Il film vincitore del Leone d’argento a Venezia di Roman Polanski, An Officer and a Spy, ha raggiunto l’apice del box office francese nella prima settimana del suo rilascio nonostante le chiamate al boicottaggio dopo che l’attrice Valentine Monniere ha accusato l’attore di stupro. Il film, con protagonisti il premio Oscar Jean Dujardin, Louis Garrel e la moglie di Polanski Emmanuelle Seigner, ha avuto la miglior apertura in Francia dopo anni, con 501 mila biglietti venduti per 545 schermi nella settimana conclusasi Mercoledì. Il suo film vincitore del premio Oscar del 2003, Il Pianista, ha venduto 1.8 milioni di biglietti durante il suo rilascio, ma film recenti non hanno avuto la stessa fortuna, con Venus in Fur del 2013 che ha raggiunto solo 264 mila biglietti venduti e Basato su una storia vera del 2017 che ne ha venduti solo 110 mila.

Spy ha superato Ford v Ferrari di James Mangold, con le star Christian Bale e Matt Damon, riempiendo 403 mila poltrone durante la settimana in Francia. La Belle Epoque di Nicolas Bedo ha venduto 302 mila biglietti nella sua seconda settimana, The Specials di Oliver Nakache e Eric Toledano ne ha venduti 237 mila nella sua quarta settimana per un totale di 1.8 milioni. Sulla scia del suo mormorio ai premi, Joaquin Phoenix, star di Joker, ha venduto 214 mila biglietti, finendo tra i migliori cinque in Francia per un totale di 5.3 milioni. La forte performance della prima settimana arriva dalla mossa dell’associazione ARP degli scrittori, produttori e registi di sospendere Polanski e dai gruppi femministi che hanno chiamato a un boicottaggio del film.

Le nuove accuse hanno provocato un forte dibattito in Francia, dove l’industria del film da tempo sostiene che bisogna tenere separate le azioni personali di un regista dal suo lavoro. I ministri del governo hanno soppesato sulla questione. Il ministro dell’uguaglianza, Marlene Schiappa, ha detto pubblicamente che non avrebbe visto il film, un sentimento assecondato dal portavoce del presidente Emmanuel Macron, Sibeth Ndiaye. Il ministro della cultura Franck Riester ha detto che le passate azioni di Polanski dovrebbero essere prese in considerazione per andare avanti.

Un lavoro, per quanto grandioso, non scusa i possibili errori del suo autore. Il talento non è una mitigazione delle circostanze; il genio non è una garanzia dell’impunità.

Tuttavia il Primo Ministro Edouard Philippe ha detto che sarebbe andato a vedere il film coi suoi figli dato che tocca un importante evento della storia francese. Le esplosive accuse di Monnier vennero rivelato l’8 Novembre quando ha detto al giornale Le Parisien che Roman Polanski l’ha violentemente stuprata nel 1975 in Svizzera. La storia è stata corroborata da fonti contemporanee. Roman Polanski si è dichiarato colpevole di sesso con minori nei confronti della 13enne a Los Angeles nel 1977 come parte di uno sconto della pena per evitare accuse più serie e ha servito 42 giorni di prigione. Se n’è andato dagli Stati Uniti per la sentenza finale ed è un fuggitivo.

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