Bojack Horseman: la doppiatrice di Diane Nguyen si scusa per aver dato voce al personaggio

Sulla scia di altri attori e del white guilt, ora anche Alison Brie chiede scusa per aver dato voce a un personaggio inter-etnico.
Bojack Horseman, CinemaTown.it

Alison Brie ha dato voce al personaggio di Diane in Bojack Horseman e ora si scusa come molti altri attori bianchi che hanno doppiato personaggi neri.


Continua la parata del white guilt fra gli attori americani: ora è il turno di Alison Brie, voce di Diane Nguyen in Bojack Horseman. L’attrice ha pubblicato un post su Instagram in cui si scusa per aver interpretato un personaggio vietnamese-americano, esprimendo il suo rimorso con le seguenti parole:

“Col senno di poi, vorrei non aver prestato la voce al personaggio di Diane Nguyen. Ora capisco che persone di colore dovrebbero sempre dare la voce a persone di colore. Abbiamo perso una grande opportunità di rappresentare accuratamente e rispettosamente la comunità vietnamese-americana, e di questo sono davvero dispiaciuta. Applaudo tutti quelli che hanno lasciato i loro ruoli nei giorni recenti. Da loro ho imparato molto”.

Alison Brie si riferisce a Kristen BellJenny Slate e Mike Henry, che hanno rinunciato ai loro ruoli nelle serie animate Central ParkBig Mouth e I Griffin. Sulla stessa lunghezza d’onda, I Simpson hanno annunciato che gli attori bianchi non interpreteranno più i personaggi di altra etnia (come Carl e il Dr. Hibbert, ad esempio).

C’è però un punto, nelle dichiarazioni di Alison Brie e Mike Henry, che rischia di essere frainteso: “People of color should always voice people of color”, ovvero

“Persone di colore dovrebbero sempre prestare la voce a persone di colore”.

Detto in questi termini, sembra che gli attori non-bianchi possano doppiare solo personaggi della loro etnia, mentre invece dovrebbero avere la libertà di dare la voce a chiunque, com’è successo finora agli attori bianchi. Sicuramente non è ciò che Brie e Henry intendevano, ma l’ambiguità espressiva resta.

Insomma, sembra che qualsiasi cosa si tenti di fare o di dire in merito non vada bene, ma anche che i tempi che corrono e la lotta alle discriminazioni sembra sempre richiedere azioni piuttosto estreme – soprattutto nel mondo Hollywoodiano – che potrebbero fare più male che bene. Chissà?

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