Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn è l’ultima aggiunta Rated R (vietata ai minori) del variegato DC Extended Universe. Diretto da Cathy Yan, questo film racconta la storia di emancipazione di Harley Quinn e delle Birds of Prey da una Gotham City misogina che le sminuisce. Nonostante alcuni iniziali dubbi sulla posizione all’interno della saga cinematografica DC Comics questo film risulta chiaramente non solo un diretto sequel a Suicide Squad di David Ayer ma anche un ottimo secondo capitolo della saga che continuerà, nel 2021, col The Suicide Squad di James Gunn.

A causa di problemi di marketing la Warner Bros ha deciso di rititolare il film in Harley Quinn: Birds of Prey. Sebbene questo sia meno esplicito, rappresenta forse con più fedeltà l’effettivo contenuto della pellicola la cui narratrice risulta la protagonista. I fan possono infatti aspettarsi un film vietato ai minori e Harley Quinn-centrico che introduce le Birds of Prey, gettando ottime basi per il futuro. Nonostante questo decentramento possiamo assicurarvi che il film è indubbiamente uno dei migliori nel DCEU.

Harley Quinn: Birds of Prey – eroine (e non) in cerca di emancipazione

Harley Quinn: Birds of Prey CinemaTown.it

Il film inizia mostrandoci, tramite delle ottime animazioni, la storia della Dottoressa Harleen Quinzel dalla nascita fino alla “rinascita” come l’anti-eroina/villain Harley Quinn. Abbandonata dal Joker, Harley si ritrova a vivere una vita senza scopo nel club di Roman Sionis, celebre villain di Batman chiamato Maschera Nera. Nel club troviamo anche Victor Zsasz, altro villain dell’Uomo Pipistrello, e Dinah Lance, cantante, combattente e futura Black Canary. In giro per Gotham troviamo inoltre la giovane ladra Cassandra Cain, la vigilante Helena Bertinelli/Huntress e la poliziotta Renee Montoya: tutte legate, in modi diversi, con Sionis.

Il film mostra le protagoniste femminili ad una evoluzione catartica di liberazione dalle figure maschili che, direttamente o non, le ostacolano. Come Harley risulta succube di Joker vediamo una Black Canary quasi di proprietà del villain Maschera Nera, o una Huntress vittima della rabbia contro coloro che le hanno rovinato la vita. La trama non è sicuramente delle più complesse ma rimane comunque costantemente accattivante grazie alla ottima trovata di far narrare la storia, tramite numerosi flashback, ad Harley Quinn. Quello che risulta indubitabilmente potente è il messaggio emancipatorio e femminista che ritroviamo alla fine del film, uno tra i primi casi in un cinefumetto.

Harley Quinn: Birds of Prey – ottime eroine e diabolici villain

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Margot Robbie consolida, in questo Harley Quinn: Birds of Prey, la sua iconicità nel ruolo titolare. Riprendendo il personaggio da Suicide Squad la sua Harley passa attraverso una ottima e naturale evoluzione e liberazione rispetto al Joker di Jared Leto. Su questo personaggio va fatto notare come l’attore sia assente ma, allo stesso tempo, il suo Joker (visto in Suicide Squad) rimanga indubbiamente la versione ufficiale del DCEU.

Tra i nuovi personaggi più riusciti vediamo senza alcun dubbio Dinah Lance/Black Canary, interpretata da Jurnee Smollett-Bell, e Roman Sionis/Black Mask,interpretato da Ewan McGregor. In una performance stellare la Smollett-Bell conquista col suo ampio range che la porta a passare da cantante a combattente di strada in un batter d’occhio. Lo stesso vale per il più conosciuto McGregor che porta sul grande schermo un villain sadico e profondo spesso ampliando persino la già profonda lore fumettistica.

A loro si aggiungono abilmente Helena Bertinelli/Huntress (Mary Elizabeth Winstead), Victor Zsasz (Chris Messina), Renee Montoya (Rosie Perez) e Cassandra Cain (Ella Jay Basco). Winstead interpreta una furiosa Huntress la cui furia assassina lascia traspirare una forte tragicità che non nega momenti divertenti, portando ad una risoluzione personale molto emozionante. Messina, secondo Zsasz cinematografico, riesce nel compito di normalizzare il folle personaggio e ad adattarlo alla Gotham del Batman di Affleck e del Joker di Leto. Questa mimesi, data da una ottima interpretazione, shocka abilmente quando entriamo finalmente nella sua mente perversa. Perez interpreta una poliziotta vecchio stampo. delusa da un capo misogino e da una carriera senza sbocchi, con grande abilità e dando interessanti prospettive per il futuro. La Cain interpretata da Basco risulta una totale reinvenzione del personaggio: le origini rimangono le stesse ma difficilmente la vedremo indossare il mantello fumettistico di Batgirl.

Harley Quinn: Birds of Prey – Yan e Hodson celebrano Suicide Squad migliorandolo

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Uno dei pregi maggiori di questo film è la grande abilità con cui la sceneggiatrice Christina Hodson e la regista Cathy Yan sono riuscite a mantenere il film coerente nel contesto generale del DCEU. Sarebbe stato sicuramente facile “reboottare” i personaggi dopo a Suicide Squad, celebrato dal pubblico ma distrutto dalla critica, ma il duo ha invece abilmente preso gli elementi di forza del film rimodellandoli a favore di una ottima trama che unifica l’universo.

Harley Quinn: Birds of Prey conquista inoltre grazie ad una estetica neo-noir eccezionale, frutto del lavoro visivo di Yan e del Direttore della Fotografia Matthew Libatique. La colonna sonora di Daniel Pemberton è elettrizzante ed è assistita da molteplici brani pop scritti per il film. Tra questi spicca l’eccezionale interpretazione di It’s a Man’s Man’s Man’s World della Black Canary di Smollett-Bell. Infine va fatto un plauso all’abilità con cui Yan e Chad Stahelski hanno gestito le scene d’azione, che risultano indubbiamente tra le migliori viste negli ultimi anni in un cinefumetto.

A nostro parere, Harley Quinn: Birds of Prey è senza dubbio una delle migliori aggiunte al DCEU. Questo film gode appieno del rating R e porta l’universo in una nuova direzione che rimane però coerente rispetto a Suicide Squad. Cathy Yan consegna ai fan non solo uno spettacolare film su Harley Quinn ma anche una impressionante introduzione alle Birds of Prey. Questa continua variazione di temi e toni che caratterizza il DCEU, partendo dai sobri e statuari toni di Man of Steel e passando per l’avventura anni ’80 di Aquaman, mostra come non solo l’universo cinematografico DC è al sicuro ma che è anche uno dei più creativi in assoluto.

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