BoJack Horseman e il grande vuoto: a cosa aggrapparci ora che la miglior serie Netflix è giunta al termine?

Bojack Horseman, copertina, cinematown.it

Bojack Horseman è finito e noi non possiamo fare altro che pensare al vuoto che ci lascia ma soprattutto a tutto quello che ci ha insegnato.


Quanto siamo tristi per la fine di BoJack Horseman? Tanto. Quanto abbiamo imparato da BoJack Horseman? Tantissimo. Il 31 gennaio si è conclusa una delle serie migliori della nostra epoca. BoJack Horseman non è solo una serie d’animazione brillante, è un’opera completa come poche. Non c’è alcun dubbio che rimarrà per sempre nelle tipiche classifiche “serie da vedere..”. La grandezza di questa serie e di questo personaggio è paragonabile a grandi serie come: I Soprano, Mad Man o True Detective, i cui personaggi e temi non solo sono affascinanti, ma ti entrano sotto la pelle per la loro veridicità. BoJack riesce a farsi amare e odiare allo stesso tempo, come solo i più grandi personaggi. E del resto, qual è lo scopo di un personaggio ben scritto se non quello di farci incazzare ed innamorare allo stesso tempo?

Ma cosa ci ha lasciato BoJack di così importante, tanto da renderci così tristi per la conclusione della serie? Una sceneggiatura complessa, un’ambientazione originale, una critica intelligente, una cinematografia animata potente, e ancora, rapporti, personaggi e vicende che ci porteremo dentro per molto tempo. Ma davvero è solo questo? La serie racconta l’inquietudine e il conflitto di BoJack con il proprio passato ma soprattutto con se stesso. Chi di noi non lo può comprendere? In ogni capitolo, dalla prima alla sesta stagione, BoJack affronta gli scheletri del suo passato cercando allo stesso tempo di migliorarsi ma fallendo quasi sempre. Non c’è niente di più umano. Il passato lo perseguita e le decisioni sbagliate che continua a prendere lo portano ad affogare tra alcool e pastiglie.

Ma a differenza di molti personaggi costruiti in modo simile, lui è cosciente della sua situazione e cerca costantemente di uscirne. La serie che si conclude con questa sesta stagione ci lascia un grande insegnamento.Il nostro amato cavallo incontra per l’ultima volta tutte le persone del suo passato che noi abbiamo imparato a conoscere bene: sua madre, suo padre, lo zio che non ha mai conosciuto, Herb Kazzaz e Sarah Lynn, tutti i personaggi che BoJack ha amato, ma a cui non ha saputo dimostrare il suo amore. Nell’ultima stagione il nostro protagonista si confronta definitivamente con loro: finalmente può mettere ordine nella sua mente anche se il tormento – lo sappiamo- che  accompagnerà per sempre, perché lo sappiamo? Tutti noi siamo BoJack. 

Bojack Horseman, cinematown.it

Insieme ad un’incredibile e coraggiosa sceneggiatura che parla di temi della nostra epoca, BoJack Horseman ha portato con sé una grande ventata d’aria fresca nel modo di fare serie. Ha infranto regole della cinematografia di  continuo, basti pensare all’episodio narrato attraverso il monologo di BoJack sempre nella stessa stanza o a quello ambientato sotto la superficie del mare, nessun personaggio parla fino all’ultimo minuto, eppure noi siamo rimasti incollati allo schermo proprio quando nella serie hanno osato di più, ci hanno stregati. Nel contempo, prendendo ispirazione da scene popolarmente conosciute, i creatori ci hanno anche dimostrato di essere grandi conoscitori di cinema e serie.

La cinematografia viene usata come strumento per spiegare con immagini ciò che vuole trasmettere, beh, i creatori di BoJack lo hanno fatto dall’inizio alla fine, senza deludere, senza mai essere prevedibili. Il simbolismo e le immagini che lo caratterizzano hanno grande forza e resteranno a lungo impresse nella nostra memoria. Potremmo provare a stilare una classifica dei migliori episodi di BoJack ma non avrebbe alcun senso: non è per la particolare riuscita o l’esito dell’uno o dell’altro episodio che ci siamo affezionati alla serie, ma per la forza dei personaggi e dei temi trattati, che ci hanno accompagnati in questi anni, che ci hanno letteralmente catturato e fatto sentire irrimediabilmente coinvolti. Una cosa è certa, le serie, oramai, non saranno più le stesse e, di sicuro, noi le guarderemo in modo diverso.

Sarà difficile rinunciare a quei momenti di impaziente attesa che precedeva i nuovi episodi di BoJack a cui c’eravamo da tempo abituati, ma la conclusione è stata degna della serie, niente esagerazioni e nessuna decisione scontata, nella sua semplicità la serie ha chiuso tutti i temi che aveva lasciato in sospeso, offrendo al pubblico delle risposte al di là della sceneggiatura. Per l’ultima volta BoJack ha vissuto al nostro posto, rispondendo a domande che ognuno di noi si pone. E adesso? Se lui  è stato la nostra guida non possiamo fare altro che seguire quello che ci ha insegnato, se lui ha faticato fino all’ultimo episodio noi, non possiamo essere da meno con la differenza che BoJack non aveva non aveva altri che se stesso mentre noi, ora, abbiamo lui, nonostante il vuoto che ha lasciato.

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