Bohemian Rhapsody, l’atteso biopic su Freddie Mercury, campione di incassi in Usa con 50 milioni di dollari in tre giorni, in uscita in Italia il 29 novembre, continua a sollevare polemiche. Dopo una lunga e difficoltosa gestazione, con un cambio di regia in corso d’opera tra Bryan Singer e Dexter Fletcher, e dopo aver assolto Rami Malek nell’ardua impresa di calarsi nei panni del leggendario frontman dei Queen, la critica si concentra su alcune scelte narrative che non sarebbero aderenti alla realtà. Bohemian Rapsody, che è stato realizzato con la supervisione del batterista Roger Taylor e del chitarrista Brian May, si conclude con la performance live più importante della storia dei Queen, il Live Aid del 1985 al Wembley Stadium. Ed è lì che Mercury/Malek, che ha appena scoperto la malattia, confessa agli altri membri della band di essere affetto da Hiv.

Una scena d’impatto, che conferisce al film un’adeguata dose di drammaticità al momento giusto. Peccato che la terribile diagnosi di Mercury sia arrivata nella realtà solo due anni dopo, nel 1987. In Bohemian Rhapsody il Live Aid si inserisce in un momento in cui i membri della band, e soprattutto Mercury, hanno intrapreso strade separate. Una reunion importante quindi, ma che in verità è stata preceduta da un’intera tournèe, il Works Tour, tra il 1984 e il 1985. Discussa anche la scelta di far passare Mercury come il primo membro dei Queen a voler intraprendere una carriera da solista, causando relativi attriti e malumori nel gruppo. Mr Bad Guy, l’album solista del leader dei Queen, esce nel 1985, quando il batterista Roger Taylor aveva già due solo all’attivo, Fun in Space del 1981 e Stranger Frontier del 1984. Motivo per cui la diagnosi anticipata di Freddie Mercury con il conseguente ricongiungimento alla band, è stata definita una scelta tattica e crudele, una motivazione di riavvicinamento ai fini narrativi che non rende giustizia al leggendario artista tragicamente scomparso nel 1991.

Secondo la critica, ancora, la sessualità di Mercury sarebbe stata in qualche modo censurata per ragioni commerciali, per far sì che il film potesse essere destinato a un pubblico più vasto. Largo spazio alla storia d’amore con la fidanzata Mary Austin (interpretata da Lucy Boyton) e solo un breve accenno alla relazione del cantante con Jim Atton, completamente omessa la lunga storia con il ristoratore Winfried Kirchberger. Rami Malek – che ha dichiarato che la parte più difficile dell’interpretazione non riguardava l’orientamento sessuale di Mercury, bensì la riproduzione della sua voce – si è difeso dalla critiche sottolineando come Bohemian Rhapsody narri di un preciso arco temporale della storia dei Queen.

Il film finisce con il concerto Live Aid del 1985 e la relazione di Mercury con Hutton inizia poco dopo e si conclude solo con la morte del cantante. Se invece di un film avessimo fatto una mini-serie tv avremmo senz’altro esplorato anche il resto della vita di Mercury

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