglia. “L’idea della figura di Elsa con la sua magia con cristalli di neve continuava a ripetersi di continuo”, ha detto Steve Goldberg, supervisore degli effetti visivi.

Volevamo chiarire in maniera efficace al pubblico che era una forza diversa che stava prendendo la sua magia e che non era sotto il suo controllo. Mentre attraversavamo la pipeline, gli effetti avrebbero dovuto guidare verso determinate cose e stavo puntando molto su questo, per assicurarmi che l’animazione rendesse al massimo sotto questo aspetto. Che la reazione di Elsa rendesse ciò che stava accadendo, mostrando l’idea attraverso la sua performance.

Anche man mano che vi si addentra e la foresta cresce intorno a lei con la renna e due bambini che corrono, tutti fatti di cristalli di neve, l’animazione continuerà a guidare. Quindi ho orchestrato il tutto per assicurarmi che i dipartimenti giusti colpissero al momento giusto. E si aveva davvero a che fare con chi stava lavorando ad ogni scena ed alla magia sullo schermo.

Tuttavia, la più grande sfida di Frozen 2 e’ stata la creazione dello spirito del vento, Gale, una combinazione di animazione di personaggi ed effetti, che ha reso necessaria lo sviluppo di un nuovo strumento chiamato Swoop. “Dovevamo avere quattro e talvolta cinque dipartimenti che lavoravano in stretta collaborazione, animando il vento come personaggio”, ha detto Goldberg. “È ciò che chiamo ingegneria sociale. Cosa vediamo durante il layout? Cosa sta animando l’animazione? Il risultato finale sono foglie e particelle, ma durante i test si è realizzato presto che l’effetto dell’animazione su vestiti e capelli era importante se non più importante della rappresentazione delle particelle nell’aria.” Con Swoop, la struttura di Gale (una serie di curve) potrebbe essere collegata a un percorso controllabile dagli animatori con feedback in tempo reale.

“Ciò ha fornito un’approssimazione di quanto grande sarebbe stata la raffica di vento e il tempo che avrebbe impiegato nel seguire  un certo percorso. Non solo abbiamo potuto regolare il percorso tridimensionale, ma anche i tempi che un oggetto, o un personaggio, avrebbe seguito lungo il percorso. Questo doveva essere un personaggio, a volte pericoloso, a volte giocoso, e doveva consentire all’animatore di essere il più espressivo possibile.”

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L’altro personaggio difficile da animare e’ stato Nokk, basato sulla mitologia norvegese di uno spirito acquatico che prende la forma di un cavallo. Inizialmente Elsa deve combattere e domare Nokk nel Mare Oscuro prima di completare il suo mitico viaggio per comprendere e sfruttare tutto il potenziale del suo potere. “Era semplice nel layout e nell’animazione usando il modello di un cavallo”, ha detto Goldberg. “E’ diventato difficile e affascinante  entrare nella criniera e nella coda ed essere in grado di controllarli. Ci sono stati primi test in cui avevamo troppa acqua che fuoriusciva dalla criniera e dalla coda come un idrante antincendio. Quindi abbiamo lavorato attentamente, con il dipartimento artistico e l’animazione tecnologica che hanno escogitato diversi modi per controllare la criniera e la coda come una dolce cascata.”

Quando Nokk corre attraverso l’acqua e combatte con Elsa, l’animazione desiderava più una caratteristica soffiata dal vento, infusa di particelle. E questo e’ stato difficile da valutare fino a quando il settore dedicato all’illuminazione non è stato coinvolto. “L’illuminazione ha portato equilibrio e volume all’interno del cavallo con un bagliore che ha aiutato con la lettura del personaggio. Quindi la nostra animazione tecnica e di illuminazione sono state altrettanto fondamentali nella realizzazione degli effetti per Nokk.”

Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle si prepara per essere uno dei sequel piu’ maturi della casa Disney e sbarchera’ nelle sale il 22 Novembre 2019. I primi commenti di chi ha visto il film in anteprima sono stati quasi positivi e cio’ non fa che rendere l’attesa ancora piu’ emozionante.

Frozen 2 è un degno sequel. La storia è di grande ispirazione. Elsa che cavalca un cavallo d’acqua è mozzafiato. La canzone “Into the Unknown” è pronta per essere avvincente come “Let It Go”, e c’è persino una ballata stile anni ’80

Frozen 2 si profila non solo come un’evoluzione dei suoi personaggi, ma riconosce sinceramente che la sua base di fan è cresciuta negli ultimi sei anni e che quegli spettatori hanno nuove cose da imparare in un mondo che cambia.

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