Cary Fukunaga, regista di No time to die, aveva seriamente pensato di ambientare il nuovo film di James Bond nella testa del protagonista. Il film ha subito innumerevoli ritardi ben prima del COVID-19, con diversi cambi di regia e molteplici divergenze creative tra Daniel Craig e gli sceneggiatori. Ora, No time to die è programmato per il rilascio in novembre, anziché in aprile, con l’unico ostacolo rappresentato dal pubblico. Durante un’intervista con Interview Magazine, Fukunaga ha spiegato che la trama che aveva in mente era piuttosto diversa da quella finale. Due atti del film voluto dal regista si sarebbero infatti sviluppati nella mente di Bond:

Inizialmente avrei voluto ambientare il film interamente nella tana di Blofeld. In una scena di Spectre, un ago penetra nella testa di Bond per fargli dimenticare il suo passato. Ovviamente riesce a fuggire, ma mi venne da chiedermi come sarebbe stato il finale del film se fosse stato ambientato tutto nella testa di 007.

Un’idea narrativa del genere sarebbe stata indubbiamente rivoluzionaria per un franchise come questo, con risvolti sia entusiasmanti che disastrosi. James Bond si è trovato più volte alle prese con sfide che minassero la sua resistenza mentale, che seppur vinte, hanno tastato un terreno piuttosto pericoloso, essendo la psicologia del protagonista ancora in conflitto. Solo un regista come Fukunaga avrebbe trattato l’argomento con la maestria necessaria, il quale si è comunque attenuto ad un trattamento tradizionale della storia per evitare scivoloni imperdonabili.

Mentre i fan attendono pazientemente l’arrivo di No time to die, la rivelazione di Fukunaga su ciò che avrebbe voluto realizzare è il segnale di una mente molto creativa. Molti fan di Bond saranno completamente contrari all’idea che uno 007 potesse avere luogo nella mente del personaggio. Questo è comprensibile ed è probabilmente per questo motivo che Fukunaga alla fine ha scartato via l’idea. Tuttavia, mostra che No time to die è nelle mani di un regista che è interessato ad adottare un approccio non ortodosso e che di per sé è eccitante per molti di noi che restiamo in trepidante attesa.

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