Vittorio Sgarbi colpisce ancora: «chi mi contesta sul Coronavirus cerca visibilità»

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Dopo aver ricevuto una denuncia dalla comunità scientifica, Vittorio Sgarbi se la prende con Franco Ianeselli, incolpandolo di star cercando visibilità.


Com’era prevedibile, Vittori Sgarbi non si arrende alle denunce fattegli da Roberto Burioni e i suoi colleghi a causa delle gravi dichiarazioni sul Coronavirus fatte dal personaggio sui social – alcuni dei quali gli sono stati celermente chiusi dalle piattaforme. In uno scenario in cui il bue dice cornuto all’asino, ora Vittorio Sgarbi se la prende con Franco Ianeselli, ex segretario della CGIL del Trentino, ora candidato sindaco di Trento col centrosinistra. Da buon tridentino, Ianeselli non ha gradito le posizioni di Sgarbi, che è anche presidente del Mart – nonostante i dipendenti ne abbiano chiesto in massa le dimissioni. In risposta al politico, il personaggio ha contrattaccato:

Non so chi sia Franco Ianeselli, ma le sue affermazioni che rovesciano il senso della mia posizione a vantaggio a tutela della economia e dei lavoratori trentini, considerandola “l’ennesima sceneggiata di Sgarbi che resterà isolata, la triste piazzata di un guerriero da salotto in cerca di visibilità”, sono un maldestro tentativo di cercare quella visibilità che non potrà mai avere per i suoi limiti oggettivi.

Legga le dichiarazioni dell’illustre virologo che ha ispirato la mia “sottovalutazione”, Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università degli studi di Genova: “Non si muore di Coronavirus, basta allarmismi. Ci stiamo facendo del male da soli, non si può fermare un Paese. Il Coronavirus è più simile all’influenza che alla peste bubbonica. Sono contro l’allarmismo perché questo genera panico, e quando si genera il panico il sistema sanitario rischia di andare in tilt”. Un bersaglio grosso: si accomodi, signor Ianeselli, qualcuno saprà che esiste.

Ora, che Vittorio Sgarbi si senta legittimato a dire la sua in maniera così indiscriminata solo perché si basa sulle dichiarazioni di un medico negazionista, potrebbe dirla lunga su che tipo di tendenza vuole far emergere tra il pubblico. Negare, non prevenire, scegliere di non vedere, non è solo pericoloso, è addirittura contro la legge. Almeno questo, Sgarbi dovrebbe accettarlo preservando quanto meno la propria libertà di cittadino.

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