Frank Underwood vs Walter White: chi di loro è il vero “one who knocks”?

Breaking Bad e House of Cards hanno segnato un’epoca grazie ai loro iconici protagonisti, Walter White e Frank Underwood. Ma chi di loro è il vero pericolo?


Questa è, inutile negarlo, l‘era degli anti-eroiWalter White (Bryan Cranston) e Frank Underwood (Kevin Spacey) sono infatti la prova vivente di un cambiamento nello stile narrativo adottato dagli sceneggiatori televisivi odierni. Appaiono ormai lontanissimi i tempi nei quali i personaggi principali erano tutti più che positivi, con nobili intenzioni e la voglia di salvare il mondo. Oggigiorno, ogni volta che appare qualcuno del genere, esso viene irrimediabilmente cambiato, reso cinico a sua volta dalla realtà che lo circonda. Oppure, più semplicemente, viene eliminato, e spesso proprio a causa della sua nobiltà d’animo.

Perché gli anti-eroi ci piacciono così tanto?

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Siamo ammaliati dagli anti-eroi, c’è poco da girarci intorno. A quanto pare, essi sono maggiormente collegati ed affini a quelli che sono i nostri sentimenti. In un’epoca complicata come la nostra, infatti, è difficile non empatizzare con personaggi che, semplicemente, si adattano per sopravvivere, diventando semplicemente il prodotto dell’ambiente circostante (sebbene Frank Underwood sia molto meno passivo di Walter White, almeno inizialmente). Per citare un altro anti-eroe, stavolta cinematografico:

Io sono il prodotto di ciò che mi è stato fatto. Ogni azione produce una reazione uguale e contraria. (V per Vendetta)

Insomma, c’è qualcosa di magnetico ed eccitante nel supportare i bad boys , che ci rende chiaramente più inclini a perdonarne le malefatte ed esultare per le loro vittorie. Non si tratta più, infatti, di cattivi monocorde e bidimensionali, bensì di veri e propri personaggi a tutto tondo, con mille sfaccettature e un’origine articolata. Il dramma americano ci ha consegnato dunque due perfetti esempi di anti-eroi, ai quali peraltro ne sono seguiti molti altri (basti pensare a Dexter, tutti i personaggi di Game of Thrones, ed i più recenti The Punisher, The Mandalorian e The Witcher, quest’ultimo in uscita a dicembre). Frank Underwood e Walter White rimangono però, a nostro giudizio, quelli che più di tutti hanno segnato un’epoca, entrando nell’immaginario collettivo dei telespettatori, ed è per questo che ci siamo concentrati su di loro. Perciò, chi è, in una immaginaria competizione Walter White vs Frank Underwood, il più grande degli anti-eroi?

Team Heisenberg

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Come già sapete perfettamente, Walter White è un insegnante di chimica a cui viene diagnosticato un cancro ai polmoni, e che decide dunque di entrare nel mondo criminale, allo scopo di pagarsi le cure e lasciare in eredità più soldi possibile alla sua famiglia. Diviene così, grazie alle sue enormi conoscenze, il miglior cuoco di anfetamine del mondo. Con una purezza del 99,1%, la meth di Walter White (in arte Eisenberg) diventa il prodotto più richiesto sul mercato.

Successivamente, vestirà perfino i panni del produttore in proprio, liberandosi dal giogo dell’iconico villain Gus Frink (Giancarlo Esposito). La storia di Walter White parla quindi di un uomo che ha la chance di perseguire le proprie ambizioni, “grazie” alla motivazione datagli dalla tremenda malattia che lo affligge, non avendo nulla da perdere. Walter sfrutta così le circostanze per rivelare la propria vera natura, sebbene sia sempre guidato dall’idea di lasciare tutto alla propria famiglia.

Team Underwood

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Al contrario, al protagonista di House of Cards manca totalmente il lato umano e intimo come motivo di scrupoli. Viene infatti mostrato al mondo un meticoloso, impassibile, razionale e machiavellico personaggio il cui unico obiettivo è l’ambizione e il successo personale. E se ciò significa fare del male agli altri, pur di emergere, pazienza. Frank Underwood non ha nessun bisogno del permesso di nessuno per fare alcunché, e agisce con uno spietato pragmatismo.

Frank Underwood finisce per governare la sua nazione, ma il suo percorso edificante inizia da una famiglia modesta e dal disadattamento. Durante questa fase, Frank vive secondo l’accrescimento della concezione di sé stessi. In questo Underwood è un maestro spudorato. Cinque serie sono cucite addosso a Spacey col proposito di sfoggiare la sua disinibita spavalderia, fondata sul sacrosanto preconcetto che i propri ideali sono l’unica fonte di verità.

Esistono punti in comune?

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Per fare un parallelo, è come se Frank Underwood fosse il lato oscuro di Walter White. Sembra mancargli la capacità di agire ascoltando il suo lato pietoso e compassionevole, preferendo sfruttare in ogni modo le sue abilità per ottenere ciò che vuole. Invece, Walt mostra, a tratti, una vaga luce di buone intenzioni. Mantiene quasi intatto almeno un pezzo della sua umanità che lo rende, in alcune situazioni, vulnerabile e debole. Si può notare, ad esempio, quando si analizzano i suoi contrastanti sentimenti per Jesse (Aaron Paul). Risulta difficile vederlo totalmente spietato e cinico. L’episodio Ozymandias è un chiaro esempio di quanto esposto.

Dall’altra, Frank ha in comune con Walter l’origine di un punto debole in particolare, ovvero la fiducia in alcuni dei suoi alleati. Più di una volta, proprio come Heisenberg, si trova in difficoltà perché gli unici personaggi che non tiene sotto controllo finiscono per compiere azioni che rischiano di comprometterlo, come nel caso della moglie Claire, che nella quarta e quinta stagione di House of Cards sembra ricalcare quello che Jesse Pinkman sarà a metà dell’ultima stagione di Breaking Bad, una fonte di guai interni per Walter.

Anti-eroi o cattivi?

house of cards frank underwood cinematown.it

Conoscendo pian piano la personalità di Walter White, vengono spesso dei dubbi in merito alle sue motivazioni: si tratta di un brav’uomo trasformato dalle circostanze? Oppure la malvagità era insita in lui ed aspettava solo di potersi palesare? Il cancro è stato solo una sorta di “scusa” per mostrare la sua vera personalità? Walter non era una cattiva persona: credeva davvero che il suo obiettivo fosse lasciare qualcosa alla sua famiglia dopo la sua morte. Successivamente, però, ha scoperto che quel che stava facendo aveva fatto crescere in lui una forza interiore che non credeva di possedere, e che aveva nascosto per troppo tempo. Parlando invece di House of Cards, credo che Frank Underwood ci abbia raggirati.

Lui non è l’anti-eroe che vorremmo che fosse. Frank è, in realtà, il vero e proprio cattivo della storia, e c’è qualcosa di spaventoso, eccitante , disturbante e peculiarmente disarmante in lui. Non c’è nulla, infatti, che giustifichi le sue azioni, al contrario di Eisenberg. in un certo senso, guardare House of Cards è come vedere la saga di Harry Potter dal punto di vista di Voldemort. Ciò nonostante, esultiamo ugualmente per Frank e lo sosteniamo, sperando che vinca e raggiunga i suoi personali propositi. Il vero punto della questione, forse, è che c’è qualcosa di profondamente malvagio nella nostra nautra, ma aspettiamo che sia qualcun altro a fare ciò che vorremmo fare anche noi.

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