Il produttore di Halloween Ryan Turek ha confermato la teoria dei fan, secondo la quale il Dr Sartain avrebbe aiutato Michael Myers a fuggire dalla prigione nell’ultimo capitolo della saga uscito al cinema l’anno scorso. Diretto da David Gordon Green e co-scritto con Danny McBride e Jeff Fradley, ha rivalutato ogni capitolo precedente, ad eccezione del primo Halloween del 1978 di John Carpenter, e come nel caso de Il Risveglio della Forza e Il ritorno di Mary Poppins, il film è un omaggio al primo capitolo piuttosto che un vero sequel.

Esattamente come nel caso di questi due film, anche per Halloween il tipo di approccio ha funzionato perfettamente, riuscendo a stupire i critici e il pubblico in generale, sovvertendo la formula del franchise e unendo intere generazioni di donne Strode per sconfiggere il male assoluto rappresentato da Myers. Come confermato da Turek, quindi, le supposizioni fatte dai fan non erano per nulla lontane dal reale.

Noi produttori amiamo la possibilità di inserire ambiguità nelle trame, ma tutti gli indizi presenti in Halloween confermano che Sartain avrebbe orchestrato ogni passaggio dell’evasione di Michael. È piuttosto divertente, sopratutto se si considera che questo psichiatra abbia basato la sua vita sugli studi del Dr Loomis, cercando di analizzarli per ottenere qualcosa di ben diverso da quanto fatto dal medico prima di lui.

In Halloween, Sartain ha un’evoluzione molto diversa da quel che avevamo inizialmente pensato per lui. Sarebbe infatti diventato un poliziotto, ma una sorta di cattivo tenente. Avrebbe trattato il problema di Michael dividendo l’omicida dal suo lato umano, vera ossessione del medico. Le idee iniziali sono comunque confluite nel prodotto finale, e non potevamo comunque fare a meno della figura di un medico da affiancare a quella di Myers.

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