Joker ha colto il mondo dell’intrattenimento alla sprovvista, vincendo sotto ogni fronte possibile. Partito come un film “inutile” a causa della propria natura stand-alone, il film ha subito pesanti critiche durante la produzione del film per i più svariati motivi. Svantaggiato dal principio, il film di Todd Phillips è riuscito non solo a conquistare la critica mondiale ma anche il pubblico, diventando uno dei film di più grande successo della storia.

La performance di Joaquin Phoenix è stata celebrata unanimemente e l’isteria creata da alcuni opinionisti americani sui pericoli del film non ha fatto altro che accrescerne la popolarità. Joker, oltre ad aver raggiunto la soglia del Miliardo di dollari, è ora in lizza per ben 11 Premi Oscar tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attore Protagonista. Ecco dieci curiosità su questo fenomeno planetario targato DC Comics in vista della premiazione degli Oscar di Domenica 9 Gennaio 2020.

Un sequel è (probabilmente) in lavorazione

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Nonostante vi siano voci contrastanti, sembrerebbe che Joker possa ricevere presto un sequel. Lo studio sicuramente vorrebbe spingere per un nuovo film, considerando i grandi incassi della pellicola, ma Phillips ad ora non si è sbilanciato su l’effettiva esistenza di un progetto concreto per un Joker 2. Quello che sappiamo con certezza è che Phoenix ha apertamente supportato l’idea di un sequel, suggerendo anche di avere delle idee su cosa potrebbe succedere. Inoltre, il regista aveva precedentemente richiesto alla Warner Bros di poter usare anche altri personaggi DC Comics per successivi studi sulla follia come Joker sotto ad un brand chiamato DC Dark. Che sia in arrivo un film su Mister Freeze, lo Spaventapasseri o Lex Luthor?

Martin Scorsese fu temporaneamente produttore del film

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I più appassionati di cinema avranno notato la dichiarata ispirazione che il film prende da capolavori di Martin Scorsese come Taxi Driver o The King of Comedy. In un curioso evolversi degli eventi, inizialmente Joker avrebbe inizialmente visto nel team produttivo anche il celebre regista americano. Questo avvenne perchè, affinché la produzione potesse svolgersi a New York, vi era la necessità di avere un produttore stabile nell’area. Il suo coinvolgimento nel film durò però poco, in quanto Scorsese decise di dedicarsi completamente a The Irishman. Nonostante questo, lo spirito realistico ed urbano che contraddistingue la filmografia di Scorsese è sicuramente celebrata da Phillips.

Molti media americani temevano che il film provocasse violenza nelle strade

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In un caso senza precedenti, una modesta ma rumorosa parte dei media americani fece una guerra mediatica al film a causa dei temi controversi trattati. Nelle settimane prima e durante il rilascio del film si è assistito infatti ad una isteria che, in alcuni casi, ha fatto persino movimentare i corpi di Polizia statunitensi. Queste preoccupazioni si sono dimostrate però completamente infondate e, nei mesi in cui il film è rimasto nelle sale, non vi è stato nessun episodio di violenza collegato al film.

La paura dei media probabilmente risaliva alla strage nel cinema americano ad Aurora nel 2012 durante la proiezione di The Dark Knight Rises, sebbene fosse scollegata dal personaggio di Joker. Il film, invece di ispirare violenza tra gli spettatori, ha portato un turismo inaspettato e completamente positivo nel Bronx, luogo dove si trova la celebre scalinata vista nel film.

Warner Bros non credeva nel successo del film

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Il successo mondiale di Joker è indubbiamente senza precedenti. Con un budget di 55 Milioni di Dollari, il film ha incassato ad oggi un Miliardo e 71 Milioni di Dollari, senza contare gli introiti che verranno raggiunti dalle rerun pre-Oscar. Nonostante un budget decisamente limitato per un cinefumetto, la Warner Bros temeva che un film su Joker vietato ai minori fosse un flop dalla partenza. Come riferito dal regista, dei produttori dello studio hanno cercato di ostacolare la realizzazione del film a causa della popolarità del personaggi tra i bambini e, inoltre, per evitare di ledere il brand. Questo ha spinto lo studio ad ammortizzare i costi di produzione (e gli eventuali ricavi) con altri studi di produzione minori. Il risultato è stata una netta diminuzione delle entrate allo studio (che, secondo alcuni, si sarebbero dimezzate) rispetto a quelle che avrebbero raggiunto se avessero creduto nel film producendolo autonomamente.

Secondo Phillips il film riguarda i traumi infantili

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Il regista ha volutamente scelto di non spiegare troppo certi punti del film per lasciare il messaggio di libera interpretazione a tutti. Nonostante questo Phillips ha commentato un aspetto particolare del film, quello del trauma infantile di Arthur Fleck e della sua famiglia.

Per noi, il film è sempre stato incentrato sui traumi infantili, sulla mancanza di amore e sulla perdita di empatia nella società.

Come nasce un personaggio come Arthur? Da dove deriva?

Phillips e Phoenix lavoravano non-stop durante le riprese del film

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Le riprese di Joker furono senza dubbio intense. Brett Cullen, interprete di Thomas Wayne, ha infatti detto che il duo formato da Todd Phillips e Joaquin Phoenix non rimaneva spesso sul set dopo le riprese o tra i take. Inoltre,i due spingevano il cast e la produzione a lavorare sodo costantemente, servendo da esempio principale. Un esempio è quello della scena col confronto principale tra Arthur e Thomas, scena che è stata riscritta e rigirata molteplici volte.

Durante un ennesimo take Phoenix ha iniziato a girare su se stesso e ha abbandonato il set senza avvertimenti. Phillips è intervenuto allora giustificandolo, dicendo che forse doveva reinterpretare meglio la scena e che sarebbe tornato successivamente. Il giorno seguente Cullen ricevette in successione tre copioni con la scena riscritta e, durante le prove, disse a Phoenix di non ricordarsi affatto la scena. L’attore, colta l’ironia della situazione, rispose ridendo e lo rincuorò dicendo che nemmeno lui la sapeva e che avrebbero imparato la scena sul momento.

Brett Cullen ha interpretato Thomas Wayne come se fosse imparentato con Arthur

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Sempre Brett Cullen ha rivelato una interessante curiosità sul suo personaggio, Thomas Wayne, e su come lo ha interpretato. L’attore ha rivelato di aver interpretato il ruolo come se effettivamente egli fosse il padre di Arthur. Consigliato dal regista infatti, Cullen ha ritrovato nella possibile paternità di Thomas una forte motivazione per il Joker di Arthur a odiare gli Wayne e, in particolare, il Bruce che diventerà in futuro Batman. Ecco le parole dell’attore:

L’idea che Joker sia un figlio illegittimo che non ha ricevuto nulla dalla famiglia Wayne è una motivazione molto forte per spiegare l’odio del personaggio. Questo film ti fa ti fa empatizzare con Arthur quando lo vediamo avere difficoltà con sua madre e quello che lei gli dice è ‘Vai da Thomas Wayne, lui ci aiuterà. Lui è un buon uomo.’ È straziante.

Il personaggio di Zazie Beetz sopravvive al protagonista

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Phillips ha lasciato molti punti del film in una voluta area di ambiguità e tra questi troviamo anche il destino di Sophie Dumond, interpretata da Zazie Beetz. Secondo l’attrice il suo personaggio non verrebbe assassinato dal neonato Joker ma verrebbe risparmiata in quanto lei sarebbe l’unico personaggio che avrebbe empatizzato con lui.

Per me è sempre stato chiaro che non è stata uccisa. Arthur si stava vendicando contro coloro che gli avevano fatto dei torti, mentre il mio personaggio lo aveva ascoltato. Penso che, quando entra nel mio appartamento, lui capisca in che situazione si trova e che in quel momento sarebbe logico temerlo. Invece la mia reazione è un ulteriore atto caritatevole e di aiuto, dicendogli ‘Devo chiamare tua madre?’ e ‘Ti serve una mano?’. Per me lei non è morta, ma secondo molti invece è andata così.

I record del film

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I record che Joker ha superato sono innumerevoli. In primis, questo è il film rilasciato ad Ottobre di più successo negli Stati Uniti con il primo giorno a 39 Milioni di Dollari ed un primo weekend da 96.2 Milioni di Dollari. Inoltre ha avuto la settimana di apertura al mondo in Ottobre migliore di sempre e miglior lancio per un film Imax sempre per lo stesso mese. Ha poi segnato il più grande primo weekend al botteghino americano in due anni, dopo It. Infine, Joker è risultato il film vietato ai minori di più successo della storia, superando Deadpool al primo posto per gli incassi ricevuti, superando il Miliardo di Dollari. Questo senza contare le 11 candidature agli Oscar, risultato mai raggiunto per un cinefumetto.

Il film è, probabilmente, una grande bugia raccontata dal protagonista

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Una interessante interpretazione del film riguarda una possibile chiave di lettura che, se confermata, cambierebbe drasticamente il significato del film. Secondo questa teoria il film andrebbe completamente rivalutato e reinterpretato sulla base degli ultimi minuti, in cui vediamo Arthur rinchiuso ad Arkham. La storia raccontata sarebbe infatti solo una sua invenzione, o meglio una manipolazione della realtà, atta ai fini di far pietà alla psichiatra, poterla uccidere ed infine scappare dal manicomio. Vi sono molti dettagli a favore di questa tesi: un esempio è costituito dagli orologi che, per tutto il film, segnano sempre la stessa ora (come avviene nei sogni). Inoltre è chiaro anche dal film come molti eventi che Arthur ha raccontato fossero probabilmente veri ma rimaneggiati, per creare la façade del bistrattato dalla società.

In particolare, questa teoria afferma che gli eventi del film sono generalmente accaduti ma sono narrati in modo fazioso e atto a supportare, per quanto possibile, le atrocità di un maniaco. Questa facciata cede in molti punti durante il suo racconto: l’iniziale presenza ed amicizia con Sophie si dimostra una illusione, l’iniziale ironia di Murray si trasforma in una ben più realistica ed umana versione del personaggio e, infine, il suo viaggio ad Arkham sembra concludersi dove lo avevamo già visto, precedentemente, nel film. Sicuramente questa è una delle tante possibili interpretazioni, ma se fosse confermata dimostrerebbe una cosa molto interessante. La storia del povero, maltrattato Arthur non solo avrebbe convinto la psichiatra ma anche noi del pubblico e la critica, portandoci ad elogiare la finta sofferenza di un folle omicida. In vista degli Oscar, viene solo da dire che questa sarebbe effettivamente una ottima barzelletta degna del Joker.

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