No time to die: il vero villain potrebbe ancora essere Ernst Blofeld, e l’idea stuzzica parecchio

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Il personaggio di Waltz giocherà un ruolo centrale nella caccia a Rami Malek in No time to die. Che sia l’indizio per una resa dei conti finale?


In No time to die, stando a quanto mostrato nel trailer, vedremo anche il ritorno di Christoph Waltz nei panni dello storico villain dietro ad ogni malefatta della saga, Ernst Stavro Blofeld. Il trailer ce lo mostra imprigionato in maniera molto simile ad Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti e Red dragon – il ché potrebbe essere un piacevole omaggio. Blofeld è uno dei villain più iconici di tutti i tempi; l’abbiamo visto per la prima volta in Dalla Russia con amore e nel capitolo precedente a No time to die, Spectre, nel 2015, dove abbiamo scoperto che lui e Bond sono fratelli adottivi. Mosso dall’odio nei confronti del rapporto stretto tra il suo vero padre e il fratello acquisito, Blofeld – all’epoca Hannes Oberhauser – lo assassinò, inscenando una doppia morte, per poi riapparire appunto come il futuro capo della Spectre.

Catturato alla fine di Spectre e sfregiato da un’esplosione, vederlo nel trailer di No time to die ha creato una sorpresa in tutti i fan, che non si aspettavano un suo ritorno nel franchise. Prima del rilascio del trailer, si dava per scontato che il vero villain del film – essendo Blofeld incarcerato – fosse il Safin interpretato da Rami Malek, descritto come un super cattivo che riesce davvero a mettere in seria difficoltà James Bond, incoronando la performance finale di Daniel Craig nei panni di 007. Tuttavia, il ritorno di Blofeld in No time to die apre ad una domanda fondamentale, vista la natura del personaggio: che il vero cattivo del film sia proprio lui e non Safin?

Il parallelismo con Hannibal Lecter non farebbe altro che fomentare questa possibilità. I due vengono mostrati uno di fronte all’altro, proprio come Clarice Starling e il cannibale, e come nel caso della cadetta dell’FBI, anche Bond riceve informazioni dal detenuto, in particolare degli indizi per sbrogliare la matassa dietro un personaggio principale. Questo rende Blofeld, proprio come Lecter, la chiave per sconfiggere il villain di turno, sebbene alla fine si rivelino i veri cattivi da sconfiggere nel film. Proprio Cary Fukunaga ha dichiarato che:

Blofeld non ha ancora portato a compimento il suo piano, nonostante la prigionia. Cosa potrebbe fare dal carcere e quali piani sadici potrebbe aver architettato per destabilizzare James e il mondo?

Se si fanno due conti, la possibilità che No time to die possa concludersi con una sua evasione e uno scontro finale con Bond non è per nulla scontata: Blofeld è il motivo per cui Vesper Lynd tradì 007 in Casino Royale e in Spectre viene rivelato che Le Chiffre, Dominic Greene e Raoul Silva erano al suo servizio. Non sorprenderebbe, quindi, scoprire che Blofeld stia utilizzando Safin come pedina per distruggere il suo fratello adottivo. Fuggire dal carcere dell’MI6 non dovrebbe nemmeno essere troppo complicato, sia per il parallelismo con Lecter, sia per i precedenti degli altri villain, che sono sempre riusciti a sfuggire al controllo dei servizi segreti, per poi vedersela direttamente con James.

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