Hugh Grant si ispira al suo personaggio di Love Actually e decide di intraprendere un’iniziativa porta a porta, ma questa volta non per cercare l’amore della sua vita, quanto piuttosto per difendere una importante causa politica, ovvero fermare la Brexit. Secondo il Daily Mail, infatti l’attore britannico è sceso tra le strade di Londra per fare campagna ed esortare i cittadini a votare per la candidata dei Liberal-democratici Luciana Berger. L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica per evitare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Hugh Grant si è riscoperto attivista politico e afferma che il suo impegno è dovuto al fatto che

sondaggio dopo sondaggio la Gran Bretagna ha mostrato di aver cambiato idea sulla Brexit. La responsabilità è di tutti noi.

Già nei mesi scorsi, l’attore aveva fatto parlare di sé per essersi schierato contro le decisioni del premier Boris Johnson. Nel mese di agosto, infatti, all’attore non era piaciuta la decisione del premier britannico di chiedere alla regina Elisabetta la sospensione del Parlamento.

L’interprete di Notting Hill e Quattro matrimoni e un funerale aveva definito Johnson un

giocattolo di gomma da vasca da bagno troppo promosso”.

Grant, come tanti altri, era anche intervenuto su Twitter:

Lei non f*****à il futuro dei miei figli. Lei non distruggerà le libertà che mio nonno ha combattuto due guerre mondiali per difendere.

Il messaggio era stato ritwittato 62,400 volte e ha ottenuto più di 250,000 like in meno di 24 ore, ma ha diviso i fan: alcuni hanno lodato la franchezza dell’attore, mentre altri lo hanno accusato di essere anti-britannico.

Non c’è niente di più sexy di un uomo inglese e del suo modo di imprecare”

ha commentato un utente, mentre un altro ha aggiunto

Un altro tweet di classe di una celebrity dei tempi andati che pensa erroneamente di parlare per tutta la Gran Bretagna.

Hugh Grant non è l’unico ad essere contro la mossa di Johnson: secondo quanto riportato dall’Independent, coloro che sono a favore del Remain hanno infatti accusato Johnson di aver ordito un “colpo di stato” contro il Parlamento.
Lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercrow ha definito la mossa “un oltraggio alla Costituzione”, mentre l’ex Ministro delle Finanze, Philip Hammond ha commentato dicendo che sospendere il Parlamento è “profondamente non democratico”Oltre un milione di persone aveva inoltre firmato una petizione che esortava il primo ministro a non sospendere il Parlamento. 

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