Paolo Sorrentino rischia azioni legali da parte di Maradona per il film su di lui

Paolo Sorrentino è sempre stato un grande fan dell'ex calciatore e sarebbe una grande delusione vedersi denunciato proprio dal suo idolo.
Paolo Sorrentino, CinemaTown.it

Paolo Sorrentino fin da bambino è stato fan di Diego Maradona e ora che vuole produrre un film sull’ex calciatore pare che a questi qualcosa non torni.


Da Everyey.it ci giungono notizie di una possibile delusione per Paolo Sorrentino: il regista premio Oscar per La Grande Bellezza non ha mai nascosto la sua grandissima ammirazione per Diego Armando Maradona – al quale dedicò anche proprio la vittoria agli Academy Awards –  ma proprio il Pibe de Oro sembra avere intenzioni bellicose nei suoi confronti.

Come mai? Il motivo si può facilmente immaginarlo: nei giorni scorsi era stato reso noto che Sorrentino sarebbe tornato a Napoli per collaborare con Netflix in un film intitolato È Stata la Mano di Dio, che sin dal nome si annunciava palesemente ispirato alla vita del celebre fuoriclasse argentino.
Nonostante lo stesso Netflix abbia dichiarato esplicitamente che non si sarebbe trattato di un film incentrato sul calcio né tantomeno sulla vita di Maradona la cosa sembra aver comunque messo in allerta i legali dell’ex-campione del Napoli e della nazionale argentina, al punto da minacciare azioni legali nei confronti del colosso dello streaming e del regista di This Must be the Place.

Non sarebbe comunque la prima volta che Sorrentino faccia riferimento a Maradona in un suo film: già in Youth avevamo notato la presenza di un personaggio ispirato senza ombra di dubbio alla figura dell’ex-calciatore, ma all’epoca nessuna voce contraria si era alzata dall’entourage del diretto interessato. Ad oggi, comunque, non resta che aspettare l’evolversi della vicenda.

Ma di cosa tratta questo famigerato film? Prodotto da The Apartment, Sorrentino non torna alle origini, non si rimette sulle tracce del regista e dello scrittore che è stato, ma ritorna a Napoli da adulto, da uomo che ha visto e che ha fatto, e che ora può maneggiare la materia della memoria con più attenzione e abilità. Perché è di questo, alla fine, che parlerà: di sé stesso e della “sua” – quella che ha conosciuto, che ha imparato ad apprezzare, di cui ha avuto paura e che l’ha fatto arrabbiare – Napoli. Nella sostanza e nei suoi punti salienti è un’autobiografia quindi.
La giovinezza, l’inesperienza, la passione, e poi il calcio, il cinema e le storie infinite di una città che non è mai la stessa, mai uguale, e che cambia in continuazione. La casa, la famiglia, gli affetti. Diventare uomini e riscoprirsi figli. Guardare indietro e imparare ad essere padri. La mano di Dio del titolo è quella del destino, del fato, ma pure quella di Diego Armando Maradona, il calciatore maledetto, amato e odiato, venerato come un dio e condannato perennemente nella parte del ribelle.

Maradona compare, anche se solo per un attimo, come abbiamo detto, ne “La giovinezza”, un film in cui Sorrentino mette in scena la precarietà della vita, la complicità intima dell’amicizia e la bellezza dell’esistenza.
“A 16 anni ho seguito Maradona in una partita contro l’Empoli, e mi ha salvato la vita”, ha raccontato Sorrentino.

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