Emmanuel Lubezki: l’analisi tecnica delle cifre del maestro della luce naturale

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Emmanuel Lubezki è considerato uno dei migliori direttori della fotografia della storia del cinema, analizziamo alcune scene del direttore della fotografia.


Emmanuel Lubezki è l’unico ad aver vinto per tre volte consecutive un Oscar per la miglior fotografia, questo è, sicuramente, un buon motivo per considerarlo uno dei migliori direttori della fotografia della storia del cinema, ma c’è di più. Emmanuel Lubezki ha collaborato con i migliori registi dei nostri tempi: da i fratelli Coen a Alfonso Cuarón, da Tim Burton a Alejandro Iñarritu, da Terrence Malick a Micheal Mann; il direttore della fotografia, in ogni film, è riuscito ad unire il suo stile con quello dei registi e delle loro storie. Nei film in cui la fotografia è di “Chivo”, lo stile è inconfondibile: si riconosce subito per l’estetica, i piani sequenza e l’utilizzo di lenti grandangolari con una profondità di campo molto ampia. Con il passare degli anni, specialmente  a partire dalla collaborazione con Malick, Lubezki, ha saputo portare il suo stile e la sua tecnica ad un livello superiore, in cui la luce naturale (o artificiale che simula quella naturale), è la colonna portante del suo linguaggio cinematografico.

La profondità di campo

La profondità di campo è uno degli elementi centrali per il montaggio interno di un’immagine o di una sequenza dello stile di Emmanuel Lubezki. Nei suoi film questo mezzo, basico però fondamentale della fotografia, viene usato da Chivo per contestualizzare lo spettatore e aumentare la percezione della realtà dei personaggi. L’ampia profondità di campo viene impiegata anche per dare spazio a tutte le azioni che accadono sullo schermo che, allo stesso tempo, permette una maggiore immersione nella storia. Vediamo degli esempi per capire meglio come Emmanuel Lubezki utilizza questo mezzo narrativo.

In questa scena di Children of Men vediamo come la ripresa viene fatta con un obiettivo grandangolare con una profondità di campo ampia. Questa sequenza ha un aspetto quasi documentaristico e permette al pubblico di vedere nel dettaglio tutto ciò che accade, soprattutto nella parte finale in cui il protagonista entra nell’edificio. Un’altra scena in cui la profondità di campo è ampia, ma lo scopo e il tipo di film è totalmente diverso, si può trovare in questa sequenza di The New World, in cui l’obiettivo è quello di farci immergere nella natura che circonda i personaggi.

 Il piano sequenza

Lubezki è famoso per i suoi piani sequenza, Birdman per esempio, è stato pensato per sembrare un’unica ripresa anche se poi il risultato è tale grazie ad un lavoro a stretto contatto con i tecnici del montaggio. Lo scopo del piano sequenza è quello di far immergere il pubblico il più possibile nel film, per agevolare anche la comprensione dell’esperienza emotiva che sta provando il personaggio.

In questa scena di Birdman, seguendo il protagonista, Lubezki, permette che lo spettatore segua in tempo reale il climax narrativo. Anche nella seguente sequenza di Children of Men l’obiettivo è quello di seguire la progressione della storia, oltre a creare vari momenti di sorpresa e sgomento grazie ai movimenti di camera. Oltre che per lo spettatore, anche per gli attori il piano sequenza rende la recitazione diversa, molto più fluida e allo stesso tempo costringe ad essere più metodici perchè tutti i dipartimenti tecnici devono incastrarsi alla perfezione.

La luce naturale

Come già detto in precedenza, Emmanuel Lubezki, è un maestro della luce naturale. Partendo dalla sua collaborazione con Terrence Malick, il direttore della fotografia, ha potuto migliorarsi e dar prova della sua conoscenza. A parte conoscerla alla perfezione, Chivo preferisce le riprese con la luce naturale, di fatto, in varie interviste ha dichiarato di trovare molto difficile passare da delle riprese con la luce naturale a quelle con luce artificiale. Per capire il suo amore per questo tipo di illuminazione basta guardare The Tree of Life. Oppure l’ultimo film per cui ha vinto un Oscar, The Revenant. In questo film è stato fondamentale anche il lavoro in post-produzione di correzione del colore che ha portato ad un altro livello la visione di Lubezki.

Emmanuel Lubezki artista

Il Chivo può facilmente essere considerato un artista in costante ricerca della verità. L’utilizzo della telecamera accompagna lo spettatore a guardare da vicino la purezza della natura, la bellezza degli scenari naturali, il candore della luce del sole, la profondità di un volto, la violenza dell’uomo. Lo sguardo di Lubezki è caratterizzato da un grande amore per ciò che lo circonda, nel quale trova sempre un aspetto che vale la pena osservare. La sua passione per la natura sicuramente lo influenza nella tecnica e nella sua volontà di mostrare la grandezza del mondo nel quale viviamo, elevando, inoltre, la luce naturale che ci offre mille illuminazioni diverse ogni giorno della nostra vita.

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