Disney finisce in tribunale: le disparità di genere scatenano la prima causa di classe

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Mosse donne interne all’azienda impiegate in diversi dipartimenti, le accuse contro Disney per la disparità di trattamento sono diventate una causa legale.


Il giudice della Corte Superiore della California Daniel J. Buckley, in un’udienza di mercoledì mattina tenutasi a Los Angeles, ha stabilito che le accuse mosse contro la Disney, basate sulla disparità di pagamenti tra uomini e donne, possono ufficialmente tramutarsi in una causa legale, respingendo la difesa di Disney secondo cui le dieci donne che hanno denunciato il fatto non potevano dimostrare una comunanza rilevante tra i loro casi e i trattamenti degli altri dipendenti dell’azienda, o che il loro trattamento fosse un caso tipo interno a Disney.

Buckley ha di fatto sancito una battuta d’arresto per il gigante dell’intrattenimento, che ora dovrà difendersi da delle accuse di discriminazione retributiva basata sul genere sessuale, perpetrata in diversi livelli interni all’azienda. Il Fair Pay Act della California proibisce questo genere di discrepanza sulle retribuzioni, siano di genere o etnia, se si tratta di un lavoro ritenuto sostanzialmente simile a quello dei colleghi bianchi o maschi. La decisione di mercoledì presa contro Disney apre le porte ad un procedimento penale che a tutti gli effetti un’azione di classe di portata rivoluzionaria.

La causa contro l’azienda era stata originariamente intentata ad aprile, come azione collettiva di classe capitanata da LaRonda Rasmussen, una product development manager di lunga data presso i Walt Disney Studios e da Karen Moore, la quale trascorse oltre due decenni come amministratrice senior del copyright di Disney agli Hollywood Records. La causa è stata successivamente modificata per aggiungere altre otto donne di altri settori aziendali, inclusi i parchi a tema e la rete televisiva ABC. La dichiarazione cardine del gruppo di donne è stata la seguente:

Poiché le pratiche retributive della Disney incidono negativamente sulle dipendenti donne dell’azienda, le attrici reclamano questo caso come un’azione collettiva.

Al ché l’azienda ha categoricamente negato di pagare qualsiasi dipendente donna meno dei suoi colleghi uomini che svolgono una mansione simile o uguale, difendendosi vigorosamente dalle richieste individuali di tutte le querelanti. Secondo l’azienda, si tratta di un assortimento di rivendicazioni individuali basate su accuse altamente individualizzate. Le problematiche affiorate nel caso Disney, sono comunque le tipiche dei casi di discriminazione di genere: cosa prevale tra le circostanze individuali e quelle di classe?

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