Spike Lee commenta la situazione in America con Jimmy Fallon

Da Do The Right Thing a oggi cosa è cambiato negli Stati Uniti?
Spike Lee, Jimmy Fallon, Tonight Show, cinematown.it

Durante un’intervista, Jimmy Fallon, ha chiesto a Spike Lee quanto sia cambiata l’America da quando il regista creò Do The Right Thing nel 1989


Spike Lee ha iniziato il Tonight Show con Jimmy Fallon, dicendo:

Fratello mio, il mondo è cambiato.

Inevitabilmente, la conversazione tra il regista e il conduttore dello show si è concentrata sui fatti accaduti nelle ultime settimane in America scaturiti a cause della morte di George Floyd. Lo scorso lunedì, Lee, ha pubblicato un cortometraggio alternando filmati con Eric Garner, George Floyd e con parti del film Do The Right Thing, soprattutto le immagini con Radio Raheem quando viene preso al collo dalla polizia. Il cortometraggio intitolato Will History Stop Repeating Itself? è stato poi trasmesso da Jimmy Fallon, il conduttore televisivo ha avvisato il pubblico che il corto contiene immagini forti.

Radio Raheem è un personaggio fittizio del mio film Do The Right Thing del 1989  ma per crearlo presi ispirazione da una storia realmente accaduta

Spike Lee ha spiegato che la storia si ispirò ai fatti accaduti all’artista di strada Micheal Stewart, ucciso per mano della polizia. Jimmy Fallon ha poi chiesto a Lee se le cose secondo lui fossero cambiate da quando diresse il film dell’89 e il regista ha risposto:

Quando vidi Eric Garner ho pensato “quello e Radio Raheem basato su Micheal Stewart”. Poi vedendo cos’è successo a nostro fratello George Floyd, sono sicuro che negli ultimi minuti di vita, mentre lo stavano soffocando, si è ricordato del passato e ha visto davanti a sé Eric Garner.

Durante l’intervista Lee indossava un cappello con cucito “1619” che fa riferimento al 1619 Project, il che suona come una nota di speranza e di cambio rispetto agli anni ’80. Spike, appassionato di biciclette, ha poi raccontato che è andato con la sua bici ad una protesta nella sua amata Brooklyn:

Jimmy, fratello mio, la gente era presente. La giovane generazione bianca, miei fratelli e sorelle, erano là, non c’erano solo neri e marroni. Sono felicissimo del fatto che l’omicidio di George Floyd abbia scosso tutto il mondo.

Lee ha poi aggiunto che tutte quelle persone presenti durante le proteste saranno chiamate alle urne a novembre e che dovranno dire “hell no” all’Agente Arancione, riferendosi al presidente Trump. Modificando un poco le parole dell’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, Lee ha aggiunto che le prossime elezioni saranno le più importanti della storia moderna. Il regista ha poi concluso dicendo:

Se (Trump) viene rieletto, il mondo è in pericolo…è tutto folle ora. Folle.

Di seguito il video completo dell’intervista.

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