#IoRestoACasa: il film da quarantena sulle idee che vincono le avversità

the founder film da quarantena cinematown.it

Il film da quarantena di oggi ripercorre la storia dietro al McDonald’s. È uno spunto ideale per scorgere le opportunità alla fine di questa crisi.


La crisi economica che ci aspetta una volta finita l’emergenza del Coronavirus sarà di proporzioni belliche. Ad oggi, il Governo Conte ha stanziato un’iniezione di liquidità pari a quasi metà del PIL italiano di un anno, con aiuti europei che si andranno ad aggiungere a quelli già stanziati dallo Stato. Uno scenario che senza ombra di dubbio farà da terreno di coltura per scrittori, drammaturghi, sceneggiatori… e imprenditori. Quando arriverà il momento, la ricostruzione economica del blocco europeo sarà il teatro perfetto per delle storie drammatiche e delle storie di grandi vittorie, ottenute grazie alla forza di volontà. Una di queste storie, in tempi e situazioni di verse, è quella del film da quarantena di oggi.

Basato sui fatti che hanno portato alla fondazione della catena di fast food più famosa del mondo e presente su Netflix, The founder è sia una storia di infamia – spregevole, di quella che fa venire il sangue amaro – sia una storia di determinazione. Ray Kroc è un uomo che nell’America degli anni ’50 si avvia verso la mezza età, cercando con tutte le sue forze di vendere frullatori come rappresentante. Gli affari, ovviamente, non lo assecondano, come non lo assecondano i superiori e i colleghi di lavoro, che non ne apprezzano l’iniziativa. È capace, impaurito dall’età che avanza e spietatamente senza scrupoli. Con quest’identità in bilico tra santo e peccatore, si reca in California per tentare una vendita, finendo per caso in un ristorante avviato da due fratelli di nome McDonald’s.

Il metodo di produzione del ristorante è innovativo e strabiliante, in grado di chiudere una consegna in trenta secondi. Un modello che i due fondatori non riescono ad esportare, per via degli standard qualitativi che a distanza non riescono a far rispettare. Ma Ray sì. Scorgendo l’occasione della vita, il protagonista comincia una scalata commerciale fatta di opportunismo, crudeltà e colpi di genio, che se da una parte non gli rendono affatto onore, dall’altra confermano una regola inossidabile delle rivincite: credici, nonostante tutto e nonostante tutti. Il film da quarantena di oggi è quindi un ottimo spunto per non arrendersi di fronte alle cifre del COVID-19, alla propria condizione economica e privata, restando fiduciosi nelle opportunità e con gli occhi ben aperti. Proprio come dice Ray, il segreto non è solo nell’idea:

Non è solo il sistema, Dick. È il nome. Quel glorioso nome: McDonald’s. Diventa qualsiasi cosa tu voglia che diventi. È sconfinato, non ha limiti e sa di… sa di… sa di America. In confronto a “Kroc”… “A Kroc andiamo a scrocco”… Tu mangeresti in un posto che si chiama “Kroc”? “Kroc” ha quel suono slavo, lapidario. “Kroc”! Ma “McDonald’s, diamine, ha la bellezza, sì. Chi si chiama McDonald non sarà mai maltrattato da nessuno.

LEGGI ANCHE: #IoRestoACasa – il film da quarantena sulle tentazioni dell’imbroglio finanziario

Per tutte le notizie sul mondo di Netflix seguite punto Netflix su Facebook
bannerpni