Ed Sheeran: il cantautore viola i diritti sul copyright con la canzone Thinking Out Loud

Ed Sheeran, CinemaTown.it

Ed Sheeran ce l’ha il diritto di inscenare la canzone Thinking Out Loud ai suoi concerti? Dipendendo dal risultato di una causa sul copyright, potrebbe anche perdere il diritto di inscenare una delle sue hit migliori, secondo quanto deciso Mercoledì dalla corte federale di New York.
Sheeran si è trovato a confrontarsi con le dichiarazioni che dicono che Thinking Out Loud violi un classico di Marvin Gaye, Let’s Get It On.
È perseguito da molteplici querelanti, incluso Structured Asset Sales, fondato dal consulente finanziario David Pullman. La compagnia ha fatto un colpaccio nei tardi anni Novanta assicurandosi future royalty dalla proprietà intellettuale dei diritti musicali. Uno dei contratti realizzati è stato fatto con il figlio di Ed Townend Jr., il cantautore che ha scritto Let’s Get It On con Gaye.

L’avvocato di Structured Asset Sales, Hillel Parness ha chiesto che il cantante esibisca i dettagli delle sue performance live di Thinking Out Loud, inclusi i biglietti e il merchandising venduti ai concerti. Il giudice del tribunale distrettuale, Louis Stanton, ha parzialmente concesso una mozione a obbedire. Sheeran deve cedere le informazioni sulle spese e le entrate del concerto.
Oltre ad argomentare che tale divulgazione finanziaria sia inneccessaria per mancanza di “legame” tra i profitti del concerto e la supposta violazione, l’avvocato di Sheeran, Donald Zakarin, ha sostenuto che Sheeran ha l’autorità di inscenare Thinking Out Loud anche se un giudice conclude che la canzone sia un imbroglio. Questo perché le sedi di ogni concerto dove Sheeran si è esibito aveva le autorizzazioni valide dalle organizzazioni sui diritti performativi, ASCAP e BMI, che nel loro repertorio detengono Let’s Get It On.

Anche se ASCAP non sta visibilmente prendendo alcuna posizione in questa battaglia, è stata di supporto a Sheeran in queste dichiarazioni. Richard Reimer, il legale di ASCAP, ha presentato una dichiarazione che verificava che tutti i promotori e presentatori dei concerti di Sheeran hanno avuto le autorizzazioni per esibire pubblicamente tutti i suoi lavori, inclusa Let’s Get It On.
Questo però non salva Sheeran.

Stanton ha detto.

Gli imputati mancano di fondamento. Non c’è il “diritto” di violazione. La coperta di BMI e ASCAP sulle licenze delle sedi non possono garantire un diritto a infrangere, per cui non ce n’è mai stato uno. Eccezioni inapplicabili mancanti, né l’autore né alcun titolare di licenza di un lavoro che viola hanno il diritto di esibire quel lavoro pubblicamente.

Il giudice si rivolge alla sentenza consensuale, per cui ASCAP e BMI devono offrire autorizzazioni a chiunque le richieda. Ma le sentenze riconoscono la possibilità che le organizzazioni dei diritti di performance possano mantenere insufficienti diritti legali nei confronti di un pezzo musicale specifico. Perciò, le autorizzazioni coprono solamente i diritti detenuti dal PRO (public relation officer) a prescindere dalla validità o completezza, e sono suscettibili al ricorso.

Le autorizzazioni di BMI e ASCAP offrono agli autori i diritti di esibire le loro canzoni. Non permettono il consenso di alcun autore di suonare la musica che infrange la sua canzone. E le autorizzazioni non trasformano un lavoro che ne ha infranto un altro in uno che non può, secondo la legge, aver infranto.

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