In occasione della mostra #FacceEmozioni. 1500-2020: dalla fisiognomica agli emoji (in programma alla Mole Antonelliana fino al 6 gennaio 2020), il Museo Nazionale del Cinema propone presso il Cinema Massimo – MNC la rassegna Il volto della nuova Hollywood. Omaggio a Robert RedfordLa mostra, che nel suo percorso espositivo sottolinea l’importanza del viso come luogo di espressione dell’anima dell’essere umano, omaggia attraverso le rassegne cinematografiche gli attori che con la loro espressività e talento hanno segnato la storia del cinema. Dall’1 al 20 novembre la sala Soldati ospita dodici film dedicati a Robert Redford che ci fanno ripercorrere alcune fasi della sua spettacolare carriera e in particolare alcuni dei suoi più significativi film dagli anni ’60 agli anni ’80.

Inaugura la rassegna il 1° novembre alle ore 16.00 il film Lo strano mondo di Daisy Clover di Robert Mulligan che regala a Redford il Golden Globe come miglior attore emergente. Robert Redford debutta nel 1958 a Broadway e due anni dopo in televisione, dove appare in celebri serie TV. Nel 1961 esordisce sul grande schermo nel film drammatico Caccia di guerra di Denis Sanders e sul set conosce Sydney Pollack, che lo dirigerà in molti film e che di lui ha detto:

Robert Redford è un ottimo collaboratore, una specie di alter ego per me: era quel giovane principe biondo in apparenza, che aveva tuttavia un’interiorità molto più cupa.

Come attore, Redford ha raccontato i personaggi più diversi: avvocati, cowboy solitari, attivisti politici, scrittori, spie, fuorilegge e avventurieri. Si dice che abbia rifiutato molti ruoli in film di successo (da Il laureato a Love Story), preferendo quelli di autori più trasgressivi delle regole hollywoodiane e quelli dell’amico Pollack di cui la rassegna propone Questa ragazza è di tuttiLa mia AfricaCome eravamoCorvo Rosso non avrai il mio scalpo!, I tre giorni del Condor e Il cavaliere elettrico. Non poteva mancare inoltre A piedi nudi nel parco di Gene Saks con Jane Fonda tratto dall’omonima commedia teatrale del 1963 di Neil Simon per il quale Robert Redford ottenne grande successo già come protagonista a teatro. Con Jane Fonda e Marlon Brando interpreta poi il western di Arthur Penn La caccia e nel 1973 il regista George Roy Hill lo dirige in coppia con Newman in un film cult, La stangata vincitore di sette premi Oscar.

Tra la fine degli anni ’60 e gli anni ‘80 Redford è ormai un sex-symbol: biondo, atletico, romantico ed elegante, rappresenta la perfetta incarnazione del bravo ragazzo americano. In Tutti gli uomini del presidente di Alan J. Pakula divide la scena con un altro idolo degli anni ‘70, Dustin Hoffman, nel ruolo di Bob Woodward, uno dei due cronisti politici che scoprirono lo scandalo Watergate che portò all’impeachment di Nixon. La sua brillante carriera prosegue anche con il baseball movie Il migliore di Barry Levinson. Negli anni ’80 esordisce inoltre con successo dietro la macchina da presa continuando ad accumulare moltissimi consensi anche nei decenni successivi. Inoltre a lui si deve la nascita del Sundance Film Festival che diventa la più importante vetrina mondiale del cinema indipendente americano.

Leggi anche: Robert Redford – l’attore annuncia il suo ritiro dalle scene