Come Contagion è tristemente diventato il film di riferimento nella lotta al COVID-19

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Come tutti sappiamo il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi in quanto la società sta affrontando una nuova crisi, una vera e propria pandemia quella del Covid-19, più comunemente Coronavirus, che ha iniziato a diffondersi per il mondo a partire dalla Cina. Oggi quindi affronteremo il caso del film Contagion e del perché sia stato riscoperto proprio in questo periodo. Tosse, Febbre, crisi respiratorie, un virus che ti distrugge i polmoni e si diffonde alla velocità della luce, la trama perfetta per un bel film thriller come Contagion. Tutto questo veniva raccontato nel film datato 2011 di Steven Soderbergh con un cast stellare come Matt Demon, Jude Law, Kate Winslet, Gwyneth Paltrow, Marion Cotillard.  Questo film dallo scenario apocalittico non poteva passare inosservato al giorno d’oggi dal momento che tutto il mondo e soprattutto alcuni paesi come l’Italia, stanno affrontando una situazione del tutto simile se non uguale sotto alcuni punti di vista.

Abbracciare i propri cari, immergersi in ascensori affollati, utilizzare i mezzi pubblici, camminare attraverso un mercato del pesce all’aperto, afferrare un palo della metropolitana, consegnare una carta di credito, passarsi un telefono, particolari che, una volta messi a fuoco, ci fanno rendere conto come e quanto veniamo in contatto con il mondo che ci circonda senza che noi ce ne rendiamo conto. Forse nel 2011, ci eravamo ritrovati davanti un film con un tipo di intrattenimento particolarmente intenso. Non si potrebbe nemmeno definire di evasione, perchè sarebbe alquanto desolante. Una tipica serata al cinema con un cast di tutto rispetto, tensione e facce cadaveriche, Soderbergh sa come “sparare” a un thriller. Lo sceneggiatore Scott Z. Burns sa come costruirne uno e ancora, la colonna sonora del sintetizzatore di Cliff Martinez non potrebbe essere più propulsiva o più perfettamente alla John Carpenter.

In sintesi Contagion è un film che non smette mai di muoversi. Nonostante la moltitudine di film che hanno come protagonista un virus misterioso, Contagion è diventata la scelta preferita per le persone che cercano di dare un senso al momento in cui ci troviamo in questo periodo. Solo a Gennaio, il film datato 2011 era al decimo posto per i film piu’ noleggiati su ITunes per poi passare, una volta dichiarato lo stato d’emergenza, alla posizione numero 4!  Molte persone hanno cominciato a parlarne e a notarne la similarità con la situazione attuale. Più del virus in sè ci si focalizza con Contagion sul senso di guardare le cose crollare mentre la vita di ogni giorno si ferma. Ascoltare gli esperti che parlano di tecniche di lavaggio delle mani in TV non nel film, ma sulla TV nella vita reale.

Contagion ha anticipato i tempi mostrando le conseguenze della pandemia

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Contagion è, forse un po sorprendentemente, diventato il film flashback del momento proprio perché non è uno scenario esagerato nel peggiore dei casi, ma misteriosamente realistico. Gli alieni non sono responsabili del virus che attacca l’uomo; né, del resto, è il risultato di agenti stranieri che interrompono lo stile di vita americano. L’aspetto più agghiacciante dello scenario fortemente studiato di Soderbergh e Burns è quanto sia casuale la creazione del MEV-1. “Il maiale sbagliato ha incontrato il pipistrello sbagliato” come ci viene mostrato nell’ultima scena che chiude il film Contagion con l’atteso Giorno 1. Del tutto casuale, il maiale “sbagliato” viene portato in un casinò di Macao per diventare la cena di qualcuno, lo chef che stringe la mano di una donna d’affari che si ritrova a soffiare sui dadi dell’uomo che le gioca accanto. Tutte mosse sbagliate che hanno portato al tardivo e odierno successo di Contagion oggi, nel 2020.

È un film catastrofico, ma è anche una procedura pandemica, dedicata alla creazione di grafici su come, quando, dove, perché e, cosa più importante, cosa succederà dopo. I rappresentanti del CDC e dell’OMS del film sono competenti, intelligenti e organizzati; si sono mobilitati al meglio delle loro capacità collettive. Il medico di Kate Winslet mette la sua vita in pericolo; un professionista medico di San Francisco (Elliot Gould) sfida gli ordini diretti di distruggere i suoi campioni ma finisce per scoprire un pezzo chiave del puzzle. La ricercatrice che per prima traccia le origini di quando il pipistrello incontra il maiale finisce per testare un vaccino su se stessa, ignorando volontariamente il protocollo dimostrando così che esiste un vaccino iniettabile, un Matt Damon, padre, che respinge le persone in preda all’estrema paranoia, fino al blogger Jude Law che incassa il caos.

Altro aspetto che ci connette con Contagion e ci tocca da vicino sono le limitazioni dei viaggi, l’impossibilità di spostarsi da un confine all’altro. Nonostante le scene raccapriccianti di persone che muoiono e la sensazione generale che la società sia solo un video virale lontano dalla pura anarchia, è un film di speranza. La fiducia degli scienziati che svolgono il loro lavoro, le persone che si comportano di conseguenza, anche se si assistono a scene apocalittiche di distruzione di supermercati per approvvigionarsi in vista del Lockdown è ciò che prevale e la conseguente scoperta del vaccino è ciò che ci fa tirare un sospiro di sollievo.

Le persone si sentono legate al film Contagion per tutti gli aspetti che vengono affrontati, e per vedere rappresentati, seppur rimanendo, si spera per alcune parti, nella finzione, gli eventi legati al contagio del virus e di come le diverse parti della società si muovono in uno scenario che ha ben poco di diverso con quello odierno. Il film termina con una punta di speranza appunto, di ottimismo che ci lascia sperare e guardare al futuro con maggiore positività.

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